Riparte la serie A del basket: speciale 98esimo campionato parte 1

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21 settembre 2020

basketPESARO – Sabato prossimo inizierà il 98esimo campionato di basket italiano di serie A e questa è già una bella notizia, ma inutile nasconderlo, non sarà un campionato come tutti gli altri.

Non può esserlo, perché lo sport non è un’isola felice, anzi è un “bene non necessario”, per dirla con le parole di qualche luminare, e come, anzi più di altre attività, dovrà sottostare all’andamento della pandemia, ed arrivare senza intoppi al 2 maggio, data della trentesima giornata, sarebbe già un traguardo da festeggiare.

Non sarà come gli altri, perché ben 9 squadre su 16 parteciperanno alle Coppe Europee, competizioni ancora più a rischio data la loro globalità, e le date potrebbero venire stravolte, così come è utopistico pensare che su oltre 400 persone che faranno parte del cosiddetto “team squadra” nessuno risulterà positivo al Covid-19, dato che saranno naturalmente controllate periodicamente, e qualche assenza forzata, speriamo solo di un paio di settimane, dovrà essere messa in conto.

Il problema principale è rappresentato dalla presenza degli spettatori nei palazzetti, voce primaria dei bilanci di praticamente tutte e 16 le società, presenza che a tutt’oggi non è stata chiarita, e che non può essere lasciata alle decisioni dei vari governatori regionali, perché giocare col pubblico, per quanto ridotto, o senza, fa molta differenza, e giocare a porte chiuse – ad esempio – in Veneto, e a porte aperte – ad esempio – in Emilia Romagna, minerebbe il concetto stesso di equità sportiva, equità che in ogni caso non sarà garantita al 100% in ogni occasione, perché dipenderà dalla capienza stessa dei vari palazzetti.

Ma quella in pratica non esisteva neanche l’anno scorso, perché un tutto esaurito al Forum di Milano faceva giocare l’Armani davanti a 12.000 persone, mentre un tutto esaurito al Taliercio faceva giocare Venezia davanti a 3.500 spettatori, e su questo nessuno ci poteva fare niente, ma partire con regole chiare e univoche ci sembra la soluzione migliore.

Diciamo che partire permettendo alle varie società di vendere biglietti per il 30% della capienza, sarebbe già un inizio, non la soluzione ideale, ma un punto di partenza su cui basare una campagna abbonamenti, che poi ognuno dovrà gestire nella maniera più consona alle sue esigenze, sperando che poi, nel 2021, si possa arrivare magari al 50%.

Ma, anche se potrebbe sembrare un controsenso, questo campionato si annuncia come uno dei più belli dell’ultimo decennio, forse degli ultimi 20 anni, magari perché essendo uno dei primi a partire, ha accolto tra le proprie fila diversi giocatori importanti, quelli magari che sarebbero andati in Australia, o in G-League, o avrebbero cercato di strappare un contratto in Nba. Invece Nba e Australia non partiranno prima di Natale, della G-League non si hanno notizie e altri campionati vivono più incertezze di quello italiano.

Probabilmente ha già un vincitore annunciato, perché se non assegni i favori del pronostico all’Armani vuol dire che non sai fare bene il tuo lavoro, ma non ditelo troppo forte ai dirigenti della Virtus Bologna, che in cuor loro pensano di aver vinto lo scorso campionato, anche se di fatto è stato annullato, e anche a Venezia e Sassari ci stanno facendo un pensierino al tricolore.

Quelle che mancano invece sono le vittime designate, quelle che già da settembre sapevi che avrebbero lottato per la salvezza. Negli ultimi otto anni infatti, tutti i siti specializzati indicavano Pesaro come ultima o penultima, lo stesso accadeva per le varie Pistoia e Capo d’Orlando, che non fanno più parte del gruppo, mentre la Vuelle sembra pronta a risalirlo il gruppo, per portarsi nella sua pancia, e vivere una stagione finalmente tranquilla.

Si preannuncia così un campionato equilibrato, dove dietro alle 4 big potrebbe succedere di tutto, e dove tra la quota salvezza – 20 punti, chissà? – e quella per l’accesso ai playoff – 30 punti? – potrebbe esserci veramente poca differenza, lasciando così nel limbo tantissime squadre, che dovranno guardarsi alle spalle, per non finire agli ultimi due posti, ma che daranno anche un’occhiatina davanti, dove tra la quinta e la 14esima ci potrebbe essere una differenza non così abissale, soprattutto se le quattro big non faranno il loro dovere, “regalando” punti in giro.

Fare pronostici è un mestiere ingrato, soprattutto col mercato sempre aperto, che può scombussolare le gerarchie in qualsiasi momento, in più quest’anno si dovranno mettere in preventivo più infortuni del solito, tra quelli muscolari, perché l’inattività forzata avrà il suo peso, e quelli legati al Covid-19, con la possibile variabile di un calendario ballerino. Insomma, c’era venuta la voglia di evitare le brutte figure, e di non avventurarci in pronostici che spesso non abbiamo azzeccato, ma dato che altri siti li faranno, ci accodiamo anche noi.

Ma abbiamo voluto semplificarci le cose, dividendo le 16 formazioni, in 4 gruppi, ognuno con il loro obiettivo dichiarato, consapevoli in ogni caso dell’estremo equilibrio che regnerà dalla prima alla trentesima giornata.

PRIMO GRUPPO

Quello che lotterà per lo scudetto, quello dove Venezia, Sassari e la Virtus Bologna proveranno ad approfittare delle probabili distrazioni dell’Armani, augurandole magari di approdare alle Final Four di Eurolega, che rimane il vero obiettivo dei giocatori di coach Messina.

Milano, infatti, fresca vincitrice della Super Coppa, sembra una spanna superiore alla concorrenza, con 15 giocatori tutti titolari, dove trovare tre stranieri da mandare in tribuna ogni domenica sarà già un compito difficile per Ettore Messina, che in campionato darà ampio spazio ai suoi 6 italiani, tutti nel giro della Nazionale naturalmente, e non stupitevi se gente come Biligha o Moraschini collezioneranno dei NE, cosa che non capiterà a Gigi Datome, tornato in Italia con l’obiettivo di vincere tutto il possibile, anche se la curiosità maggiore sarà quella di valutare i progressi di Davide Moretti, reduce da buone stagioni nei College americani, che si troverà per la prima volta a confrontarsi con i professionisti.

E se i sei italiani farebbero la fortuna delle concorrenti, per trovare uno straniero non al livello di Eurolega devi sforzarti, perché ai confermati Micov, Rodriguez, Tarczewski e Roll, si è aggiunto un pivot come Kyle Hines, che qualcosina ha vinto in carriera. Si sono aggiunti due esterni del calibro di Kevin Punter e Malcom Delaney, e due ali talentuose come l’ex Trento Shields e Zach LeDay, tutti sotto la guida di Ettore Messina.

Ci proverà la Virtus Bologna a rendere la cose difficili a Milano, come si è visto ieri sera nella finale di Super Coppa, perché se hai Milos Teodosic e Stefan Markovic come playmaker, sai di avere due degli attuali migliori registi in campo europeo, ma la forza delle grandi squadre si misura dalla qualità degli italiani, e la Segafredo ha ingaggiato due nazionali come Abass e Tessitori, insieme a un lungo di spessore come Alibegovic, anche se è dal 21enne Pajola che ci aspettiamo un grosso salto di qualità.

Oltre ai due serbi, coach Djordjevic può contare su quattro americani di grandissima qualità, con Julian Gamble che sfrutterà al meglio gli assist dei suoi play, Kyle Weems che ha sempre 20 punti nelle mani, e Vince Hunter che può variare di ruolo senza perdere mai d’efficacia, senza dimenticare le qualità balistiche di Josh Adams. La Virtus insomma darà filo da torcere a Milano fino alla fine, e se la finale scudetto fosse tra lei e Milano nessuno si stupirebbe.

Ma a Venezia, fare la parte del terzo incomodo, potrebbe calzare a pennello, perché l’Umana è la squadra che ha cambiato di meno, confermando 10 dei 12 titolari della scorsa stagione, aggiungendo al roster il lungo neozelandese Isaac Fotu e il play Lorenzo D’Ercole, dando la possibilità a coach De Raffaele di partire subito forte.

Magari gli italiani della Reyer non saranno tutti dei nazionali, però esperienza e talento non mancano ai vari Tonut, Mazzola, Cerella e De Nicolao, anche se la curiosità maggiore rimane quella di valutare i progressi di Davide Casarin, 18 anni da compiere il prossimo maggio, che sta giocando già da veterano, e dal quale ci si aspetta molto anche in chiave Nazionale. Naturalmente l’ago della bilancia di Venezia rimane il rendimento di Austin Daye, talento puro, ma non sempre continuo, che dovrà essere gestito al meglio, aiutato nel compito da compagni di qualità come il play Stone, i tiratori Bramos e Chappell, e una coppia di lunghi potente e tecnica come quella composta da Vidmar e Michael Watt, per un’Umana pronta ad approfittare di qualsiasi passo falso di Milano e Virtus.

Forse Sassari non avrà un roster lungo e profondo come quello delle altre tre pretendenti al titolo, ma il Banco sarà un osso duro per tutti, con almeno 10 giocatori intercambiabili che coach Pozzecco ruoterà con la solita “pazzia” controllata, senza 5 veri titolari, coinvolgendo tutti a seconda dell’andamento del match. Sul fronte italiani, Spissu dovrà confermarsi quello della stagione passata, anche per conquistare il ruolo di play titolare in chiave azzurra, con Stefano Gentile sesto uomo di lusso, e il centro Luca Gandini che potrebbe essere uno dei volti nuovi del campionato.

I sei stranieri della Dinamo sono tutti di buona qualità, magari manca la stella, ma Tillman e Burnell sono delle certezze, le qualità balistiche di Pusica sono note, così come quelle del croato Kuslin, e sotto canestro i 213 centimetri di Bilan si faranno sentire. La sorpresa potrebbe arrivare dal lituano Bendzius, lungo atipico, dotato di un eccellente tiro, che molte squadre potrebbero faticare a contenere, in una Sassari che cercherà di arrivare alle semifinali, senza farsi distrarre troppo da quelle che la seguiranno in classifica.

Appuntamento a domani, con la seconda e ultima parte dello speciale di Pu24.it sulla presentazione del campionato di basket.

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