Serie A o A2 ? Per la Vuelle tanti dubbi tranne uno: se si sceglie di auto-retrocedere non si punterà a risalire subito

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11 maggio 2020

Bilancio fine stagione Presidente Costa

Il presidente della Vuelle Ario Costa

PESARO – Se fossimo in tempi normali, il tifoso pesarese, in questi giorni, starebbe seguendo blandamente i playoff della serie A, magari “gufando” contro la Virtus Bologna, che dallo scorso settembre si sentiva già lo scudetto in tasca, ma li avrebbe seguiti più con tristezza che con entusiasmo, non sapendo quando la Vuelle sarebbe ritornata, non a lottare per il titolo, ma semplicemente in serie A, preparandosi mentalmente ad un serie A2 piena di trappole ed incognite.

Ma non siamo in tempi normali, stiamo ancora attraversando la fase due, con nessuna certezza sul futuro, tranne vaghe speranze di riprendere a giocare ad ottobre, ma l’autunno è lontanissimo, siamo appena in primavera, ed è bene andarci coi piedi di piombo, affrontando le varie scadenze, man mano che ti si presentano davanti.

La prima è quella del 15 giugno, quando i dirigenti biancorossi dovranno comunicare le loro intenzioni alla Fip, nello specifico, la volontà o meno, di scendere in serie A2, senza aspettare la scadenza successiva, quella del 31 luglio, quando, in base alle scelte di 45 giorni prima, verrà stabilito quante e quali squadre, parteciperanno ai tre massimi campionati italiani di pallacanestro, perché entro luglio dovranno anche essere concluse le varie trattative dei titoli sportivi, cosa possibile tra A2 e B, come sta facendo ad esempio Chieti, con l’acquisizione dei diritti di Montegranaro, quella stessa Chieti che in inverno, sembrava interessata ad entrare in casa Vuelle.

Prima del 15 giugno, c’è un’altra data importante, più ravvicinata, dato che il 25 maggio è fissato l’incontro tra i dirigenti Vuelle e quelli del salumificio Beretta, incontro dove sarebbe gradita anche la presenza di Livio Proli, in procinto di entrare nello staff biancorosso come consulente esterno, dato che l’ex amministratore dell’Armani è un uomo che sa come destreggiarsi, e come parlare a persone abituate a trattare grossi investimenti.

Dopo l’incontro con i dirigenti della Carpegna Prosciutto, ne sapremo di più, perché non è così scontato che in Via Bertozzini scelgano di rimanere nella massima serie, dopo aver passato i primi mesi del 2020 a prepararsi al peggio, diciamo che in questo momento siamo al 50% di possibilità, con un orecchio sempre rivolto alle decisioni del Governo, della Lega basket e di tutti gli organi competenti,  quelli che possono ridare ossigeno, ad un movimento che difficilmente riuscirebbe a rimanere in piedi con le proprie forze.

Ma fin da ora, il tifoso pesarese dovrebbe avere chiara una cosa: se si scegliesse di auto retrocedere in serie A2, vorrebbe dire che i dirigenti Vuelle non hanno come priorità, quella di risalire in serie A1 la prossima stagione.

Sarebbe infatti un autogol clamoroso, rinunciare alla serie A, per concentrarsi poi su una risalita immediata, dato che se retrocedi, per rientrare nella massima serie, dovresti ripagare la fideiussione, buttando al vento soldi che non dovresti spendere in caso contrario, inoltre, avrebbe poco senso allestire uno “squadrone” per la Serie A2, dove per avere qualche speranza di promozione, devi avere almeno 3-4 italiani che fanno la differenza, quando con una cifra assai simile, potresti costruire una squadra dignitosa per la massima serie, in una stagione dove tutte avranno problemi, anche ad avvicinarsi al budget dell’anno precedente.

Vi potrebbero abbindolare col famoso discorso della diversa fiscalità tra le due serie, cosa vera fino a qualche mese fa, ma ci sembra impossibile che le istituzioni non intervengano pesantemente su tasse, contributi, ed affini, altrimenti 2/3 delle società italiane, di qualsiasi sport, rischierebbero di scomparire, e per il 2021, molto probabilmente, la fiscalità tra le due serie, se non uguale, diventerà abbastanza simile, vanificando uno dei principali motivi per cui, fin dallo scorso Natale, in Via Bertozzini vedevano la serie A2 come un nirvana da raggiungere.

Insomma, se dovessero scegliere di scendere di categoria, non ci potranno raccontare che faranno di tutto, per risalire immediatamente, perché altrimenti avrebbe molto più senso restare dove siamo, anche se non ce lo siamo meritato, e sono intervenute congiunzioni astrali favorevoli. Se si ripartirà dalla serie A2, vorrà dire che le risorse economiche disponibili sono veramente esigue e ci potremmo rimanere per diversi anni, niente di grave per carità, ma quello che non sopporteremmo sarebbe l’ipocrisia, e il nascondersi dietro al fatto che Pesaro, di fatto, era retrocessa, e che magari sarebbe poco “corretto” approfittare della situazione, quando, negli ultimi sette anni, solo la Virtus Bologna e Capo d’ Orlando sono effettivamente retrocesse, mentre le varie Caserta, Cremona e Pistoia, per una serie svariata di motivi, dopo essere retrocesse sul campo, si sono ritrovate in serie A l’anno successivo.

Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, dopo il doveroso giro d consultazioni con tutte le aziende che compongono il Consorzio, aspettando come si diceva, le decisioni di governo e federazioni, consapevoli che un’eventuale rinuncia alla serie A, implicherebbe una situazione economica più grave di quello che appare attualmente dall’esterno.

 

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