ROF, la Petite messe solennelle emoziona la città nel ricordo delle vittime del Coronavirus

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7 agosto 2020

PESARO – Seicento persone e un grillo in Piazza del Popolo ad ascoltare le note composte da Gioachino Rossini legate alle preghiere, alle invocazioni, al Dio della cristianità. Mai Gioachino Rossini avrebbe immaginato che un giorno la sua meravigliosa musica avrebbe riempito il cuore pulsante della città, scandendo i secondi, i minuti, di una serata vissuta nella commozione e nel ricordo di una tragedia che ha segnato, sta segnando e, purtroppo, potrebbe segnare ancora il nostro tempo.

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Anche un grillo si è unito alla musica di Rossini
Anche un grillo è intervenuto ad accompagnare la musica di Rossini, forse a farsi accompagnare. Ci è venuto da sorridere pensando che il canto del grillo fa cri cri, che è l’acronimo di Croce Rossa Italiana, fra i m tanti enti ringraziati dalla città, dall’Amministrazione comunale.
Non è mancato un allarme, questo sì fuori luogo, e neppure qualche telefono che ha squillato all’improvviso, e pure un volume troppo alto di un televisore.
Però nessuno ha mostrato fastidio, espresso risentimento, protestato.
Un lunghissimo applauso a Liliana Segre
La serata invitava a una riflessione, a non dimenticare. Lo abbiamo fatto ascoltando, ma anche tacendo, nel lungo minuto di silenzio avviato dal direttore Luca Scandali dopo gli interventi di Vimini,  Ricci, Ceriscoli e Palacio.
“Il Festival – ha detto Luca Ceriscioli, presidente delle Marche, una delle regioni più colpite -, che è una parte dell’identità di questa comunità, della sua anima, non poteva non dare il proprio contributo nel rendere omaggio alla memoria dei tanti che hanno perso la vita nel nostro territorio, in tutta la regione, in tutto il nostro paese. Questa provincia è la parte più colpita delle Marche.  Sono tanti gli amici, le persone care che non ci sono più. C’è Rossini che ci guarda  dal palazzo delle Poste. Questa sera possiamo usare il suo genio per vivere insieme un momento comunitario, ritrovando nella bellezza della musica rossiniana un’opportunità per riflettere. Ne abbiamo bisogno. Vorrei salutare la senatrice Liliana Segre, che è qui con noi…”.
Dal pubblico in piazza è partito, spontaneo, un lungo applauso, durato 24 secondi, l’applauso più lungo della serata, omaggio non tanto alla cittadina onoraria di Pesaro, ma alla donna che da sempre combatte per tutelare la dignità di tutte le persone.
Prima di Ceriscioli è intervenuto Daniele Vimini, presidente del ROF, ma anche  vice sindaco; dopo il presidente della Regione ha parlato il sindaco Ricci.
“Purtroppo, noi siamo stati travolti dal dolore – ha sottolineato il sindaco -. Tante vittime. Una mortalità incredibile. E tanti altri si sono ammalati. Abbiamo vissuto un dolore molto rumoroso per chi vive e ama la città. In questo contesto, un altro elemento ha creato altro dolore, oserei dire strazio. Lo strazio provato dai familiari delle vittime che non hanno potuto salutare i propri cari all’ospedale, e  neppure accompagnarli nell’ultimo viaggio. Non era mai successo nella storia. Anche durante la guerra non erano mancati i funerali. Capite perché è importante, questa sera, dedicare la Petite messe solennelle alle vittime del Coronavirus. Ed è allo stesso tempo rendere omaggio a chi ha salvato tante altre vite, ai nostri infermieri, ai nostri medici, straordinari. Senza il loro enorme lavoro, gli esiti della pandemia sarebbero stati ancor più funesti”.
“Il brano più indicato per ricordare e ringraziare”
È intervenuto anche il sovrintendente del ROF, il maestro Ernesto Palacio.
“Rossini era laico, amante dei piaceri della vita. La Petite messe solennelle è il suo ultimo capolavoro. Nella versione originale, senza orchestra, è sublime. Abbiamo ritenuto fosse il brano più indicato per ricordare e ringraziare”.
Piazza del Popolo ha ascoltato, nota dopo nota, “cette pauvre Petite messe“.
Quando è terminato l’Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem, mettendo fine al capolavoro di Rossini, abbiamo pensato al commento del Cigno sulla sua Petite messe: Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta (sacra) quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso.
E abbiamo pensato a chi non è più con noi, a nomi che hanno scandito la nostra dolorosa quotidianità tra marzo e aprile. Abbiamo pensato a Flaminio, Giovanni, Marcello, Massimo, Sergio, agli amici e ai conoscenti che abbiamo perso, ai nostri parenti che hanno sofferto, in casa o in ospedale, agli amici obbligati alla quarantena.
È a tutti loro che la città di Pesaro ha voluto dedicare l’anteprima al 41° Rossini Opera Festival. Un omaggio alle vittime, ma anche il ringraziamento a chi, nei reparti sporchi come nelle ambulanze, nelle tende d’accoglienza e nei pronti soccorsi, ha lavorato indefessamente, premurosamente, amorevolmente, assistendo i nostri amici, i nostri parenti, le persone a noi sconosciute che, improvvisamente, si sono trovate a combattere un nemico subdolo, invisibile.
La Petite messe solennelle diretta da Luca Scandali  è il commovente omaggio che Mariangela Sicilia (soprano), Cecilia Molinari (mezzosoprano), Manuel Amati (tenore) e Mirco Palazzi (basso), accompagnati al pianoforte da Giulio Zappa e Ludovico Bramanti, all’harmonium Luca Scandali e dalle voci del coro diretto da Mirca Rosciani hanno dedicato alle vittime del Covid-19 e agli operatori che  con il loro straordinario impegno hanno impedito che le cifre, pesanti, diventassero ancor più pesanti. Grazie ancora a tutti voi dalla redazione di pu24.it

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