Vuelle e il rebus di pubblico e abbonati alla VitriFrigo Arena al tempo del Covid. I suggerimenti di Pu24

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30 agosto 2020

La Vitrifrigo Arena vietata agli animali durante le Finali di Coppa Italia di pallacanestroPESARO – Il Covid-19 ha sicuramente portato in dote problemi molto più gravi, ma dovendo parlare di basket, sapere quante persone potranno entrare alla Vitrifrigo Arena, nella prossima stagione, è comunque un problemino da risolvere, quasi come togliersi la curiosità di vedere se la nuova Vuelle sarà pari alle attese estive.

Partiamo dalla cima, ovvero da chi dovrà prendere la decisione definitiva su quante persone potranno presentarsi alle varie manifestazioni sportive, sia all’aperto, che al chiuso, decisione che spetta al governo centrale, che sembra non voglia lasciare troppa libertà ai vari governatori regionali, almeno per ciò che concerne i principali campionati, lasciando magari più spazio, per eventi estemporanei e non continuativi.

Realisticamente, a Roma dovrebbero decidere di riempire i palazzetti fino al 25% della loro capienza, forse anche al 33%, ma un terzo sarà il massimo, almeno per i mesi di settembre ed ottobre, e su questa base, le varie società dovranno organizzare la loro campagna abbonamenti, perché è chiaro che si potrà entrare solo con l’abbonamento, non mettendo in vendita biglietti per le singole partite, anche per avere punti di riferimento nel caso si debba rintracciare qualche futuro positivo.

Da qui, si partirà con la campagna abbonamenti, con tante decisioni da prendere, la prima è se riaprire o meno il terzo anello della Vitrifrigo Arena, quello che per intenderci porterebbe il palazzo della Torraccia alla capienza di 10123 persone, mentre senza il terzo anello si scenderebbe a 6119, magari voi direte che riaprire tutto sia lo soluzione più logica, ma questo comporterebbe un notevole aumento dei costi, dovendo mettere almeno altre 10 persone alle porte di entrata, ed altrettanti in tribuna per garantire che siano garantite le varie distanze di sicurezza.

Mettiamo che si decida di riaprire tutto, e che si possa riempire il palazzo ad un terzo della capienza, facendo un rapido conto, si arriverebbe a circa 3300 persone, che rappresenterebbero grossomodo il numero reale degli abbonati, ma attenzione non è così semplice, perché ci sono diversi problemi da risolvere. Il primo è rappresentato dalla tribuna ospiti, che allo stato attuale delle cose potrebbe essere sfruttato, essendo ancora vietate le trasferte per gli ospiti, ma le cose potrebbero cambiare, e per legge, si deve garantire ai tifosi ospiti un’entrata separata, compreso i servizi igienici e il bar, e senza la tribuna ospiti, la capienza scenderebbe a circa 9000.

Poi, c’è da risolvere il problema degli abbonamenti omaggio, che da sempre è un numero misterioso, su cui circolano leggende urbane, ma di fatto sappiamo che un numero variabile di persone – da 800 a 1000 – entra senza un vero abbonamento, ma bisogna distinguere le varie tipologie, perché magari chi fa parte del Consorzio, ed è di fatto proprietario della Vuelle, è logico che abbia diritto a degli abbonamenti, mentre altre persone magari, entrano non per meriti acquisiti, e capirete che se ai 3000 abbonati virtuali, togliete 600-700 posti, si rischia di lasciare fuori diversi tifosi.

Altro problema da chiarire, e se le 150-200 persone che obbligatoriamente devono essere presenti, stiamo parlando di forze dell’ordine, addetti alla sicurezza, medici, pompieri, elettricisti, addetti alla tv, e tutti coloro che fanno andare avanti le cose, rientrano nel 33%, o non verranno conteggiate.

Una volta chiarito tutto questo, c’è da risolvere il problema congiunti, ovvero, le persone che tutto il giorno convivono nella stessa casa, ci sembra logico che possano sedere una accanto all’altra al palazzo, in fila indiana, presentando regolare stato di famiglia, consentendo così di “acquisire” qualche posto in più, ma per farlo, questi nuclei familiari dovrebbero avere la priorità al momento della sottoscrizione, non perché siano dei privilegiati rispetto agli altri, ma semplicemente perché in base a quante famiglie si saranno abbonate, si saprà quanti posti rimarranno liberi successivamente.

E poi rimane il problema più grosso: nel caso il numero delle richieste fosse più elevato rispetto all’offerta, chi avrà diritto di precedenza? La logica ci dice che, tutti gli abbonati alla scorsa stagione, dovrebbero avere un canale privilegiato, col dubbio che si possa dare la precedenza a tutti coloro che non hanno usufruito del voucher per il rimborso, ma qui entrerebbero in gioco le varie leggi che garantiscono il diritto di essere risarciti, in caso di richiesta di rimborso, e si rischierebbe di dividere la tifoseria, in due fasce di merito, cosa abbastanza sgradevole.

Come si sbroglia la matassa allora? Non è semplice, ma un paio di suggerimenti ci sentiamo di darli alla dirigenza biancorossa: il primo è di fare, per adesso, l’abbonamento solo per le 8 partite del girone d’andata, lasciando margini di manovra nel caso le cose dovessero cambiare a livello sanitario, se dovessero peggiorare – fate tutti gli scongiuri – e si dovesse arrivare ad un’altra chiusura, tutto sarebbe più gestibile, e se le cose dovessero migliorare – ce lo auguriamo tutti – e si alzasse la percentuale delle presenze al palazzo, per il girone di ritorno, tutti gli abbonati potrebbero cambiare di posto ed avvicinarsi ad amici e parenti non stretti, e nel caso di una riapertura agli ospiti, tutti gli abbonati di quel settore, potrebbero spostarsi.

Il secondo suggerimento è di fare un abbonamento a scalare, tipo quello per i telefonini o le pay-Tv, ovvero l’abbonato si impegna a pagare la quota intera, ma gli verranno scalate ogni mese, solo le partite realmente disputate, evitando così il ripetersi di sgradevoli procedure per il rimborso in caso di rinvii, per arrivare a questo, bisognerà collegare la spesa ad una carta di credito o ad una prepagata, proprio come si fa per il cellulare, naturalmente, se una persona, per i motivi più diversi, non si presenta al palazzo, non avrebbe diritto a nessun rimborso, ma questo accadeva anche negli anni precedenti.

Rimane da risolvere il problema del costo dell’abbonamento, e qui l’ideale ci sembra dividere il palazzo in tre macro settori: la gradinata, la tribuna ed il parterre, che dovrebbe costare molto meno rispetto al passato, dato che alla fine ci andavano solo gli abbonati “fittizi”, con una formula di risparmio per quei nuclei familiari di cui si parlava in precedenza, e le agevolazioni per gli over e gli under, e quest’ultimi magari, andrebbero anche messi lontani tra di loro, perché si sa, l’occasione fa il ragazzo ladro, e per adesso, sarebbe meglio evitare di creare pericolosi capannelli.

Ne sapremo di più dopo il 7 settembre, quando scadrà il limite delle 200 persone, e si chiarirà la percentuale reale delle persone che potranno entrare nei vari palazzetti italiani, consapevoli che tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro, e che dal nostro comportamento virtuoso, dipenderà in gran parte, l’aumento e meno dell’epidemia, ma da qualche parte bisogna iniziare.

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