La Vuelle con Repesa ha alzato l’asticella: il commento

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8 luglio 2020

Jasmin Repesa

Jasmin Repesa

PESARO – Magari, prima di Natale, saremo qui a chiedere la sua testa, perché come sappiamo, un allenatore vive di risultati, e se non arrivano, puoi essere anche Phil Jackson, ma sarai sempre in discussione, ma è innegabile che Jasmin Repesa sia un coach di livello superiore rispetto al recente passato della Vuelle, con tutto il rispetto per chi l’ha preceduto in panchina.

Repesa è uno che la pallacanestro la conosce, ci sono bastati quei due minuti in cui ha spiegato la sua filosofia di gioco, quella del triangolo, che si basa su tre ruoli cardine – play, guardia e pivot – e la sua filosofia extra cestistica, fatta di lavoro in palestra e lavoro sulle teste dei giocatori. Sta cercando di costruire una squadra che si adatti a queste caratteristiche, ma il suo valore lo sapevamo già, perché non vinci dieci scudetti, ed altrettante Coppe, per caso, quello che ci ha fatto una buonissima impressione è la consapevolezza di dove sia capitato, di come abbia capito che non è più in una squadra d’Eurolega o giù di lì, ma che è finito a Pesaro, non perché non aveva alternative, ma perché ha deciso di rimettersi in discussione.

A 59 anni, poteva ancora passare qualche mese nella natia Croazia, ad aspettare una chiamata da qualche big europea, chiamata che sarebbe arrivata probabilmente entro la fine dell’anno, ma Repesa invece, ha deciso di ricominciare dal basso, anche se un basso di qualità, perché alla fine Pesaro la sua storia ce l’ha, ed è una società seria e ben vista da tutto il movimento, ma è innegabile che negli ultimi otto anni sia rimasta ai margini della pallacanestro che conta, con il record, come sottolineato ironicamente da Andrea Beretta, di essersi salvata con una sola vittoria.

Repesa è sicuramente consapevole che in riva al Foglia i soldi non sono tanti, tanto che per 14 volte – le abbiamo contate – ha detto che il budget della Carpegna Prosciutto non è all’altezza delle big, ma questo non gli sta impendendo di fare il possibile per costruire una Vuelle il più vicino possibile alle sue esigenze tecniche, una squadra che sarà composta principalmente da giovani, e l’arrivo di Delfino servirà anche a questo, a garantire quella dose d’esperienza che al quintetto potrebbe mancare, ma non dovrà mancare la “tigna”, la voglia di farsi vedere, per poi magari monetizzare la stagione successiva.

Ci è sembrato di capire che gli altri tre italiani che arriveranno, verranno firmati almeno per due anni, per creare un nucleo che duri nel tempo, e che i prestiti, come quello di Miaschi, che di fatto non rientra più nei piani, sotto la sua “reggenza” non ci saranno più, perché per Repesa, non avrebbe senso allenare un giocatore non di proprietà, e anche gli stranieri potrebbero essere firmati con contratti pluriennali, per poi magari venderli l’anno successivo, ed incassare sostanziosi buyout, perché se non hai i soldi delle big, in qualche modo devi arrangiarti, e ricavare dei soldi da giocatori che hai contribuito a far crescere, ci sembra un pensiero da cavalcare, tutte idee magari non nuovissime, ma che a Pesaro negli ultimi anni, nessuno ha mai proposto.

Con Repesa, la Carpegna Prosciutto ha alzato la famigerata asticella, con Delfino si è assicurata un pezzo della storia cestistica mondiale, magari non più scintillante, ma che è già servito per far ritornare Pesaro nelle cronache, con il rinnovo della sponsorizzazione, si è assicurata un minimo di tranquillità per il futuro, anche se ci sarebbe piaciuto che il rinnovo fosse stato biennale, anziché annuale, ma in casa Beretta vogliono fare le cose con calma, analizzare bene i costi e i ricavi e capire come si evolveranno le cose sul fronte decreto defiscalizzazioni, per poi magari, aumentare il contributo strada facendo.

Il budget per ora, si aggira sui due milioni e duecentomila, aspettando il contributo del botteghino, le entrate dei diritti televisivi, perché attualmente la Legabasket non ha nessun contratto in essere con nessuna emittente, gli eventuali premi per l’utilizzo degli italiani, e ci sembra che la Vuelle punti ad entrare nelle prime tre, e nuove entrate nel Consorzio, che ci potranno essere se le cose sul campo andranno nel modo giusto.

Non siamo ricchi insomma, ma di veramente ricchi ce ne saranno pochi quest’anno, e Pesaro dovrà inserirsi nella fascia centrale, quella di Cantù, Treviso, Varese, Brindisi, Trento, Brescia, Trieste e Reggio Emilia, che poi sono le società che ci stanno mettendo, a turno, i bastoni tra le ruote nelle varie trattative di mercato.

Trattative che continuano alacremente, consapevoli che bisognerebbe concluderle prima cha Roma e Cremona abbiano risolti i loro problemi, per non avere due concorrenti in più nel mercato, e almeno un paio di queste potrebbero concretizzarsi in queste ore, quando arriveranno le risposte dal centro inseguito da Repesa e dal play statunitense, mentre si attende entro venerdì la risposta da Michele Vitali, che ha in mano un’offerta che ancora non è stata superata da nessun altro, cosa che potrebbe avvenire nelle prossime settimane, quando dalla Spagna le sirene si faranno più forti, su Baldi Rossi è entrata forte Reggio Emilia, ma l’offerta della Vuelle è biennale, e se arriverà l’attuale capitano della Virtus, si andrà su una coppia di stranieri come centri, con Tambone – molto vicino – come cambio del play/guardia.

Per adesso siamo a soli due effettivi, ma le cose si velocizzeranno in fretta, e una volta sbloccato il caso Vitali, si darà il via agli altri acquisti, con tutti i pezzi che dovranno andare al loro posto, o almeno si spera.

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