Carlos Delfino, una “Testa”, ma anche una “Barca” per la nuova Carpegna Prosciutto

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14 luglio 2020

PESARO – Il mare è il filo conduttore della “nuova” Victoria Libertas Carpegna Prosciutto. Intanto perché Jasmin Repeša è arrivato via… mare. E Andrea Beretta, intervenendo in nome della famiglia alla presentazione di martedì scorso, ha sottolineato il piacere che si prova arrivando a Pesaro, vedendo la spiaggia e il mare. Infine perché il primo nome nuovo è quello di Carlos… Delfino (rileggi qui articolo precedente). Non solo per il cognome che ricorda una delle creature più belle, ma perché il soprannome di Carlos, per un sudamericano è impossibile non averne uno, è Lancha, barca. Non sappiamo perché gli abbiano affibbiato questo nomignolo, ma abbiamo imparato che ne ha pure un altro: Cabeza, testa. Cosicché sarà il secondo Cabeza della Vuelle. Il primo è Fernando Labella.
Però, leggendo in questi giorni gli organi d’informazione argentini, abbiamo imparato che il preferito dai titolisti è Lancha.
Vuelve Delfino! El “Lancha” jugará en el Pésaro de Italia, ha titolato unacontraunoweb.com: torna Delfino.
El Lancha Carlos Delfino fue fichado por Victoria Pesaro. Così cienxcientobasquet.com ha annunciato la firma del giocatore santafesino. Per la cronaca, Pesaro ha applaudito una grandissima campionessa di Santa Fe: Carolina Costagrande, amica di Carlos. I due sono insieme nella foto scattata a Londra, durante i Giochi Olimpici 2012.
Giocando su uno dei soprannomi, il sito web di Olé, quotidiano sportivo di Buenos Aires, titola La Cabeza en el básquet, la Testa nella pallacanestro, sottolineando che se, a 40 anni, Luis Scola ha dato continuità alla sua carriera firmando per Varese, a 37, neanche Carlos Delfino è pronto per lasciare la pallacanestro. Dopo moltissime lesioni (al maledetto piede destro) e inattivo da tempo, Cabeza, medaglia d’oro ad Atene 2004, giocherà nella massima divisione della pallacanestro italiana.
E lui, uno dei componenti di quella che in Argentina hanno giustamente definito la Generazione  d’Oro, ha raccontato al Clarín, uno dei più venduti quotidiani sudamericani, “mi diverto a giocare a basket“.
Il nostro augurio è possa divertirsi anche a Pesaro, come ha fatto dove ha giocato, dall’Olimpia BBC Venado Tuerto all’Unión de Santa Fe, dalla Viola Reggio Calabria alla Fortitudo Bologna, dai Detroit Pistons ai Toronto Raptors, dal Khimki Mosca ai Milwaukee Bucks, dagli Houston Rockets  al Boca Juniors, da Baskonia Vitoria all’Auxilium Torino (dove, in verità, si è divertito meno, ma non certo per colpa sua).

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