ROF, Nicola Alaimo incanta il pubblico in Piazza del Popolo

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11 agosto 2020

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PESARO – Prima considerazione: c’era sicuramente più pubblico rispetto alla sera prima, quando la Città della Musica aveva tradito Olga Peretyatko, meritevole di ben altra accoglienza. Inoltre Nicola Alaimo giocava “in casa”, visto che abita a poco più di un centinaio di metri da Piazza del Popolo. E a Pesaro è molto amato, giustamente. In più presentava un programma tra il divertente e l’impegnativo, con un avvio pirotecnico (tra Rossini e Mozart) e un finale più intimo, contemplativo, anche malinconico (con Cilea e Giordano), e con un bis – La calunnia è un venticello , cavatina di Don Basilio dal Barbiere di Siviglia – che ha sancito la pesaresità del concerto. Curioso, mentre Alaimo cantava, un venticello soffiava nell’arena, dove fino a pochi istanti prima s’era costretti a mitigare la calura usando il programma di sala a mo’ di ventaglio.
Dunque, un discreto pubblico, peraltro inferiore a quanto avrebbe meritato il baritono siciliano trapiantato a Pesaro, la ricchezza del programma, ma a questo proposito abbiamo colto alcuni commenti che meritano d’essere esaminati anche dal ROF: 75 euro non sono pochi, per chi occupa il settore A, e neppure i 40 per il B. Tra l’altro, 40 euro è il prezzo massimo pagato nel Festival di Ravenna per i concerti di Muti e Gergiev, ma anche nella vicina Rimini, dove il prossimo 16 settembre sarà possibile ascoltare Cecilia Bartoli cantare nel Teatro Galli, pagando, appunto, al massimo 40 euro, con il biglietto più basso a 12.
Ma se il ROF ha scelto prezzi  tra 75 e 40 euro avrà la sue buone ragioni.
In piazza, abbiamo notato la presenza di diversi spettatori francesi o che parlano francese. Notato anche Daniele Vimini, vice sindaco, assessore, nonché presidente del ROF: siede in quinta fila. Altri avrebbero preteso un posto a un centimetro dal palco. Ciò gli fa onore.
Dopo la sinfonia de L’italiana in Algeri, l’Aria di Mustafà. Ma è “A un dottor della mia sorte”, Aria di Bartolo dal Barbiere, che fa salire la temperatura. Nicola Alaimo raccoglie gli applausi e lascia il palcoscenico per ascoltare la sinfonia del Barbiere.
È il momento della cavatina di Figaro “Largo al factotum della città” che scatena gli applausi. Lascia di nuovo il palco, ma torna subito indietro… “Tocca di nuovo a me”, per cantare l’Aria di Don Profondo, “Medaglie incomparabili” da Il viaggio a Reims. Alla caratterizzazioni dei personaggi, ridono molto le francesi e i francesi dietro la nostra sedia.
Intanto, registriamo che, al contrario dei giorni precedenti, l’accesso in piazza all’angolo tra il Corso e Via Rossini resta aperto: si può passare, ma non sostare.
Da Via… Rossini si passa a Via… Mozart. È il momento del Don Giovanni, “Fin ch’han dal vino”  e de Le nozze di Figaro, con l’aria “Non più andrai farfallone amoroso”. Ovazione.
Il bis di tanti applausi arriva subito dopo con L’elisir d’amore di Donizetti, cavatina di Dulcamara “Udite, udite o rustici”.
È il momento di Verdi, che conferma la versatilità, la poliedricità di Alaimo. L’esecuzione dell’aria di Germont, “Di Provenza il mar, il suol”, da La traviata, è magnifica, salutata da un coro di “bravo, bravo”. E sono ancora applausi all’ascolto del monologo di Jago “Credo in un Dio crudel” da Otello.
Siamo a Cilea, al monologo di Michonnet da Adriana Lecouvreur; un’esecuzione emozionante. Altrettanto quella del monologo di Gérard “Nemico della Patria” dall’Andrea Chenier di Umberto Giordano.
Un concerto bellissimo, diretto da Alessandro Bonato alla guida della Filarmonica Gioachino Rossini.
Siamo a 90 a più minuti di impegno, ma il pubblico , battendo i piedi, chiede il bis. Ed arriva il “venticello”, che porta altri applausi, gli ultimi, meritatissimi, del secondo dei Concerti in piazza.
Il prossimo, venerdì 14, quando la protagonista sarà Jessica Pratt.
(Le tre immagini del concerto di Nicola Alaimo sono di Amati Bacciardi)

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