Mountain bike, la legge regionale sui sentieri: tante belle parole di chi non conosce i ciclisti e il territorio

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2 luglio 2020

Il sentiero della Croce è vietato ai ciclisti, ma guardate il segno lasciato dalle gomme e capirete come si comportano

Il sentiero della Croce è vietato ai ciclisti, ma guardate il segno lasciato dalle gomme e capirete come si comportano

PESARO – Non mi sentirete mai dire una parola contro il consigliere regionale Andrea Biancani, politico per il quale nutro stima, rispetto, anche ammirazione per l’impegno quotidiano a favore del territorio. 

Eppure, anche non cambiando in assoluto l’opinione personale, leggendo l’articolo dedicato alle Mountain Bike, al via libera alla legge (regionale) per riconoscere e valorizzare i sentieri. Nuove opportunità per il cicloturismo, non sapevo se ridere o piangere (RILEGGI QUI L’ARTICOLO).
Gli estensori della legge sostengono che “Il progetto Marche Outdoor si arricchisce di una nuova opportunità di cicloturismo, rivolgendosi anche agli appassionati di Mountain bike e Down-hill – spiega Biancani –. Questa legge trova un equilibrio tra un’attività sportiva molto diffusa, la promozione del territorio, la tutela dell’ambiente e la sicurezza delle persone“.
Ora, nessun dubbio sui primi punti, ma che tuteli la sicurezza delle persone mi sembra a dire poco avventato.
Credo di essere un eccellente conoscitore del territorio, scoperto sia pedalando in Mountain bike, sia camminando. L’anno scorso ho percorso più di 9.000 chilometri; gran parte spesi nel Parco Naturale del Monte San Bartolo, nei suoi meravigliosi sentieri.
Un’esperienza che mi ha consentito di denunciare il comportamento della maggior parte dei fruitori della MTB. I lettori di pu24.it sanno che siamo l’unico organo d’informazione a produrre informazioni e denunce in tal senso, accompagnandole dalle testimonianze fotografiche.
Se tanto mi dà tanto, non ho dubbi che chi pedala si comporti con il massimo disprezzo per gli altri anche in altri luoghi.
Da appassionato di MTB che ha perso l’uso della spalla sinistra per colpa di un pedone dovrei  avercela con chi cammina. Non è così. Credo che, vada a piedi o in bicicletta, chi si comporta correttamente meriti il massimo rispetto.
Purtroppo, non accade sui sentieri, dove spadroneggia l’arroganza e la maleducazione dei ciclisti. Gli stessi che magari si lamentano degli automobilisti incivili.
Ora, nella nuova legge regionale si stabilisce che questi percorsi, siano “suddivisi in quattro tipologie, due a transito misto anche per pedoni e utenti a cavallo (percorsi su strade carreggiabili, percorsi su mulattiere e tratturi) e due a transito esclusivo per Mtb (percorsi su singola traccia e bike park), questi ultimi sono circuiti chiusi, il cui accesso non è autorizzato ad altri“.
Oh bella, ma Biancani e gli altri firmatari – i consiglieri Pd Micucci, Traversini, Giancarli e Giacinti – sono mai stati nei sentieri dove è vietato il transito in MTB? Evidentemente, no. Altrimenti sarebbero informati che i ciclisti si disinteressano dei divieti e invadono, anche in discesa, dove aumenta il pericolo per se stessi e per gli altri,  gli spazi proibiti.
In particolare, ne segnaliamo tre: il primo è quello della  Croce, tra la zona di Galantara, fra Trebbiantico e Novilara, e Strada dei Condotti; il secondo è quello della Montagnola, o del cosiddetto Tetto del Mondo, tra Casteldimezzo e la Vallugola, e quello del Monte Brisighella, anche questo sul San Bartolo.
Prima di approvare una legge bella a parole, ma inapplicabile vista la tolleranza i cui godono i ciclisti maleducati, Biancani e i suoi colleghi avrebbero dovuto trascorrere un sabato in questi sentieri. Avrebbero imparato che la frase “i bikers devono sempre tenere un comportamento responsabile e prudente, tutelando i pedoni e rispettando l’ambiente” è priva di significato, calpestata dalla categoria che loro vogliono tutelare ulteriormente. 

Un commento to “Mountain bike, la legge regionale sui sentieri: tante belle parole di chi non conosce i ciclisti e il territorio”

  1. Gianni scrive:

    Come mai si permette ai ciclisti di andare a girare nelle proprieta’ di altri? Gli abitanti delle campagne devono forse stare a vigilare ? I campi sono proprieta’ private e ambienti di lavoro, non ci possono stare persone sconosciute non addette ai lavori. In piu’ seminano rifiuti al loro passaggio, non e’ vero che sono ambientalisti.

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