Capitan Magnifico non ha dubbi: Jasmin Repeša come il grande Aleksandar Nikolic

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8 luglio 2020

Ario Costa e Walter Magnifico, la storia della Victoria Libertas, insieme a Villa Cattani Stuart

Ario Costa e Walter Magnifico, la storia della Victoria Libertas, insieme a Villa Cattani Stuart

PESARO – Fra i personaggi ospiti della serata per la presentazione del nuovo allenatore e la conferma dello sponsor, anche Walter Magnifico, il Capitano che fa parte della meravigliosa storia della pallacanestro pesarese.

Walter, che come tutti ha trepidato per il futuro della Vuelle, ha seguito con il sorriso i discorsi di Ario Costa, suo amico e compagno di squadra oggi presidente della Victoria Libertas, di Luciano Amadori, presidente del Consorzio Pesaro Basket, di Andrea Beretta, della famiglia che ha salvato la serie A, di Jasmin Repeša. Parole che hanno colpito il Capitano, a incominciare da quelle del coach croato.
“Sì, la frase di coach Repeša che mi ha più colpito è che la soddisfazione più grande non è  divertirsi, ma, alla fine di ogni allenamento, uscire dal campo  avendo dato tutto, fino a provare sofferenza. È una convinzione, un modo di vedere, di intendere il proprio lavoro che l’accomuna al grande Professore. Per fare bene, ottenere i risultati e ricevere la giusta gratificazione, niente deve essere lasciato al caso,  ma si deve lavorare duramente, curando anche i minimi dettagli”.
Qualche tempo fa… sono trascorsi trentasei anni, era bello andare al vecchio palazzo dello sport di Viale dei Partigiani e osservare il grande lavoro che Walter Magnifico svolgeva in vista della preparazione con la Nazionale impegnata nei Giochi Olimpici di Los Angeles. A seguire il Capitano, passo dopo passo, esercizio dopo esercizio, il professor Aleksandar Nikolic.
“Ho pensato a quei giorni quando coach Repeša, presentando l’ingaggio di Carlos Delfino, ha raccontato che l’argentino punta a partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, nel 2021. Una grande motivazione per disputare una stagione positiva con la maglia della Vuelle. Per Delfino sarebbe l’ennesima presenza ai Giochi. Mi è tornato in mente il lavoro con il Professore. La stagione era terminata, ma io mi allenai per un mese e mezzo con lui, ricevendone i consigli tecnici, tattici e atletici. La sua passione era così grande che si è impegnato a farmi migliorare sotto tanti aspetti in vista di un appuntamento così importante, ma anche per il futuro della mia carriera. Un allenatore davvero unico…”. Anche perché la Vuelle non gli aveva rinnovato il contratto, come avrebbe meritato il Professore, che prese in mano una squadra in crisi e la portò alla salvezza, ma anche alla semifinale di Coppa delle Coppe, persa solo contro la Simac Milano.
Il paragone farà senz’altro piacere a coach Repeša.
“La mentalità di Repeša è la stessa, come pure i principi fondamentali per ottenere risultati nello sport. Sapere che un allenatore del suo livello, che ha vinto tanto, ha il piacere di stare in palestra quattro-cinque ore al giorno per vedere crescere i ragazzi, è ciò che tutti i giocatori sognano”.
In poche settimane è cambiato tutto. Abbiamo vissuto giorni bui, nella vita quotidiana e nello sport. Usando un paragone pugilistico, la Vuelle sembrava chiusa in un angolo, in attesa di subire il colpo del ko definitivo. Invece riparte e vedere la gioia nei volti di tutti, dello sponsor e dei dirigenti, dell’allenatore e dei tifosi, è un’iniezione di fiducia per l’intera comunità.
“Da appassionato…”
Ma no, da Capitano storico dei grandi trionfi targati Victoria Libertas Scavolini Basket…
“…abbiamo vissuto giorni difficilissimi. Ogni tanto ne parlavo con Ario. Era evidente la paura di vedere crollare la casa, la nostra casa. Invece, grazie a tutto il Consorzio Pesaro Basket, a Luciano e Ario, allo sponsor Carpegna Prosciutto si è visto un grande gioco di squadra, quel gioco che solo una grande squadra sa fare nei momenti di difficoltà. Una straordinaria unità d’intenti e un grande attaccamento alla società hanno regalato a Pesaro la possibilità di giocare ancora nella massima serie. È una vera e propria ripartenza. E rispetto al passato,quando si era obbligati a vivere alla giornata, si riparte con una programmazione, partendo dal contratto triennale con l’allenatore, soprattutto con i consorziati che s’impegnano, anche facendo sacrifici, per un progetto che ci fa sperare in un futuro migliore”.

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