Un libro alla settimana: Nazionalisti e Patrioti

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18 luglio 2020

ViroliPESARO – È un tema molto attuale. Ringraziamo una delle poche trasmissioni che valgono il pagamento del canone RAI per averci dato la possibilità di scrivere del libro di Maurizio Viroli.
Ieri, seguendo Quante storie, che va in onda quotidianamente su Rai Tre dalle ore 12,15 alle 13,15, abbiamo potuto godere della presenza del professore emerito di Princeton, oggi docente ad Austin, in Texas. Una puntata registrata prima che il Coronavirus stravolgesse le nostre vite. Chi l’avesse persa puà recuperarla facilmente su Rai Play.
A rispondere alle domande del conduttore Giorgio Zanchini, delle studentesse ospiti in studio e dei telespettatori, Maurizio Viroli, affabulatore tipo il grande storico Alessandro Barbero, presenza abituale della trasmissione successiva, Passato e Presente.
Il tema, ovviamente, patriottismo e nazionalismo.
La differenza – ricorda la trasmissione – può sembrare a prima vista sottile. In realtà scava un solco profondo tra l’amore verso il proprio territorio e l’odio per tutto ciò che è straniero“.
Colpa, ci sentiamo di aggiungere, anche di un buonismo di facciata che invece tende a tutelare tutto ciò che è straniero. A prescindere dai comportamenti. Le parole finali del professore sono un insegnamento che dovrebbe essere recepito da tutti i cosiddetti buonisti, anche per evitare che la mancanza del rispetto delle leggi del paese che accoglie scateni il nazionalismo, quindi il razzismo.
L’ultima di copertina del libro scritto da Viroli non ha dubbi: Per contrastare efficacemente il nazionalismo, dobbiamo riscoprire il patriottismo repubblicano che apprezza la cultura nazionale e i legittimi interessi dei cittadini, ma eleva l’una e gli altri agli ideali del vivere libero e civile.
La seconda di copertina è un messaggio di alto valore morale:
Il nazionalismo va combattuto con intransigenza perché esalta l’omogeneità culturale ed etnica, giustifica il disprezzo per chi non appartiene alla nostra nazione e, come ha già fatto in passato, può distruggere i regimi democratici e aprire la strada al totalitarismo.
Insegnando negli USA, la prima domanda a Viroli riguarda Donald Trump.
“Con il suo America first rappresenta uno degli aspetti più tipici, più costanti, del nazionalismo. Prima l’America, rispetto a tutte le altre nazioni, dice. È uno dei pilastri del linguaggio nazionalista. Questo linguaggio, che si traduce poi in scelte politiche, ha prodotto, sempre, le guerre. Il principio è che la propria nazione si afferma contro le altre nazioni. Non nel rispetto delle altre nazioni”.
Quante storie mostra le immagini di un comizio del presidente del paese più potente al mondo. Trump, rivolto ai suoi adoratori, esclama: “Lo sapete cosa sono io? Un nazionalista“.
Viroli spiega la differenza fra patriottismo e nazionalismo.
“Nel 1870, il Patriota perfetto, Giuseppe Garibaldi, raccoglie dei volontari e va in Francia a  combattere per difendere la Francia dall’aggressione prussiana. Nel giugno del 1940, un nazionalista perfetto, il fascista Mussolini, attacca la Francia già sconfitta da tedeschi. Nel 1887, i perfetti patrioti garibaldini vanno volontari a combattere in Grecia, a morire per difendere la Grecia dalla Turchia. Nell’ottobre del 1940, un perfetto nazionalista, Mussolini, attacca la Grecia e si macchia di crimini che sono ancora più spregevoli di quelli delle SS. Alla fine dell’800, i patrioti italiani si sono battuti per allargare il diritto di voto ai poveri e alle donne. Il fascismo, perfetto esempio di nazionalismo, ha negato agli italiani i diritti politici. Nel corso dell’800 i patrioti italiani si sono battuti per dare alle classi lavoratrici la dignità attraverso le loro organizzazioni sindacali; hanno fondato cooperative e leghe. Il fascismo ha distrutto la libertà sindacale. Ultimo esempio: i patrioti italiani hanno costruito le scuole, le hanno difese. Nel 1931, il fascismo ha offeso la dignità dell’educazione della scuola con il giuramento di fedeltà al regime degli insegnanti”.
Ecco la differenza fondamentale:
“Il patriottismo è un valore di libertà: il patriota ama la libertà della sua patria e rispetta la libertà di tutte le patrie. Il nazionalismo pone al primo posto valori del tipo: l’omogeneità etnica o culturale o religiosa, l’unità nella Fede e nel Capo, la potenza della nazione rispetto alle altre nazioni. Ogni politico deve operare per il bene della sua patria, ma se è un patriota deve rispettare anche tutte le altre patrie”.
Che cosa è la patria? chiede Zanchini.
“Nella tradizione che ho messo in evidenza nel mio libro la patria è la libertà comune di un popolo. Come ci insegnava quel sant’uomo di Giuseppe Mazzini, per avere la patria vera ci vogliono le seguenti condizioni: la libertà di tutti e per tutti garantita dal diritto di voto anche per le donne e i poveri; il diritto al lavoro, perché senza lavoro non c’è dignità personale; il diritto all’educazione. Questa è la Patria vera. Se esiste un regime, se esiste un’ideologia  che offende la patria e il patriottismo, questo è il fascismo. Chi ama la patria è antifascista.
Il fascista non può essere un patriota?
“Assolutamente no! Non lo dico io, lo dicevano i fascisti. Nel dizionario di politica edito dal Partito Nazionale Fascista non c’è la parola patria”.
La Lega è passata dal “Noi siamo padani” a “Prima gli italiani”. È un’evoluzione positiva? domanda Zanchini.
“No, è il passaggio da una posizione ripugnante, “prima la Padania”, a una disgustosa, “prima gli italiani”.  Quali italiani? Falcone e Borsellino o chi li ha fatti ammazzare? Gli italiani che non pagano le tasse  e che non permettono ai ragazzi di avere scuole decenti e città degne di essere amate? O prima gli italiani che fanno il proprio dovere? Prima gli italiani che praticano la solidarietà o gli egoisti? Quali italiani? Non solo questa è una posizione ripugnante, ma anche completamemte assurda perché cosa vuoi sostenere nell’affermazione “prima gli italiani”? Prima rispetto a chi? Prima la persona umana, che può essere nata ovunque, ma va rispettata. Che vuole dire rispettare i suoi diritti fondamentali ed esigere che quella persona adempia ai doveri… La nostra Costituzione”.
Ecco, appunto, il diritto, ma anche il dovere. Purtroppo ciò non avviene sempre, anche per colpa del buonismo di facciata che fa sentire molti stranieri in diritto di comportarsi scorrettamente, talvolta illegalmente, cosicché, rimproverati per i loro comportamenti, rispondono con disprezzo: “Sei razzista!“. Anche a chi non lo è.
Ben venga, allora, la lettura del libro.
Nazionalisti e Patrioti, di Maurizio Viroli (Laterza, 9 euro)

 

Un commento to “Un libro alla settimana: Nazionalisti e Patrioti”

  1. Urdu scrive:

    Le opinioni di Viroli sono molto faziose e contestabili con analisi di storici e politologi più esperti della materia. Mi limito a ricordare che il citato Borsellino tenne la sua ultima conferenza pubblica alla festa di Palermo dei giovani del MSI. Un pericoloso nazionalista anche lui? O fa comodo dimenticare questo?

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