Mirco Carloni (Lega) presenta la sua candidatura alle Regionali: “Basta con sanità in mano a burocrati, infrastrutture ferme, giovani che emigrano”

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21 agosto 2020

Mirco Carloni

Mirco Carloni

FANO – “Abbiamo 30 giorni per decidere il nostro destino. Dipende solo da noi e dal nostro coraggio. Riscriviamo una nuova pagina della nostra storia”. Mirco Carloni, candidato per la Lega Salvini Premier all’assemblea regionale delle Marche, ieri pomeriggio davanti a circa 400 sostenitori ha aperto la sua campagne elettorale. Le sue parole hanno puntato verso un’unica direzione: quella del cambiamento.

Perché, mai come questa volta, il centrodestra ha la grande possibilità di governare la Regione. Ma secondo Carloni questa possibilità può realizzarsi solo se “ciascuno di noi dedica un po’ del proprio tempo per spiegare il nostro sogno. Se faremo questo, allora nulla sarà impossibile. Abbiamo davanti un’opportunità storica perché possiamo veramente cambiare le Marche, tornando a guardare il futuro con occhi diversi e con l’orgoglio che ci ha sempre contraddistinto”.

Dopo le testimonianze di alcuni amministratori locali, Carloni è andato diritto al punto, mettendo in evidenza le difficoltà che stiamo affrontando: “La nostra regione è finita in un angolo. Isolata, deturpata di ogni bellezza e smantellata nei servizi. Guardate quello che è successo con la sanità. Gli ospedali sono stati chiusi e quei pochi rimasti aperti sono finiti in mano ai burocrati. Ma vi pare normale che nel 2020 per prenotare una visita occorra passare ore di attesa al telefono per parlare con un operatore facendo file interminabili agli sportelli per sentirsi rispondere che il primo appuntamento è tra 18 mesi? Per non parlare del Cup: il più grande fallimento mai visto nel mondo della sanità”. Se la sanità piange, anche le condizioni delle infrastrutture non ridono. “Vogliamo parlare della Fano-Grosseto? Quando ero piccolo già se ne parlava e oggi versa nelle stesse condizioni. Senza collegamenti non c’è economia, senza economia non c’è futuro”. Per Carloni l’isolamento non è legato solo alle infrastrutture, ma anche “all’entroterra che è ormai abbandonato a se stesso. Mancano i servizi e le condizioni per vivere con la giusta serenità il quotidiano. I giovani sono costretti a scappare via, lasciando la propria terra per cercare un futuro lontano dalla propria famiglia, dai propri affetti. Negli ultimi 10 anni la nostra regione ha perso più di 6000 giovani tra i 15 e i 34 anni. Mi spaventa il fatto che mia figlia non abbia la possibilità di realizzarsi qui”. In un crescendo continuo, Carloni mette poi sotto la lente d’ ingrandimento le difficoltà che stanno incontrando le nostre aziende.

Nel primo trimestre del 2020 le iscrizioni al registro delle imprese nelle Marche sono diminuite del 28,3% e l’export è crollato del 10%. Manca un piano strategico che dia slancio alle nostre eccellenze, ai nostri talenti”. Se i problemi sono chiari, anche la strada per tornare ad essere competitivi è altrettanto evidente per il candidato della Lega: “Dobbiamo prendere in mano il nostro destino. Non possiamo più attendere. Dobbiamo farlo insieme. Dobbiamo farlo adesso. Dobbiamo tornare ad offrire una prospettiva ai nostri giovani, alle nostre aziende. Dobbiamo credere in una Regione in cui la sanità torni ad essere efficiente e al servizio del paziente. Dove l’entroterra da zavorra si trasformi in risorsa. Una terra che torni a respirare speranza e che accolga il diritto di tutti quei giovani che non vogliono più scappare a migliaia di chilometri per avere un futuro”. Ma per Carloni, oltre alla strada, conta anche il modo con cui vogliamo affrontare il futuro che ci aspetta: “Siamo marchigiani e da sempre amiamo certe ritualità. Siamo gente semplice, ma concreta. Fino ad oggi abbiamo avuto bisogno delle Marche per essere un passo avanti agli altri, oggi le Marche hanno bisogno del nostro coraggio per rialzarsi e tornare a correre”.

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