Rossini batte Wagner e, al momento, anche Mozart: Pesaro meglio di Bayreuth e Salisburgo

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19 maggio 2020

Semiramide 2019, un grande allestimento

Semiramide 2019, un grande allestimento

PESARO – Tutti celebrano il ritorno in campo della Bundesliga, il campionato di calcio tedesco, dimenticando che la Germania ha cancellato l’Oktoberfest. Ma, si sa, il calcio conta più della religione, e per i tedeschi la birra è una religione.

Bundesliga al bacio“, titola la Gazzetta, spiegando che il campionato tedesco ha conquistato il mondo, anche se “I contatti fuorilegge diventano un caso“. In aggiunta, l’analisi di Luca Calamai: “Siamo diventati tutti tedeschi“. “Bundesboom“, è entusiasta il Corriere dello Sport, che sottolinea “Ma in Italia è il caos“. Per Tuttosport è “Boom di Sky con la Bundesliga“.
D’accordo che per molti – anche fra i giornalisti – il calcio sembra contare più della salute, ma i media italiani hanno dedicato poca attenzione a un evento di straordinaria importanza culturale e sociale: il ROF che decide di programmare l’edizione 2020, mentre altri importanti festival annunciavano la cancellazione o comunque, pure in situazioni oggettivamente migliori quali offre l’Austria, prendevano tempo. 
Facendo il copia e incolla della libidine del giornalismo sportivo italiano per il torneo tedesco, quesi sempre snobbato, si potrebbe urlare: Rossini batte Wagner e, al momento, anche Mozart: Pesaro meglio di Bayreuth e Salisburgo 
Lo scriviamo, lo titoliamo, ma senza urlarlo, per il timore che comportamenti scellerati – ieri sera numerosi gruppi di ragazzini quasi incollati uno all’altro, senza mascherine, in Viale Trieste, stamattina davanti ai bar gruppi di persone a chiacchierare come accadeva più di tre mesi fa, in strada camminatori e ciclisti che non rispettano le misure del distanziamento sociale imposto dalle norme in vigore – possano compromettere un sogno, una speranza, la vittoria dell’ottimismo della volontà. 
Al momento, però, il Festival che dal 1876 Bayreuth dedica a Wagner, pure deceduto a Venezia nel 1883, è stato cancellato e riprogrammato nel 2021.
Per via degli effetti della crisi provocata dal Coronavirus anche sul programma del Bayreuth Festival, la direzione e gli azionisti – la Repubblica Federale di Germania, la Baviera e la città di Bayreuth, nonché gli Amici del Festival – annunciano con grande rammarico che l’edizione 2020 del Bayreuth Festival è stata sospesa. Ciò significa che le prossime edizioni dovranno essere riprogrammate“.
Bernd Sibler, Ministro delle Arti dello Stato bavarese,  ha espresso un “supporto entusiasta al Festival di Bayreuth e alla musica di Wagner, sottolineando che la cancellazione delle opere in programma quest’anno sono una perdita piena d’amarezza. La lunga tradizione del festival  ha sempre avuto un grande valore nella politica culturale bavarese“.
E Salisburgo?
Il 15 maggio “la direzione del Salzburg Festival che  è necessario conoscere esattamente cosa sarà permesso sul palcoscenico sia all’orchestra sia al coro. L’unica cosa certa, al momento, è che le nuove norme che riguardano la salute significano che il Festival non può essere quello presentato prima della pandemia, sia in termini di programmi che di durata. Perciò, il 25 maggio, il Festival presenterà al Consiglio di Sorveglianza un’alternativa per questa che è una stagione da sfida estrema. Sembra possibile proporre un Festival modificato. A inizio giugno saranno resi pubblici appena organizzati i nuovi obiettivi del Festival. La nostra scelta di non cancellare troppo in fretta l’edizione 2020, ma di aspettare e osservare lo sviluppo della pandemia, si è dimostrata corretta, così la scelta di attendere il 30 maggio per prendere una decisione. Il Festival è ottimista: a dispetto del Coronavirus, sarà capace di trasmettere un forte segnale della forza dell’arte, specialmente in tempi difficili“.
Il ROF ha risolto il problema rinunciando a un cartellone che prevedesse la presenza del coro. In ogni caso, anche se il 30 maggio il Festival di Salisburgo dovesse presentare un programma più o meno ricco, non ci sarebbe alcun problema per Pesaro, abituata da sempre alla concorrenza con il festival in onore di Mozart.
Ricordiamo che anni fa intervistammo un appassionato austriaco, residente a Salisburgo, che preferiva le opere del ROF a quelle di casa sua: “A Pesaro non si ascolta solo grande musica: si possono vedere grandi regie, allestimenti e costumi meravigliosi“.
Ora non resta che attendere le informazioni del ROF sull’acquisto dei biglietti per le cinque rappresentazioni de La cambiale di matrimonio, per cui gli spettatori, con la platea riservata all’orchestra,  potranno contare sui 99 palchi, in quattro ordini (nel primo ordine il palco 13 non esiste), anche se alcuni sono riservati alle luci, alle riprese video, alla direzione artistica.
Secondo il DPCM sulla ripresa degli spettacoli nei teatri e all’aperto impone non più di 200 persone al chiuso e 1.000 all’aperto. Come noto, il ROF si svolgerà soprattutto all’aperto, nella cornice di Piazza del Popolo, che ospiterà le due rappresentazioni de Il viaggio a Reims e 6 concerti. Pensando a Bayreuth e Salisburgo, è già un successo.

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