Carpegna Prosciutto, buone le prime in Supercoppa: il commento di Perugini

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8 settembre 2020

Carlos Delfino

Carlos Delfino

PESARO – Tre partite non sono molte per esprimere un giudizio, ma essendo tre partite ufficiali, è giusto fare un piccolo riassunto del cammino compiuto fin qui dalla Vuelle in questa Super Coppa. Sono stati tre match uno differente dall’altro: il primo contro Brindisi, squadra della stessa fascia di Pesaro, ha dato buone indicazioni, il secondo, contro una Sassari intenzionata a conquistare un posto tra le prime quattro, ha dato indicazioni contrastanti, il terzo, contro una Roma priva praticamente del suo quintetto titolare, è stata l’occasione per dare spazio a tutti gli 11 giocatori a referto, non 12, perché mancava capitan Delfino, squalificato per due giornate dopo il battibecco con Pusica.

Partiamo proprio da Delfino, la nota sicuramente più lieta di questo inizio stagionale, che ha smentito chi lo dava per bollito, o già in pensione, l’argentino invece si sta rivelando uno dei più in forma, sia dal punto fisico, che caratteriale, e non è casuale che gli si siano dati i gradi di capitano.

Carlos sa di essere al suo ultimo anno di carriera, ma proprio per questo, con in mente l’obiettivo di partecipare per la quinta volta alle Olimpiadi la prossima estate, ed entrare così nella storia dell’Argentina, è venuto a Pesaro armato delle migliori intenzioni, sotto la guida di un coach che lo conosce bene come Repesa, e anche se non avrà più 40 minuti nelle gambe, nei 20 che passerà sul parquet siamo sicuri che darà tutto quello che ha, che non è poco, perché ancora sa fare canestro da fuori, sa andare a rimbalzo, e sa come mettere in ritmo i compagni, e ciliegina sulla torta, non è uno di quelli che porge l’altra guancia, ed in campo sa farsi rispettare dai compagni, che ne hanno già riconosciuto le doti di leader. E non china la testa davanti agli avversari, vedi lo screzio con Pusica, che non possiamo valutare, non avendo le immagini complete, e dobbiamo fidarci della valutazione fatta dalla terna arbitrale, che ha portato alle due giornate di squalifica, ma al di là dell’episodio, non possiamo che apprezzare la grinta del nuovo capitano, che a differenza dei suoi predecessori, non è uno che subisce senza farsi valere.

In queste tre partite, si sono potute apprezzare anche le qualità di Robinson, playmaker tascabile finché volete, ma che sa mettere in ritmo i compagni come quelli bravi, sa quando è ora di prendersi un tiro, ma sa anche quando è il caso di servire un assist. I suoi tiri poi sono uno diverso dall’altro, e se pensate che quando scaglia il pallone da oltre sette metri stia forzando non è così, perché Justin ha imparato da tempo, che dal basso dei suoi 173 centimetri deve prendersi ogni tiro che le difese avversarie gli concedono, non importa da dove, poi non sarà uno che tira con percentuali altissime, ma ci sembra che non si tirerà indietro quando la palla scotterà veramente, e vederlo disturbare chiunque in fase difensiva, con quelle mani velocissime, non ci può che rallegrare.

E se le qualità di Delfino e Robinson saltano subito agli occhi, quelle di Tyler Cain magari sono meno appariscenti, ma chi ama il basket a 360 gradi, non può che apprezzare il suo rendimento sul parquet, intendiamoci, non stiamo parlando di un pivot da Eurolega, perché per esserlo gli mancano 5 centimetri e una maggiore elevazione, ma se parliamo di pura tecnica il discorso è diverso, e se amate il basket “vero” e non quello solo fisico, non potrete che apprezzare i suoi “show” difensivi sui playmaker avversari, quell’azione di disturbo che lo porta a raddoppiare fino alla linea dei tre punti, per poi rientrare velocemente al suo posto in mezzo all’area, schema che non potrebbe riuscire senza l’appoggio dei compagni, in una Vuelle che per essere agli inizi di settembre, sembra già rodata dal punto di vista difensivo, meno magari da quello offensivo.

E qui non possiamo non parlare del contributo di coach Repesa, uno che ha fatto della difesa il suo marchio di fabbrica, uno che giustamente non è mai contento di quello che vede in campo anche quando vinci di 40, perché è impossibile che tutto vada per il verso giusto all’inizio della stagione, ma se fate caso alle sue dichiarazioni post partita, il coach croato punta sempre il dito sull’atteggiamento, più che sugli errori tecnici, perché non tutti hanno l’applicazione di un Delfino o di un Robinson, e arriviamo così a quelli che ancora non ci hanno convinto pienamente.

Partiamo da Massenat, guardia sicuramente fisica e con grande capacità difensiva, con qualche pausa di troppo in fase offensiva, dove, per adesso, ci sembra un po’ troppo ai margini dell’azione, stessa situazione di Filipovity, che non è un brocco, ma che ancora non sta trovando la sua collocazione sul parquet, non essendo né un uomo d’area, né un’ala piccola, soprattutto in fase difensiva, mentre Tambone si sta dimostrando un affidabile panchinaro, nel senso più buono del termine, e di Zanotti ne conosciamo da tempo pregi e difetti, consci che nell’organigramma attuale della Vuelle, sarebbe utile la sua trasformazione in centro.

Su Filloy il giudizio è sospeso, essendo quello più indietro a livello fisico, mentre Henri Drell rimane un punto interrogativo.

Si vede che Repesa ci sta lavorando e il ragazzo estone sembra maggiormente coinvolto rispetto alla stagione precedente, ma ancora non sta giocando da straniero, e dalla sua crescita passano molte delle speranze biancorosse di posizionarsi nella parte sinistra della classifica, vi possiamo assicurare, che nonostante le smentite del caso, in Via Bertozzini ci si sta guardando intorno, alla ricerca di quel rinforzo necessario sotto canestro, ma allo stato attuale delle cose, le casse sono vuote, col problema degli abbonamenti che non sembra di facile risoluzione, con il nuovo blocco, da parte del governo, sulla presenza del pubblico alle manifestazioni sportive, che è stato prorogato per tutto il mese di settembre.

Oltretutto, a pesare sulle casse della Vuelle, è stato anche il ritorno all’ovile di Michele Serpilli, a cui tre anni fa era stato fatto firmare un contratto quinquennale a salire, contratto giunto al suo quarto anno, che pesa sul bilancio, come gli ingaggi di Tambone, Delfino e Zanotti, e se si riuscisse a trovare una collocazione al 21enne anconetano – difficile – si troverebbero le risorse per intervenire subito sul mercato, senza aspettare notizie dal fronte biglietteria o credito d’imposta, ma Repesa non è uno che molla, e state certi che farà di tutto per non lasciare nulla d’intentato.

Giovedì, il girone D della Super Coppa, inizierà la sua fase di ritorno, con Sassari che ha fatto un passo importante verso la qualificazione, dopo la vittoria in volata su Brindisi, grazie alla tripla a fil di sirena segnata da Pusica, che è stato solo “deplorato” dalla Fip, invece di venir squalificato per lo screzio con Delfino, ma così vanno le cose, anche se la Carpegna Prosciutto ha ancora qualche chance di potersi qualificare, soprattutto se Brindisi dovesse vincere contro la Dinamo giovedì, ma attenzione, non pensate che per Pesaro, le prossime tre partite siano facili, perché Roma, domani l’altro, potrebbe inserire qualche americano, Brindisi avrà una settimana in più di allenamenti sulle gambe rispetto all’andata, e le qualità di Sassari sono ben note.

Ma se non arriverà la qualificazione alle Final Four non sarebbe un dramma, l’importante è confermare le cose buone viste finora e continuare il percorso di crescita, sia individuale che di squadra, dopo tanti anni, a Pesaro si respira un’aria diversa, finalmente siamo tornati a vedere una squadra che gioca a basket, e che non tira solo il pallone verso il canestro, potrebbe sembrare la stessa cosa, ma vi assicuriamo che sono due sport molto diversi tra loro.

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