Quella Serie A che sembra un regalo immeritato: in casa Vuelle si cerca una via alternativa all’autoretrocedersi

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18 maggio 2020

sacco vuelle carpegnaPESARO – La scorsa settimana è stata una delle più caotiche per il nostro basket, purtroppo non per quello giocato, perché di quello se ne riparlerà solo il prossimo autunno – speriamo –  ma per una serie di dichiarazioni, che sembravano foriere di rivoluzioni, e che alla fine hanno lasciato tutto come prima o peggio.

Giovedì, sembravano congelate le retrocessioni, scelta anche condivisibile, considerando la crisi economica in atto, venerdì, invece, in Legabasket, vince l’ipotesi di un campionato a 18 squadre, con una sola retrocessione, scelta subito bocciata dalla Fip, che per bocca del presidente Petrucci, vorrebbe lasciare tutto come prima, con due retrocessioni e altrettante promozioni dalla serie A2, perché un campionato a 20, non è troppo gradito da Milano, che avrebbe posto il veto, minacciando anche di fare come le due formazioni greche dell’Eurolega, che al campionato ellenico non ci partecipano più.

In mezzo a tutto questo casino, la squadra più in confusione è certamente la Vuelle, l’unica con un asterisco vicino al suo nome, l’unica che ha comunicato l’intenzione di voler sfruttare la clausola che le permetterebbe di auto retrocedersi in serie A2 la prossima stagione, clausola da far scattare entro il 15 giugno, anche se onestamente facciamo fatica a capire i motivi per cui, alla dirigenza della Vuelle la serie A1, non piaccia più.

O forse non è mai piaciuta, perché non hanno mai perso l’occasione di lodare la serie A2, mentre rimanere nella massima serie, sembra una sorta di punizione, un regalo immeritato, dopo una stagione sportiva che avrebbe portato Pesaro verso una sacrosanta retrocessione.

Ma non pensate che tutte abbiano i soldi di Milano o della Virtus Bologna, una buona metà delle 18 aventi diritto, disputerà un’annata sottotono, allestendo dei roster sperimentali, contente di salvare la pelle il prima possibile, e farsi trovare coi conti a posto per luglio 2021, quando si controlleranno per davvero i bilanci, e iscriversi al campionato 2021-22 sarà molto più complicato rispetto al presente.

Tra l’altro ci chiediamo perché a questo punto, in caso di rinuncia da parte della Vuelle, non si torni semplicemente ad un campionato a 16, rinunciando al ripescaggio di Torino, ma poi ci sovviene il dubbio che inserire una metropoli possa portare più benefici, che problemi, e se la 18esima sarà Ravenna, si eviteranno anche spiacevoli malintesi futuri.

Ma cosa dovrebbe accadere, in Via Bertozzini, per far pendere la bilancia dalla parte giusta? In primis, buone notizie dall’incontro, in programma il prossimo lunedì, con i dirigenti dei Salumi Beretta, delusi come tanti loro colleghi, dalla mancata introduzione nel decreto Rilancio, della defiscalizzazione delle sponsorizzazioni, operazione che permetterebbe un notevole risparmio a chi già aveva investito soldi la scorsa stagione, problema che riguarda tutto lo sport italiano, tranne la serie A e B calcistica, e che potrebbe venire risolto nei prossimi giorni, prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dato che fino ad allora, sono sempre consentite delle piccole modifiche.

Inoltre, si spera che entro il 15 giugno, possa modificarsi anche il sistema contributivo, avvicinandolo a quello della serie A2, se così non fosse, l’orientamento rimane quello di scendere di categoria, con tutti i dubbi del caso, tra cui il reale motivo per cui una società con i conti in ordine, come affermato sempre dalla dirigenza, sia l’unica ad avere delle remore, mentre società con debiti dichiarati, pagamenti di contributi posticipati, e contenziosi in atto con ex giocatori, non si siano nemmeno poste il problema.

La nostra opinione rimane la stessa espressa 7 giorni fa, scendere di categoria, darebbe un segnale, se non proprio di resa, di scarsa fiducia verso il futuro immediato, pronti solo a disputare un campionato di transizione, senza nessuna intenzione di provare subito a risalire, altrimenti si rimarrebbe al piano di sopra, evitando in caso – improbabile – di promozione, di dover ripagare i 250.000 euro di fideiussione come neo promossa.

Tra l’altro, mentre in serie A si è deciso di ripartire addirittura a fine agosto con la Super Coppa, e a fine settembre con il campionato, in serie A2 hanno già deliberato che non hanno nessuna intenzione di cominciare a porte chiuse, con il serio rischio di finire il 2020 senza neanche giocare una partita ufficiale, ed iniziare nel 2021, disputando un campionato di poche giornate, per la gioia degli sponsor e dei tifosi.

Attendiamo lumi da parte della dirigenza biancorossa, che, come sempre, non brilla in comunicazione, perché onestamente a noi, ci sfugge il motivo per cui la serie A2 pare la panacea di tutti i mali e la serie A1 una sorta di girone infernale, dove siamo già destinati a perdere tutte le partite, come l’anno precedente, e a fare brutte figure in giro per l’Italia, considerando che non ci portiamo dietro contratti dalla scorsa stagione – tranne quello di Drell – e che la nuova Vuelle sarà in ogni caso tutta da rifondare, mettendo alla prova la bravura di chi dovrà costruirla, sicuramente con pochi soldi, ma se sei povero in serie A1, non è che, per magia, diventi ricco in serie A2, forse ci sfugge qualcosa…..

 

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