ROF, un bel cast onora La cambiale di matrimonio. Tanti applausi con le mani e con il cuore

di 

7 agosto 2020

Carlo Lepore, un Tobia Mill travolgente (Foto Amati Bacciardi)

Carlo Lepore, un Tobia Mill travolgente (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Successo per la prova generale de La cambiale di matrimonio che sabato sera (Teatro Rossini, ore 20,30) aprirà l’edizione del Rossini Opera Festival che è riuscito, con idee, passione e ottimismo della ragione, a vincere la sfida con il Coronavirus che a inizio maggio sembrava irrimediabilmente persa.

Certo, fra le conseguenze del Covid-19 ci sono anche regole ferree che hanno imposto di stravolgere l’organizzazione, gli allestimenti, la vita stessa dei teatri. Ma Pesaro e il ROF possono essere fieri di avere proposto la prima opera al chiuso.
Un’opera “piccola”, nella storia del Festival, la prima composta dal genio pesarese, allora diciottenne, eppure ci è sembrata così grande. Intanto perché ha restituito l’emozione di tornare in un teatro ad ascoltare musica, le voci dei cantanti, a osservare i costumi, le scene, a battere le mani.
Questo pomeriggio, forse eravamo meno di duecento, eppure alla fine, ad applaudire i protagonisti sembravamo in duemila. Perché con le mani batteva anche il nostro cuore.
Dmitry Korchak dirige l'Orchestra Sinfonica G. Rossini (Foto Amato Bacciardi)

Dmitry Korchak dirige l’Orchestra Sinfonica G. Rossini (Foto Amato Bacciardi)

Un bel cast ha onorato La cambiale di matrimonio, che sabato sera sarà proposta in video in Piazza del Popolo (con accesso gratuito, ma biglietto da ritirare in teatro) e comunque potrà essere vista anche a casa grazie alla diretta streaming, sul sito web e sui canali social del ROF, nonché su ItaliaFestival.tv, nell’ambito del progetto Estate all’italiana promosso dal Ministero degli Affari Esteri – con la sua rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura – a cura dell’Associazione ItaliaFestival. La serata sarà trasmessa da RaiRadio3 e, in streaming audio, sul sito della Rai-Radiotelevisione italiana, dove resterà disponibile per tutta la durata del Festival.

Se ne avete la possibilità, non perdete l’occasione di ammirare Carlo Lepore, impareggiabile Tobia Mill. Domani, pu24.it pubblicherà una lunga intervista con il cantante napoletano che venne a Pesaro a studiare all’Accademia Rossiniana del 1993 e qui ha preso casa. È stato il più applaudito. Ma come lui caldi applausi a Giuliana Gianfaldoni (Fannì), che ha confermato tutto il bello che di lei abbiamo scritto lo scorso anno, prima dopo il concerto finale dell’Accademia, poi per l’interpretazione di Corinna ne Il viaggio a Reims. E che dire della superba interpretazione di Iurii Samoilov, baritono nato in Ucraina, a Pesaro nell’Accademia del 2014, poi nel 2017 in Le Siège de Corinthe. Anche nei panni di “Davy Crockett”, del canadese Slook, si è confermato bella voce e autoritaria presenza in scena.
Bravo anche Davide Giusti, ottimo Edoardo Milfort, e come lui Pablo Gálvez, Norton, e Martiniana Antonie, Clarina.
La regia di Laurence Dale è stata convincente, pure con le difficoltà imposte dal distanziamento.   Davvero indovinata la novità in scena dell’orso – applausi al fugurante Anselmi – che arriva dal Canada con Slook e un altro “Davy Crockett”.
In scena anche un figurante nelle vesti di un orso (Foto Amati Bacciardi)

In scena anche un figurante nelle vesti di un orso (Foto Amati Bacciardi)

Molto apprezzate le scene – che secondo Lepore hanno anche qualcosa del Falstaff (la foresta nebbiosa) – firmate da Gary McCann, che ha disegnato costumi azzeccati, sperando che l’uso delle pellicce sia di false pellicce.

Le luci sono di Ralph Kopp (avesse avuto una elle nel cognome sarebbe stata un’apoteosi).
Uno dei problemi che presenta l’opera allestita al chiuso al tempo del Coronavirus è sicuramente il distanziamento dell’orchestra, che non è in buca, ma è trasferita nella platea priva di spettatori, tutti nei palchi.
Si temeva che il suono potesse coprire le voci dei cantanti.*-
Eravamo nel palco 2 del Terzo Ordine e non abbiamo alcun dubbio nell’affermare che la musica giungeva perfettamente, mai invadendo il campo e sovrapponendosi alle voci. Merito anche dei cantanti,  eccellenti. Ma soprattutto grande merito di Dmitry Korchakl, esordiente da direttore in un Festival che lo ha applaudito più volte come cantante e oggi lo ha apprezzato sul podio. Korchak ha diretto con gioia e fermezza, spesso con complicità sia con i cantanti sia con i musicisti, assecondando le voci, facendosi seguire da un’ottima Orchestra Sinfonica G. Rossini.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>