Con Popsophia Pesaro ha alzato il sipario sul primo festival italiano post-covid con pubblico e ospiti dal vivo. Ricci: “Un segno di rinascita”

di 

3 luglio 2020

PESARO –  «Ripartire da Popsophia è un segno di rinascita. Non solo per Pesaro ma per l’intera regione». Lo ha detto Matteo Ricci in piazza del Popolo, nella serata inaugurale della manifestazione dedicata al «Realismo visionario». Si tratta del primo festival italiano dell’era post-covid con pubblico e ospiti dal vivo. Con quattro giornate di eventi, dibattiti, spettacoli, performance e concerti che andranno avanti fino a domenica 5 luglio. «La piazza è l’agorà della città», ha osservato il sindaco. «Si è svuotata nei mesi del lockdown, ma abbiamo dovuto farlo per sconfiggere un nemico comune e invisibile in nome della salute pubblica. Rinunciando a tante libertà e anche alla cultura,  fatta di emozioni e passioni». Ora la piazza «gremita ma a distanza» è «la dimostrazione che Popsophia ha organizzato la manifestazione con grande serietà e ordine. E Pesaro, che è stata purtroppo tra i centri più colpiti, insieme alle Marche è oggi una delle realtà più sicure. Dobbiamo tenere la guardia alta, ma vogliamo accogliere tutte le persone che vorranno trascorrere qui le loro vacanze». Sul tema del festival: «Discuteremo della società che avremo davanti. E’ un momento complicato e di incertezza, ma dobbiamo provare ad immaginare la società del domani. Per questo la manifestazione sarà importante anche per la riprogrammazione del territorio e del Paese. Grazie alla Regione e al presidente Luca Ceriscioli (sul palco insieme al vicesindaco Daniele Vimini e alla direttrice artistica Lucrezia Ercoli) per l’importante sostegno all’evento». La partecipazione a tutti gli incontri è gratuita, ma per assistere agli appuntamenti è obbligatoria la prenotazione online su www.popsophia.com. Chi non riuscirà ad essere presente potrà seguire la diretta streaming iscrivendosi sul sito del festival.

Questo slideshow richiede JavaScript.

E se la filosofia fosse proprio questo? Riuscire ad abitare in altri mondi dopo la fine del mondo“. Con queste parole Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia, ha inaugurato Realismo Visionario, il primo festival italiano con pubblico dal vivo dopo il lockdown, in scena a Pesaro fino a domenica. Piazza del Popolo è stata gremita dalle prime ore del pomeriggio di ieri, giovedì 2 luglio, andando avanti fino al sold out della sera.

Tra distanziamento sociale tra le sedie, gel mani per ogni partecipante e composte file in mascherina, la prima giornata della rassegna è partita sotto i migliori auspici, con la grande voglia di stare insieme, condividendo il pensiero. “In quarantena abbiamo parlato della fine di un mondo, quello che conoscevamo prima – ha continuato la Ercoli -, ma le narrazioni che presenteremo ci aiuteranno ad espandere i confini di questo spazio, ripensandolo“.

Il culmine c’è stato con il Philoshow, lo spettacolo filosofico musicale con ospite Michela Murgia, che ha ripercorso narrazioni di donne fuori dal comune. “Ci sono state molte possibilità per le donne di salire una scala del prestigio, a patto di non discutere il modello maschile – ha osservato la Murgia -. Modello che dice: se vuoi avere lo stesso potere di un uomo devi comportarti come un uomo, ma meglio. Chi ha seguito questa strada è una martire, ma non è stata visionaria. Ci sono state invece Morgane che hanno deciso di sbattersene di piacere agli altri. Volendo piacere solo a se stesse“.

Prima un sentito saluto a Giulio Giorello, uno dei più celebri filosofi italiani, grande amico di Popsophia. A ricordarlo, Massimo Donà.

La serata è proseguita sulle note della Factory, con la voce recitante di Rebecca Liberati.

Il pomeriggio si è invece aperto con Riccardo dal Ferro, che ha ammesso l’importanza “di parlare di mondi distopici, perché in questi momenti ci servono storie che mettano in discussione la nostra realtà“. Analizzando Il Buco, una “favola sulla diseguaglianza” distribuita da Netflix durante la quarantena.

Altre narrazioni del piccolo schermo sono state seguite da Tommaso Ariemma, con la serie tv Watchmen, tratta dal fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons. Esempio per descrivere alcune azioni dell’oggi. “La politica – ha spiegato – ricorre a degli elementi colossali per farci sentire piccoli. Nella chiusura del fumetto, il popolo viene comandato con la paura, e viene reso minuscolo“.

Popsophia quest’anno non è solo una riflessione sul Realismo Visionario ma è un esperimento – le parole poi di Simone Regazzoni -, che riporta gli uomini in piazza. È l’esempio di una filosofia che si alza, lascia gli schermi utilizzati nella quarantena. E, ad una distanza anche di sicurezza, mette in campo i corpi. Per stare al mondo non basta solo descriverlo, ma bisogna muovercisi, camminare“.

E la nottata ha regalato una grande sorpresa: Sandro Veronesi, che sarà ospite domenica di Popsophia, ha appena vinto la 74esima edizione del Premio Strega. Quella di Pesaro sarà la sua prima apparizione in pubblico dopo il conferimento.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>