ROF 2020: se la burocrazia non ci mette lo zampino, si spera di ampliare il numero di spettatori

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8 giugno 2020

semiramide10_1PESARO – Carlo Fontana, presidente dell’Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo), pressa il Governo, in particolare il Ministro per i beni e le attività culturali della Repubblica Italiana, Dario Franceschini, perché rifletta sull’opportunità di aumentare il numero degli spettatori ammessi nei teatri, nelle piazze e negli altri luoghi deputati al ritorno della vita nel mondo della  musica.
Al momento, la pandemia da Covid-19 ha imposto decisioni drastiche, limitando a 200 le presenze nei teatri e a 1.000 nelle piazze. 
Giustamente, l’ex Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna e poi della Scala di Milano, grande appassionato della musica di Rossini che lo ha portato sovente ad assistere agli spettacoli allestiti dal ROF, ha sottolineato, in una recente intervista al Corriere della Sera, che le fondazioni lirico-sinfoniche avrebbero difficoltà a proporre spettacoli che avrebbero esaurito la soglia dei 200 spettatori tra orchestrali, cantanti e personale di sala.
La speranza è che il governo escluda i protagonisti dal fatidico numero. Ciò porterebbe ad aumentare, anche se di poco, le presenze di spettatori, annunciati in arrivo da ogni dove, ed è un segnale di speranza.
Ovviamente con il massimo rispetto per scelte che nascono da quanto abbiamo dovuto registrare dal 21 febbraio a oggi: più di 30.000 vittime nel territorio nazionale (poco meno di 1.000 nelle Marche, più di 500 nella provincia di Pesaro e Urbino, ma soprattutto a Pesaro). E decine di migliaia di ricoverati, ancora di più di contagiati.
Però, dal momento che si riparte e si prova a rimettere in moto il sistema Italia, perché non valutare l’opportunità avanzata da Fontana?
Impossibile avere certezze, che dipenderanno anche dal comportamento di ognuno di noi.
Al momento, non sappiamo se i posti in loggionenel Teatro Rossini, che ospiterà La cambiale di matrimonio e la Cantata Giovanna d’Arco e ha un’altra entrata dedicata esclusivamente al popolo degli appassionati, faranno parte dei 200 oppure potranno sommarsi.
Spetiamo di essere smentiti, ma la sensazione è che la burocrazia le inserirà nei 200. A quel punto, le cinque repliche de La cambiale di matrimonio (8, 11, 13, 17 e 20 agosto, ore 20.30) saranno per pochi intimi che avranno il piacere di ammirare sia la farsa comica (75 minuti) sia la cantata Giovanna d’Arco (20 minuti), per un totale di 95 minuti composti da Gioachino Rossini.
In piazza del Popolo, invece, gli spettatori delle due repliche de Il viaggio a Reims (13 e 15 agosto) e dei 6 concerti  dovrebbero essere 400 a serata.
Una ragione in più perché ai giornalisti venga riservato un posto nelle prove generali. Speriamo che la casta non abbia la faccia tosta di lamentarsi.
Oggi, La Repubblica dedica un grande spazio al ROF 2020 e… 2021. In verità, l’articolo di Natalia Aspesi è dedicato in particolare al “regista del ROF”, Pier Luigi Pizzi, che doveva allestire il Moïse et Pharaon nella Vitrifrigo Arena; causa il Coronavirus, è stato posticipato al 2021. Si spera nel Palafestival, ma temiamo che anche nel 2021 lo si rivedrà alla Torraccia.
Tutto ciò grazie all’ex sindaco Luca Ceriscioli. L’attuale presidente delle Marche promise, nel 2006, che il ROF sarebbe tornato presto in Viale dei Partigiani.
Gli è stato più facile, con i soldi messi a disposizione di alcuni imprenditori marchigiani e in collaborazione con l'”aquilano e maddalenino” Guido Bertolaso, realizzare nel quartiere fieristico di Civitanova Marche un ospedale costato circa 10 milioni di euro, ma utilizzato per pochi pazienti. Dopo che la Regione Marche (anche) da lui presieduta si è distinta (si fa per dire) per avere chiuso 13 (tredici) ospedali, piccoli e meno piccoli.

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