Volley, il gran gesto di Fabio Bonafede, allenatore della Megabox Vallefoglia

di 

4 settembre 2020

BONAFEDEVALLEFOGLIA – Mai dire mai, meglio astenersi dalle certezze assolute. Avevo giurato a me stesso che non avrei scritto più di volley, di pallavolo femminile. Troppo grande la delusione inferta da un mondo che ho amato, molto. Ancora oggi, se posso, non perdo una partita. Per dirne una, grazie al canale YouTube, ho visto tutti i quarti di finale della Supercoppa femminile, la cui fase  decisiva si svolge domani e domenica a Vicenza, in Piazza dei Signori.
Il programma: sabato 5 settembre, ore 18 (diretta Rai Sport HD) Imoco Volley Conegliano – Savino Del Bene Scandicci; ore 21 (diretta Rai Sport HD) Unet E-Work Busto Arsizio – Igor Gorgonzola Novara. Domenica 6 settembre, ore 21.15 (diretta Rai Due), Finale.
Il volley femminile è bellissimo, ma il movimento italiano – che pure ha vertici straordinari – vive fuori dalla realtà, dal rispetto per le atlete e gli altri addetti ai lavori, i cui diritti sono spesso ignorati da Fipav e Lega Pallavolo e calpestati da società che non badano a spese quando è il momento di allestire la squadra, ma dopo qualche mese non onorano gli impegni presi. In verità, ciò accade anche per colpa delle atlete, che pur di giocare digeriscono mille magoni e sopportano altrettante amarezze.
Ora, con la nascita di AIP (Associazione Italiana Pallavolisti), che rappresenta sia i giocatori sia le giocatrici, si spera che qualcosa possa cambiare. Mi si consenta di dubitare. Tra la pallavolo italiana e il rispetto di chi lavora c’è una Oceano da attraversare, sempre andando di bolina. Anche per colpa dei tifosi, o per lo meno di molti di loro, che s’accontentano di applaudire le prestazioni delle giocatrici, ma si disinteressano se queste, a fine mese, hanno percepito quanto concordato con i dirigenti. Con questi ultimi che possono godere, nella maggior parte dei casi, della complicità dei tifosi, più o meno consci di quanto accade, del tutto acritici. Tanto basta una foto insieme con la giocatrice preferita, mandarle i messaggi via Facebook, dedicarle un coro. Ma con i cori, le foto e i messaggi non si paga la spesa al supermercato.
I giorni scorsi è accaduto qualcosa di bello, pure in un momento assai triste, che ha fatto cancellare il mio “mai più articoli di volley”.
Il merito – qualcuno dirà la colpa – è di Fabio Bonafede, protagonista di un gesto che non racconterò in dettaglio. Un gesto che più di ogni parola, più di ogni articolo, esalta le qualità umane dell’allenatore della Megabox Vallefoglia, squadra debuttante nel campionato di serie A2
Dovete sapere che un grande tifoso, che nelle pallavoliste ha una sorta di famiglia in più, pochi giorni fa ha sofferto il dolore più grande che debba sopportare un padre, o una madre: la perdita di un figlio.
Salutato il suo Alessandro, Carlo ha provato a vincere il dolore, posticipando il ritorno a casa, in una casa dove non avrebbe più trovato il figlio. Così ha raggiunto il palazzo dello sport dove s’allena la Megabox, provando a sbirciare all’interno. La sua presenza non è sfuggita a Bonafede, che ha interrotto l’allenamento e, nel più scrupoloso rispetto delle distanze, è uscito fuori per trasmettere a Carlo le condoglianze del gruppo. In seguito le ragazze hanno fatto altrettanto. Un piccolo grande gesto d’affetto nei confronti di una persona, prima ancora che un tifoso, sempre molto vicino alle pallavoliste e agli allenatori che si sono avvicendati in questi anni.
Un applauso a Bonafede, un grandissimo abbraccio a Carlo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>