Disboscamento “anti-droga” al Miralfiore… ma i Verdi non ci stanno

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13 agosto 2020

Gianluca Carrabs e Maria Rosa Conti dei Verdi

Gianluca Carrabs e Maria Rosa Conti dei Verdi

PESARO – E’ stato annunciato un intervento di taglio della zona boschiva nel Parco Miralfiore, in ragione di una necessità di pubblica sicurezza, sulla quale il movimento politico ecologista di questa città non può sottacere.

In primo luogo per una questione di metodo, perché di ciò non vi è stata alcuna comunicazione all’interno delle istituzioni comunali e pare che dalle associazioni ecologiste del territorio sia stata inviata una comunicazione in data primo agosto indirizzata sia al Comune di Pesaro e sia alla Prefettura, addirittura reiterata con richiesta di sospensione dell’intervento in data 8 agosto 2020.

Maria Rosa Conti, consigliera comunale di recente entrata a far parte della Federazione dei Verdi non ci sta: “Sotto questo profilo ritengo che vada immediatamente sospesa qualsivoglia iniziativa annunciata nella data del 24 agosto sino a quando non vi sia stato un serio e democratico confronto sul tema: ciò in primis alla luce del recente Patto sulla Sicurezza Urbana che ha una cabina di regia composta da Prefetto di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Unione dei comuni Pian del Bruscolo e Regione Marche, il cui intento prevede anche specificamente il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse in relazione al tema trattato; in secondo luogo, ricordo in questa sede l’adozione da parte della Regione Marche della legge sulla Democrazia Partecipativa del luglio 2019, che introduce disposizioni in materia di partecipazione all’elaborazione e alla valutazione delle politiche pubbliche, sostenendo così l’innovazione partecipativa anche nella nostra Regione”.

Ma è la sostanza dell’azione annunciata a preoccupare moltissimo la Federazione Verdi della città di Pesaro unitamente alle sensate e competenti rimostranze delle associazioni ecologiste: “Dobbiamo avere coscienza del fatto che prendersi cura dell’ambiente significa prendersi cura delle persone e che nel nostro territorio esiste un humus di coscienza ambientale responsabile e competente in grado di poter fare scelte consapevoli equilibrate e mirate alla tutela della salute di tutta la città”, dichiara Gianluca Carrabs, membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi.

Per cui, partendo dalla gestione del Parco Miralfiore (tornata all’amministrazione comunale dopo la dismissione di Marche Multiservizi), è quanto mai urgente ed improcrastinabile fare un programma a lungo termine della gestione di tutto il Verde cittadino, prezioso patrimonio di Pesaro e polmone di tutti i cittadini che vi abitano.

Conclude Conti: “Prima di “sradicare” un organo vitale così importante e cagionare danni irreparabili anche in termini di riduzione in pristino, è il minimo sindacale raccogliere l’invito delle professioni verdi a trovare una soluzione partecipata e con cognizione di causa anche al problema della sicurezza del Parco Miralfiore: l’eliminazione di un intero bosco non può costituire la soluzione piè efficace e sostenibile alla criminalità che vi bivacca”.

2 Commenti to “Disboscamento “anti-droga” al Miralfiore… ma i Verdi non ci stanno”

  1. Kerax scrive:

    Per mandare via le formiche dal picnic non è necessario bruciare il bosco,la causa è nelle leggi che tutelano queste persone che arrivate in Italia si sentono libere di fare ciò che vogliono.

  2. Vito scrive:

    A questo punto mi sorge spontanea una domanda, cosa è meglio per la città e per i pesaresi: il parco verde con gli spacciatori o il miralfiore meno verde senza spacciatori?

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