Vuelle, virtualmente concluso un mercato vero e… repesiano: il COMMENTO alle operazioni della Carpegna prosciutto

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3 agosto 2020

Vuelle-Germani 00025 Adriatic ArenaPESARO – Con la firma di Justin Robinson, si è virtualmente concluso il mercato estivo della Carpegna Prosciutto, sperando che non si debba riaprirlo il prossimo inverno, anche se negli anni ’10 di questo millennio le cose non sono filate proprio lisce del tutto.

Virtualmente, perché rimane ancora aperto un piccolo spiraglio per un lungo più esperto del 19enne Beniamino Basso, come cambio di Cain, settore lunghi che, in questo momento è il tallone d’Achille della nuova Vuelle, visto che di lunghi veri abbiamo solo il pivot ex Brescia, con il già citato Basso che darà una mano, senza aspettarsi grandi cose da lui, mentre da Zanotti sappiamo già cosa aspettarci, e Fiipovity è di fatto un’ala piccola che può giocare da ala grande, con qualche escursione nello spot di centro.

Tutto questo lo sanno anche in Via Bertozzini, dove è già iniziata la ricerca per un lungo italiano, in cima alla lista c’è sempre Marco Cusin, da cui si attende una risposta entro mercoledì, altrimenti si vaglierà l’ampio – ma povero – mercato dalla serie A2 o dalla serie B, per ripetere l’operazione Zanotti di due estati fa, provando a far salire in serie A, un giocatore che la serie A l’ha vista solo in tv, mentre è stata accantonata la pista Sagaba Konate, che si sarebbe firmato solo nel caso in cui Ariel Filloy avesse accettato l’offerta biancorossa, dando a Repesa il famoso italiano da quintetto, ma l’oriundo argentino non è sceso dai suoi 150mila euro annui, cosa che invece ha fatto Robinson, dando la possibilità alla Vuelle di risparmiare qualche soldino da consegnare al lungo italiano sopracitato.

La firma di Konate ci avrebbe certamente tranquillizzato, ma il passaggio al 6+6 avrebbe comportato ulteriori centomila euro di spesa e l’impossibilità di competere al premio per gli italiani, e per adesso, si andrà avanti con i giovani Basso e Calbini nei 10, un rischio speriamo calcolato, soprattutto sotto canestro, perché alla fine, qualcuno che porti la palla tra Robinson, Massenat e Tambone lo troveremo, mentre fin da ora, dobbiamo sperare che al buon Cain non capiti neanche un raffreddore.

Ma, attenzione, non è scritto nella pietra che non si possa già cambiare strategia fin dal precampionato, visto che Repesa è un coach diretto, che non ha paura di ritornare sulle sue decisioni, o meglio sull’unica decisione che non ha preso personalmente, e se vi viene in mente il nome di Henri Drell ci avete azzeccato, dato che l’estone è l’unico giocatore non scelto da lui, e col quale ha avuto finora solo un rapporto da lontano.

Quindi, se non dovesse convincerlo, dal punto di vista tecnico e caratteriale, non stupitevi se per il buon Drell si cercasse un posto fuori dall’Italia, in prestito, in un paese di suo gradimento, per dar modo alla Vuelle di prendere quell’ala centro straniera, che sembra già mancare, magari non sarà più Konate, che potrebbe già aver firmato per qualcun altro, ma i giovani della G-League, rimarranno liberi per un pezzo, visto che non si sa ancora quando ricomincerà, e non dovrebbe essere troppo complicato trovarne uno con le stesse caratteristiche e dal costo equivalente.

E’ stato un mercato vero, dove Pesaro ha lottato per firmare i giocatori che voleva, senza abbassare la testa, ma facendosi valere, vedi il caso Cain, che di fatto è stato uno dei pochi gialli dell’estate, con Brescia che ha fatto di tutto per mettere i bastoni tra le ruote, ma alla fine, è stata la Vuelle ad aggiudicarsi il giocatore, per la gioia di coach Repesa, che è stato il protagonista assoluto di questo mercato, dato che tutti i nuovi arrivi hanno avuto il suo avallo, il suo beneplacito e la sua benedizione.

E coach Repesa ha contattato e chiamato personalmente ogni giocatore, che potrebbe sembrare una cosa ovvia, ma non lo è, e, specialmente per uno straniero che non è mai stato in Italia, sentirsi spiegare cosa lo aspetta, e cosa ci si aspetta da lui, per bocca del futuro allenatore, è un valore aggiunto nel momento di chiudere una trattativa, specialmente quando non hai la possibilità di rilanciare dal punto di vista economico.

Insomma, ne è venuta fuori una Carpegna Prosciutto “repesiana”, neologismo che useremo spesso da qui in avanti, perché è chiaro che all’arrivo di un allenatore di livello europeo, doveva corrispondere l’allestimento di una squadra, magari non da competizioni internazionali, ma perlomeno decorosa, in grado di lottare ad armi pari con le altre 10 concorrenti dirette, lottare per cosa è presto per dirlo, perché abbiamo la sensazione che dietro alla 5 big, ci sarà bagarre, con la differenza tra il sesto e il quattordicesimo posto, che potrebbe essere decisa, al massimo da 8-10 punti.

E’ una squadra che dovrebbe giocare a pallacanestro, che potrebbe sembrare ovvio, ma non lo è, se avete vissuto insieme a noi questi ultimi otto anni, dove è vero che ci sono stati giocatori che sapevano giocare a basket, ma non delle squadre, perché se giochi troppo individualmente, ti riempi il portafoglio l’anno successivo – e molti lo hanno fatto – ma non aiuti il team a crescere, a soffrire, a migliorare settimana dopo settimana, tre fattori indispensabili per aumentare i punti in classifica, invece del conto in banca.

E giocare a pallacanestro non vuol dire solo fare punti, vuol dire preparare al meglio un’azione offensiva, vuol dire difendere per 24 secondi, non solo per 21, vuol dire seguire l’azione fino in fondo, per vedere dove andrà a finire il rimbalzo, vuol dire sapere da che parte devi passare del blocco, vuol dire portare un blocco duro, senza che l’arbitro se ne accorga, vuol dire tante altre cose diverse dal tirare allo scadere dei 24 secondi, perché ti ritrovi il pallone tra le mani e non hai alternative.

Giocare a pallacanestro. E’ quello che ci auguriamo di vedere in questa stagione, che se dovesse andare peggio della precedente, sarebbe un vero dramma, sportivo per la Vuelle, perché fare peggio di una vittoria non è pensabile, e nazionale, per il campionato, perché vorrebbe dire che la pandemia riprenderà vigore, due cose che non si augura proprio nessuno.

Da oggi, cominceranno ad arrivare i giocatori, consapevoli che per gli americani non sarà facile sbarcare in Italia, tra visti e passaporti da strappare dalle mani della burocrazia, e quarantene che li attendono al loro arrivo, ma sono problemi che interesseranno tutte le squadre, e che a Pesaro vivremo in maniera comunque meno preoccupante, non avendo competizioni internazionali che ci attendono, con la data di inizio campionato, che potrebbe essere posticipata già dalla riunione di Legabasket in programma domani.

La nuova Carpegna Prosciutto è fatta, nel bene e nel male, tra pregi e difetti che sembrano già evidenti, ma che saranno confermati solo dal campo, dei difetti ne abbiamo già parlato, con quel settore lunghi troppo avaro di centimetri e chili, dei pregi speriamo di parlarne da ottobre in poi, con la speranza che in mezzo agli otto titolari, ci siano già i leader della nuova Vuelle, sia nello spogliatoio, e qui puntiamo su Carlos Delfino, che in campo, e qui ci giochiamo la carta Robinson, un play che sembra possa condurre in mano la squadra, e sappiamo bene quanto siano mancati i leader in questi ultimi otto anni.

Da domani si ricomincia, sperando di non fermarsi più fino al prossimo maggio.

CARPEGNA PROSCIUTTO BASKET PESARO 2020-21

TITOLARI    PANCHINA

PLAYMAKER    ROBINSON    CALBINI

GUARDIA    MASSENAT    TAMBONE

ALA PICCOLA    DRELL    DELFINO

ALA GRANDE    FILIPOVITY    ZANOTTI

CENTRO    CAIN    BASSO

COACH    JUSTIN REPESA

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