Vuelle, è tempo di decisioni fra defiscalizzazione mancata e un 15 giugno che aleggia sull’iscrizione

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27 maggio 2020

carpegna prosciuttoPESARO – Ormai è tutto un susseguirsi di date, sia nella vita che nello sport. Nella vita, stiamo attraversando le varie fasi della pandemia, numerate dall’alto, seguendo i numeri ondivaghi di un’epidemia, che speriamo si affievolisca nel periodo estivo, nello sport invece, l’estate diventa il periodo in cui prendere le decisioni, quelle che poi stabiliranno il tuo futuro nell’autunno seguente.

Per la Vuelle, la prima scadenza era quella del 25 maggio, quando c’è stato l’incontro con i dirigenti dei Salumi Beretta, vertice interlocutorio, dove si è deciso di attendere nuovi sviluppi, aspettando magari buone nuove dal Governo, dove il decreto sulla defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive, giace nei meandri delle Aule, senza nessuna certezza sulla possibilità che riesca ad emergere dal guado nei tempi giusti.

Si perché, ci sono altre due scadenze in casa Vuelle, la prima è fittizia, perché eventualmente un incontro tra i vari Consorziati, si può sempre spostare, e il 6 giugno non è scolpito nella pietra, la seconda invece è quella decisiva, perché entro il 15 giugno, Pesaro dovrà comunicare se vorrà, o meno, scendere di categoria.

Ed è il tempo a mancare, perché nel comitato 4.0, nato per chiedere alle istituzioni la famigerata defiscalizzazione, formato, oltre che dal basket, dal volley, e dal calcio di serie C, ad avere fretta siamo proprio noi della pallacanestro, perché la pallavolo prenderà le sue decisioni più avanti, e la serie C calcistica “rischia” addirittura di ripartire a giugno, posticipando tutte le scadenze future in autunno.

E’ giusto sottolineare che il 15 giugno, non è la data entro cui iscriversi, e versare la fideiussione, che si dovrà pagare entro il 31 luglio, ma entro metà giugno, dovrai scegliere se aprire il paracadute, o rischiare di precipitare.

Infatti, nessuno ti obbliga a scegliere entro quella data, e potresti tranquillamente aspettare gli eventi, e sperare che prima della fine di luglio, arrivino buone notizie sul fronte defiscalizzazioni, ma a quel punto, non avresti più il paracadute da aprire, e se non avrai le risorse per partecipare alla serie A, ti ritroverai a partire dalla serie B, o ancora più giù.

Potresti bluffare, e sperare negli eventi, ma la dirigenza biancorossa non è famosa per la sua audacia, e allora la data del 15 giugno diventa decisiva per le sorti future della Vuelle, ma cosa avverrà quel lunedì? L’ago della bilancia continua a pendere dalla parte della A2, magari con la stessa Carpegna Prosciutto come sponsor, a cifre ridotte rispetto alla stagione scorsa, perché è giusto ricordare che con i Beretta si era parlato di questa possibilità fin dallo scorso gennaio, quando la retrocessione era nell’aria, e da Trezzo sull’Adda si erano detti interessati ad un nuovo mercato, nuove città in cui veicolare il loro marchio, ma è chiaro che la serie A sia più appetitosa per chiunque, anche se a queste condizioni economiche, rischia di essere un investimento in perdita.

Il Covid 19 costringerà le società sportive, e non solo, a cambiare la carte in tavola, proponendo contratti con l’asterisco, perché è chiaro che in caso di un nuovo lockout invernale, le aziende si vorranno tutelare in anticipo, con clausole ad hoc, e questo varrà anche per i contratti con i dipendenti – giocatori e staff – ma è un discorso più ampio, che non riguarda solo la Vuelle, ma l’intero movimento, e che si dovrà affrontare con un confronto diretto tra le varie parti coinvolte.

Ma di questo si parlerà più avanti, dopo il 15 giugno, ora invece si dovranno serrare le fila, chiedere a tutti gli interessati – Consorziati ed istituzioni locali – la loro disponibilità, e capire anche cosa porterà “in dono” Livio Proli, pronto ad entrare in casa Vuelle, col ruolo di consulente esterno, tenuto in naftalina finora, perché i Salumi Beretta avevano giustamente la priorità, ma la fumata grigia dell’altro giorno, apre nuovi scenari, tra cui quello di trovare un nuovo sponsor, non milionario, perché non siamo degli illusi, ma il signor Proli ha agganci che altri non hanno, e conosce sicuramente aziende disposte ad investire 350.000 euro – la cifra data dai Beretta l’anno scorso – o anche di più, nella pallacanestro italiana.

Bluffare non è nelle corde di Costa ed Amadori, ma se dal mazzo peschi un jolly, devi sfruttarlo nel migliore dei modi, con la speranza che Proli sia il jolly della Vuelle, l’uomo nuovo che ci traghetti verso una nuova dimensione, meno familiare, e più aziendale, il tempo scorre, e il paracadute è lì che ci aspetta, pronto ad aprirsi, per fare atterrare Pesaro in A2, ma prima di salire sull’aereo, aspettiamo ancora qualche giorno, magari mischiando di nuovo il mazzo, perché se non cambi l’ordine delle carte, avrai sempre lo stesso risultato.

 

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