ROF come Maddalena: Presto, presto… su coraggio!, ma il Coronavirus è un ostacolo arduo da superare

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24 maggio 2020

Il viaggio a Reims è una delle pagine più esaltanti del Rossini Opera Festival (Foto Amati Bacciardi)

Il viaggio a Reims è una delle pagine più esaltanti del Rossini Opera Festival (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – L’Italia che riparte in musica è un bel segnale, l’Italia che pensa allo Spritz e al divertimento alcolico la conferma che anni di educazione civica cancellata e di famiglie che ai figli regalano il telefonino ultimo modello o la playstation, basta che non rompano, hanno fatto più danni di quanto fosse possibile immaginare.

Però è bello leggere che l’Italia riparte (anche) con la musica, soprattutto se – ma siamo di parte – è la bella musica, quella che ha reso il nostro paese famoso nel mondo.
Riccardo Muti apre a Ravenna e chiude a Spoleto
Riparte con il concerto diretto da Riccardo Muti che aprirà il Ravenna Festival. Dimenticato il grande impianto che il festival romagnolo poteva contare nel PalaDeAndrè, il 21 giugno sarà la Rocca Brancaleone a ospitare il concerto del maestro alla guida dell’Orchestra Cherubini, con il soprano Rosa Feola.
Saranno le note della Rêverie, composta da Alexandr Nikolaevič Skrjabin. Sarà una serata mozartiana, perché seguiranno il mottetto Exsultate, jubilate KV 165 e l’Et incarnatus est dalla Messa in do minore KV 427, entrambi affidati alla voce di Rosa Feola. A chiudere il programma la Sinfonia n. 41 in do maggiore KV 551, quella “Jupiter” che “Mozart compose durante la difficile estate del 1788, segnata da crescenti difficoltà economiche e da un grave lutto familiare. Da un periodo fra i più bui della vita del compositore nasce una sinfonia la cui luminosità ancora una volta libra il genio di Mozart al di sopra delle avversità quotidiane e la cui solenne grandiosità ispira il soprannome “Jupiter” conferitole dall’impresario tedesco Johann Peter Salomon”.
Il 21 giugno  via con Franceschini e la RAI
Ravenna Festival informa che “Il concerto diretto dal maestro Muti sarà il primo concerto con pubblico in Italia dopo il lungo e assordante silenzio imposto dalle misure per contenere l’epidemia; un appuntamento di grande portata simbolica – la cui ufficialità sarà sottolineata anche dalla presenza del Ministro Franceschini e dalla copertura televisiva di RAI – nello stesso giorno in cui ricorre la festa della musica”.
Doppia curiosità: Muti, che diresse nella Rocca Brancaleone il primo concerto del Ravenna Festival, giunto alla XXXI edizione, aprirà e chiuderà la stagione musicale che segna la voglia di non arrendersi neppure a un nemico così subdolo qual è il Covid-19. Infatti, il 30 agosto sarà a Spoleto, per il famoso festival umbro.
Ora s’attende la Sagra Malatestiana di Rimini
Dunque, da Ravenna a Pesaro, dall’appuntamento romagnolo al Rossini Opera Festival, la riviera adriatica si candida a essere guida della rinascita in musica. In attesa di notizie dalla Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, che si spera possa proporre la 71^ edizione.
Pesaro attende i francesi
Eppure, malgrado i grandi propositi, non sarà impegno facile, visto che le norme prevedono 200 spettatori in teatro e 1.000 all’aperto.
In un’intervista pubblicata sabato dal Corriere della Sera, l’assessore Vimini, che è anche presidente del ROF, ha spiegato al giornalista Valerio Cappelli che Pesaro “spera nei francesi, il nostro primo pubblico. Abbiamo 200 posti per il Teatro Rossini e 400 in Piazza del Popolo…”. Forse saranno di più, ma per questo bisogna attendere le scelte del sovrintendente Palacio e dei suoi collaboratori.
Spettatori, lasciate a casa gli abiti buoni
Un tempo, a teatro, gli spettatori della platea erano invitati a non indossare gli abiti “buoni”, per non correre il rischio di farseli rovinare dagli sputi e dagli avanzi del cibo che piovevano dai palchi.
Al tempo del Coronavirus gli sputi sarebbero pericolosi, contenendo un potenziale contagio.
Spettacoli dal vivo e cinema, quante difficoltà
E comunque nel Teatro Rossini, che dall’8 al 20 agosto ospiterà le cinque repliche de La cambiale di matrimonio e della Cantata Giovanna d’Arco, la platea sarà tutta a disposizione dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, che saprà strappare applausi, non sputi.
L’edizione 2020 del Rossini Opera Festival sarà un percorso a ostacoli. Per comprenderlo meglio cercate e leggete l’allegato 9 al Decreto del Presidente del Consiglio del 17 maggio. È l’allegato che riguarda le norme relative agli spettacoli dal vivo e cinema.
1. Mantenimento del distanziamento interpersonale, anche tra gli artisti.
2. Misurazione della temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
3. Utilizzo obbligatorio di mascherine anche di comunità per gli spettatori.
4. Utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori che operano in spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico.
5. Garanzia di adeguata periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi e dei servizi igienici di tutti i luoghi interessati dall’evento, anche tra i diversi spettacoli svolti nella medesima giornata.
6. Adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni concernenti sistemi di ventilazione e di condizionamento.
7. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
8. Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.
9. Utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro anche presso le biglietterie e gli sportelli informativi, nonché all’esterno dei luoghi dove si svolgono gli spettacoli.
10. Regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale nell’accesso.
11. Limitazione dell’utilizzo di pagamenti in contanti, ove possibile.
12. Vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, ove possibile, con modalità telematiche, anche al fine di evitare aggregazioni presso le biglietterie e gli spazi di accesso alle strutture.
13. Comunicazione agli utenti, anche tramite l’utilizzo di video, delle misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire nei luoghi dove si svolge lo spettacolo.
Cibo, bevande e categorie penalizzate
Ora, soltanto chi è stato colpito dal virus dell’ignoranza, non s’informa, ma pretende di sapere tutto, soprattutto chi, per sua fortuna, non ha perso un familiare, un amico, un conoscente e non ha contagiati nella cerchia delle persone frequentate, può permettersi di contestare misure che tendono a tutelare la sicurezza di tutti noi.
Eppure, in questo contesto, almeno una norma ci sembra eccessiva: è la numero 8, riguardante Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.  Comprensibile in Teatro, ma in Piazza del Popolo, dove il ROF ospiterà la maggior parte degli eventi, sarebbe un ulteriore penalizzazione di categorie che hanno pagato un caro prezzo alle misure restrittive imposte dalla pandemia di Covid-19. Bar, ristoranti, gelaterie non potranno vendere nelle serate di spettacolo, ma  possono farlo nelle altre. Ovvio che spetterebbe prima di tutto agli spettatori comportarsi da persone civili, evitando la calca, la ressa, di incollarsi uno all’altro.
Le altre norme confermano i meriti ulteriori dei dirigenti del Festival, perché non sarà facile rispettare alla lettera le norme del DPCM, sempre con il timore che il tempo non faccia le bizze, visto che 8 spettacoli su 13 saranno all’aperto.
Ovvio che l’articolo 1 – Mantenimento del distanziamento interpersonale, anche tra gli artisti. – stravolgerà il lavoro dei registi. Non vedremo il medico Don Prudenzio visitare la Contessa di Folleville e neppure il “trenino” della Contessa che esulta per il cappello ritrovato. Uno dei tantissimi momenti indimenticabili è il Sestetto Sì, di matti una gran gabbia, protagoniste Madama Cortese, Marchesa Melibea, Conte di Libenskof, Don Alvaro,   Barone Trombonok, Don Profondo. Come sarà proposto? E il Duetto tra Corinna e Cavaliere Belfiore, che strappa un bacio alla sua bella? Chi non avrà alcun problema sarà Don Profondo, che semmai dovrà preoccuparsi di disinfettare il telefono, se la regia non cambierà la scena, per cantare la strepitosa Aria Io! Medaglie incomparabili. E il Duetto Melibea-Conte? E soprattutto la scena del ballo, con tutti i protagonisti?
Però, il Rof è stato come Maddalena: Presto, presto… su coraggio!
Italiani, svizzeri e tedeschi
Il 31 luglio termineranno i 6 mesi previsti dalla dichiarazione dello stato d’emergenza dello scorso 31 gennaio. È l’unica certezza, perché, alla luce di quanto è accaduto in Italia nel fine settimana, sperare nel comportamento responsabile di noi italiani è come confidare che i tedeschi e gli svizzeri dimentichino l’educazione civica. Dunque non resta che sperare che da oggi all’8 agosto la situazione migliori e magari ci saranno norme meno restrittive per la rappresentazioni teatrali all’aperto.

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