Oggi più che mai, viva Rossini, viva il ROF

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16 maggio 2020

Il 41° ROF torna in Piazza del Popolo, nel cuore della città che deve meritare questo bellissimo regalo

Il 41° ROF torna in Piazza del Popolo, nel cuore della città che deve meritare questo bellissimo regalo

 

Una piccola anticipazione era sfuggita al sindaco Ricci nel colloquio via Instagram con Roberto Burioni, sabato scorso. Alla domanda del noto virologo pesarese – “Pensa che ad agosto potrò assistere a un’opera?” – il sindaco aveva fatto intendere che, sì, qualcosa si sarebbe fatto.
Si è fatto molto di più, come anticipato nell’articolo pubblicato in mattinata.
Eppure, soprattutto nelle precedenti settimane, davanti alla crudeltà delle cifre che raccontavano centinaia di decessi (oggi sono 520, più del doppio che nel resto della regione) e migliaia di contagi (sono 6.642 nelle Marche, la quota più alta nella provincia di Pesaro e Urbino), qualche dubbio l’avevamo avuto.  Come non averlo?
Come si sarebbe svolto un festival internazionale, con la stragrande maggioranza degli spettatori che arriva da oltre frontiera, non solo dall’Europa, quando ancora non si avevano certezze sui voli internazionali?
Come si potrebbero applicare, in un teatro, le misure di sicurezza per evitare ulteriori contagi senza pagare dazio alla partecipazione del pubblico? Si correrà il rischio di assistere, come nei campionati di calcio, a “opere e concerti senza pubblico?”.
Non a caso, lo scorso 20 aprile, recensendo, nella rubrica Un libro al giorno, Triade minore, primo romanzo di Luigi Ferrari, ex direttore artistico del festival pesarese, ci chiedevamo: Si farà il ROF? Si potrà andare allo Sferisterio di Macerata? Riusciremo a seguire la prossima Sagra Musicale Malatestiana di Rimini? Il Ravenna Festival andrà in scena?
Il comunicato diffuso stamattina dal Rossini Opera è  un omaggio al motto gramsciano, all’ottimismo della volontà.
Oggi più che mai ci sentiamo di ribadire: viva Rossini, viva il ROF.
Abbiamo scritto da sempre, confortati dalla prova dei fatti, che Pesaro deve tutto, o quasi, al suo figlio prediletto, a Gioachino Rossini che ha fatto conoscere la città nel mondo.
Purtroppo, negli ultimi due mesi, Pesaro è diventata più conosciuta anche per le notizie drammatiche sul Coronavirus e le conseguenze letali per la popolazione e per l’economia.
Eppure, mentre anche il più acceso sostenitore del ROF non vedeva la luce in fondo al tunnel, anzi, a dirla tutta, ipotizzava che il prossino ROF sarebbe stato nel 2021, lavorando da casa, collegati con il computer, Ernesto palacio, l’assessore Vimini, i vertici del ROF e tutti i collaboratori, non s’arrendevano a quella che, per molti di noi, era una brutta evidenza. Il Covid-19 batteva tutti.
Non Rossini, non la sua meravigliosa musica.
Una persona che è dentro il mondo dello spettacolo, dell’opera, leggendo il comunicato del Festival, ha dichiarato: “A Pesaro sono stati veramente bravi. Complimenti”.
Il maestro Palacio e tutti i suoi collaboratori hanno ideato un programma che emoziona

Il maestro Palacio e tutti i suoi collaboratori hanno ideato un programma che emoziona

Così, mentre altre realtà hanno rinviato la stagione 2020, mentre lo stesso governo, che pure ci è piaciuto per tante scelte, mostrava scarsa attenzione al mondo dello spettacolo, della musica, in casa ROF non ci si è abbandonati al pianto, al commiserarsi, meno che meno alle polemiche fini a se stesse. Mentre – ne siamo certi – il telefono e l’indirizzo di posta elettronica del sovrintendente Palacio venivano invasi dalle chiamate e dai messaggi degli agenti di cantanti che hanno perso intere stagioni e non vedono l’ora di tornare sul palcoscenico, a Pesaro si programmava un’edizione che s’annuncia indimenticabile, emozionante, se ci è consentito, commovente.

“Una cartolina che resterà nel cuore dei pesaresi”
1EF3214B-A11D-4445-9468-440C1DB8F1FCIo“Non ci siamo mai persi d’animo” spiega il presidente del ROF Daniele Vimini “e in queste settimane abbiamo lavorato a esplorare tutte le possibilità, con una forte attenzione allo scenario in evoluzione e alle scelte dei nostri omologhi internazionali. Il Sovrintendente Palacio assieme alla struttura ha fatto un lavoro straordinario e questa edizione tutta in centro storico avrà un fascino unico per il pubblico italiano e, se sarà consentito viaggiare, mondiale. Sicuramente la riapertura agli spettacoli del Teatro Rossini e tutto quanto sarà possibile vedere e ascoltare in Piazza del Popolo sarà una cartolina che resterà nel cuore di tutti i pesaresi”. Sottoscriviamo, con una piccola aggiunta: gli appasionati invocavano da tempo il ritorno in centro. Purtroppo, si possono accontentare solo per colpa del maledetto Coronavirus.
E aggiungiamo che una delle scelte più intelligenti è senza dubbio l’orchestra in platea.  Conosciamo un bravo tecnico teatrale che è rimasto ammirato.
La conferma che il ROF ha una marcia in più, la marcia dell’ottimismo.
La dolorosa, ma obbligata rinuncia al coro
B1E64212-D50D-4AEC-AF75-86B9879D4E3AUna delle perdite più dolorose è il Coro del Teatro Ventidio Basso, molto apprezzato dal ROF
Più dolorosa, invece, la rinuncia al coro, nel caso all’ottimo coro del Teatro Ventidio Basso, ma le misure di sicurezza, quelle sul distanziamento sociale, rendono impossibile l’utilizzo di un coro, che sia in un teatro o all’aperto.
L’ottimismo del ROF merita il rispetto della città
Da sempre, il Rossini Opera Festival è un evento che porta il mondo a Pesaro, che apre le porte della città ad appassionati che arrivano dal Giappone e dall’Australia, dagli Stati Uniti d’America e dalla Russia, dal Sudafrica e dalla Germania. Non sappiamo se ad agosto vedremo la consueta sfilata di kimono. Crediamo, però, che la città dovrà meritare, una  volta di più, lo straordinario lascito di Rossini. Dovrà farlo anche con i comportamenti, con il rispetto delle regole, che sembra un’opzione cancellata dal virus dell’ignoranza che alberga in molti di noi. Non più tardi di stamattina abbiamo visto gruppi di camminatori in assembramento, del tutto contrario alle regole; ragazzi che giocavano a calcio, anzi s’allenavano in un campo pubblico; ciclisti invadere gli spazi riservati ai pedoni. 
Sappiamo bene – sono parole ripetute fino alla noia dal presidente del Consiglio e dal Ministro della Sanità – che basta poco per tornare alla chiusura, al confinamento. Facciamo di tutto perché non torni a salire la curva del contagio. Prima di tutto per noi, per la tutela della nostra salute. Poi per chi – ci riferiamo alle tante categorie che vivono un momento mai così difficile provocato dalla chiusura delle attività – ha necessità di tornare a lavorare, a produrre, a guadagnare. Ma anche per non sprecare, con il pessimismo della stupidità (non della ragione), l’ottimismo della volontà che regala il ROF.
Il programma del 41° Rossini Opera Festival
Si terrà dall’8 al 20 agosto. Nei prossimi giorni saranno rese note la nuova data di apertura delle prenotazioni e tutte le informazioni utili per la prenotazione e l’acquisto dei biglietti.
La cambiale di matrimonio nel Teatro Rossini
La cambiale di matrimonio andata mi scena il 26 febbraio 2019 per il non compleanno di Rossini

La cambiale di matrimonio andata mi scena il 26 febbraio 2019 per il non compleanno di Rossini

Sarà proposta una nuova produzione, La cambiale di matrimonio, in programma al Teatro Rossini l’8, 11, 13, 17 e 20 agosto. L’orchestra suonerà in platea e il pubblico assisterà allo spettacolo dai palchi.

L’opera sarà diretta da Dmitry Korchak, il tenore russo già protagonista al ROF, al suo debutto come direttore d’orchestra. Dmitry Korchak sarà alla guida dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini e di un cast composto da Carlo Lepore (Tobia Mill), Dilyara Idrisova (Fanny), Davide Giusti (Edoardo Milfort), Iurii Samoilov (Slook), Alexander Utkin (Norton) e Martiniana Antonie (Clarina). La regia è curata da Laurence Dale, poliedrico artista inglese (tenore,  direttore artistico, ma anche direttore d’orchestra), che sarà coadiuvato da Gary McCann per scene e costumi. Nei fatti è lo stesso cast previsto prima della pandemia. L’opera è in coproduzione con la Royal Opera House di Mascate, dove sarà riproposta nel gennaio 2021. Assieme alla Cambiale di matrimonio, sarà proposta anche la Cantata Giovanna d’Arco, interpretata da Marianna Pizzolato.
L’ultima recita (20 agosto) sarà trasmessa in  diretta gratuita sul sito web del festival, per dare l’opportunità ai tanti spettatori che quest’anno non potranno essere a Pesaro di mantenere il proprio legame con la manifestazione anche a migliaia di chilometri di distanza.
Lo spettacolo sarà proiettato anche in piazza del Popolo, come è tradizione per la serata conclusiva della manifestazione.
 
Il Festival torna in Piazza del Popolo

Scusate l’intromissione sportiva: Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro,  da sempre assai legato a Pesaro, sollecita un ritorno all’antico per il basket italiano, al basket giocato all’aperto, come una volta. Ricordate il torneo di Fermignano?
Per riuscire nell’intento, Petrucci potrebbe chiedere consigli al ROF.
Sì, perché l’altro luogo utilizzato per gli spettacoli sarà piazza del Popolo.
Noi avevamo ipotizzato Rocca Costanza, la sua magnifica cornice, ma, a prescindere dalla burocrazia che tutto blocca e impedisce, una sola entrata male si presta alle misure di sicurezza anti Covid-19.
Oltre a essere più sicura, Piazza del Popolo è più grande e soprattutto è un luogo della memoria del Festival. In passato ha ospitato concerti memorabili, protagonisti Marilyn Horne, Montserrat Caballé, June Anderson, Luciano Pavarotti (anno 1986); Katia Ricciarelli, Francisco Araiza, Salvatore Accardo e Orchestra Internazionale d’Italia diretta da Donato Renzetti (1987). Nel corso degli ultimi anni è diventata punto di ritrovo per tutta la cittadinanza in occasione della ultima serata in calendario, proiettata su grande schermo. Quest’anno la piazza recupera anche la sua dimensione dal vivo. 
Il viaggio a Reims all’aperto
Sono in programma, il 12 e il 15 agosto, due date del Viaggio a Reims messo in scena ogni anno da Emilio Sagi nell’ambito dell’attività dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”. Stavolta il cast sarà composto da ex-accademici che hanno già avviato una carriera internazionale. L’Orchestra Sinfonica G. Rossini sarà diretta da Giancarlo Rizzi.
Sei concerti per sei grandi voci
Nicola Alaimo, pesarese ad onore, canterà in piazza, a pochi passi da casa

Nicola Alaimo, pesarese ad onore, canterà in piazza, a pochi passi da casa

Per la cronaca, il programma originale, annunciato già nel 2019, prevedeva questi concerti:

il recital di rarità rossiniane di Juan Diego Flórez (16 agosto alla Vitrifrigo Arena, con Michele Spotti sul podio della Filarmonica Gioachino Rossini), quello del trio buffo Alfonso Antoniozzi-Paolo Bordogna-Alessandro Corbelli (19 agosto al Teatro Rossini, con Iván López Reynoso a dirigere la Filarmonica Gioachino Rossini), i Concerti di Belcanto di Eleonora Buratto (13 agosto), Maxim Mironov (17 agosto) e Karine Deshayes (21 agosto), tutti al Teatro Rossini, e le Sei sonate a quattro eseguite dai Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella (20 agosto al Teatro Rossini).
Sono saltati, quindi, i concerti di Eleonora Buratto e Maxim Mironov. L’augurio è di rivederli e riascoltarli al più presto a Pesaro.
Saltato anche lo Stabat Mater in forma scenica affidato alla regia di Massimo Gasparon, con Jader Bignamini a dirigere l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Coro del Teatro Ventidio Basso; voci soliste Giuliana Gianfaldoni (già applauditissima Corinna ne Il viaggio a Reims 2019), Vasilisa Berzhanskaya, Marchesa Melibea ne Il viaggio a Reims 2016, Ruzil Gatin, protagonista nelle precedenti tre edizioni, e Riccardo Fassi, Polibio in Demetrio e Polibio 2019. Anche a loro l’augurio di ammirarli presto al ROF.

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