Cain, Baldasso, Tambone: la Vuelle cerca il triplo incastro di mercato

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18 luglio 2020

PESARO – Le potremmo chiamare “sindrome di metà luglio”, quella che colpisce i tifosi periodicamente in questo periodo, quando il mercato della Vuelle ristagna in attesa degli eventi.

Capita ogni anno, perché non siamo Milano, che ha già completato il suo roster da un pezzo, e la settimana prossima si appresta ad iniziare il raduno, con 15 titolari, e non siamo neanche la Virtus Bologna, che non avrà 15 titolari, ma poco gli manca, e anche lei comincerà a breve il raduno, due squadre con un budget 5 o 10 volte superiore a quello della Vuelle.

No, noi siamo Pesaro, e anche se quest’estate sembra meglio delle precedenti, non navighiamo più nell’oro da almeno una quindicina d’anni, e dobbiamo fare i conti con quello che si ha in cassa, e questo non ci permette di accelerare i tempi più di tanto.

Se infatti avessimo mezzo milione da offrire ad ogni giocatore, le trattative sarebbero molto più semplici, e si concluderebbero nel giro di pochissimi giorni, ma se devi guardare tutto, anche i cinquemila o diecimila euro di buyout, per liberare un giocatore che ti interessa dal contratto precedentemente in essere, i tempi inevitabilmente si allungano, non all’infinito, perché alla fine, dieci giocatori validi dovrai comunque averli, ma qualche giorno in più, rispetto alle concorrenti, lo perdi, sperando però di non perdere l’affare.

In questo momento, Pesaro ha in mano tre giocatori – Cain, Baldasso e Tambone – con i quali ha già raggiunto un accordo di massima, ma tutti e tre devono liberarsi dai contratti precedenti, con qualche euro da rimetterci da ambo le parti, mentre la Vuelle non vuole essere la terza parte, quella che mette dei soldi propri per velocizzare la situazione, così i tempi si allungano di qualche giorno, niente di grave per carità, a patto che altre società non ne approfittano per rompere le uova nel paniere, e scipparci i giocatori, perché nel mercato vige la legge del più forte, e non è la prima volta che procuratori senza grossi scrupoli, cambiano idea dalla sera alla mattina.

Tyler Cain con la Germani Brescia (Fotolive)

Tyler Cain con la Germani Brescia (Fotolive)

Cain, Baldasso e Tambone, tra l’altro, sono le rispettive prime scelte nei loro ruoli, e se anche uno di loro non venisse, complicherebbe i piani di Repesa, che ha una sua idea in testa della Vuelle che verrà, quella composta da un quintetto di buon livello, ed una panchina formata da “gregari”, ma di quelli subito pronti all’uso, e Zanotti, Delfino, ed eventualmente Baldasso e Tambone, ci rientrerebbero pienamente, più complicato ricoprire l’ultimo posto vacante in panchina, quello del cambio del pivot, dove il pur volenteroso Beniamino Basso, farebbe fatica a garantire minuti qualità, quelli che invece potrebbe portare Daniele Magro, che viaggia però a cifre ancora troppo alte, come Riccardo Cervi, le cui condizioni fisiche tra l’altro, lasciano più di qualche dubbio.

Finita la panchina, speriamo entro la prossima settimana, si dovrà completare il quintetto, e qui potremmo assistere anche alla “sindrome di inizio agosto”, perché aspettare vuol dire risparmiare, almeno nella mente dei dirigenti Vuelle, che sanno che più il tempo passa, più le pretese dei giocatori possono scendere, e sanno anche che il bacino da cui pescare è più ampio rispetto a quello degli italiani.

Questo non preclude che si stiano vagliando diversi giocatori, da cavalli di ritorno come Lacey, Wright e Christon, a nomi nuovi come quello dell’ungherese Filipovity, ma per ognuno di loro, c’è qualche dubbio, come le condizioni fisiche non ottimali, o caratteristiche tecniche non confacenti al ruolo, quello che è cambiata rispetto alla scorsa stagione, è la somma a disposizione per la trattativa, che non sarà ai livelli delle big, ma che permette a Cioppi di aprire il file da 100 a 150mila euro, quello che negli ultimi otto anni rimaneva tristemente confinato nella memoria del tablet.

Della “sindrome di metà luglio”, non ci ricorderemo più quando inizierà il campionato, torneo che tra l’altro potrebbe slittare di qualche settimana rispetto alla data prevista del 27 settembre, e anche questo fattore contribuisce a prendere le cose con calma, perché una volta fatti arrivare i giocatori a Pesaro, devi anche cominciare a pagargli lo stipendio, e a stipulare le assicurazioni, e se fai slittare il raduno di qualche settimana, sono tutti soldi risparmiati, ma in questo momento, tutte queste cose sembrano lontane, ai tifosi interessano le firme, interessa andare a visionare i filmati dei nuovi giocatori, ed interessa che la nuova Carpegna Prosciutto sia al completo il prima possibile, perché, come dicono i saggi, finché non li vedi allenarsi alla Baia Flaminia, può sempre capitare qualche inghippo. Come dargli torto.

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