ROF 2020: le splendide sinfonie autunnali di Gioachino Rossini

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23 settembre 2020

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PESARO – Ci piace pensare che siano state le elezioni regionali e il referendum a scombinare un piano perfetto che magari avrebbe voluto fosse il 21 settembre, equinozio d’autunno, a ospitare la presentazione del primo Rossini Opera Festival autunnale, con diretta streaming sulla pagina Facebook del ROF che ha avuto, alle ore 18, ben 1.019 visualizzazioni. Non male.
Che l’edizione autunnale sia stata presentata oggi, 23 settembre, cambia poco. E comunque era stata anticipata già in estate, anche se non mancano i cambiamenti. Non potrebbe essere altrimenti, in una doppia stagione segnata dal Coronavirus. Che non ha fermato la forza della musica, il nutrimento dell’anima, capace di evitare il confinamento della più bella realtà che vanta Pesaro, grazie al lascito del suo figlio più illustre.
Il 41° ROF ha fatto segnare l’ennesimo successo e ora s’attende il bis, a incominciare da uno degli ingredienti che ci è mancato di più pure nei giorni – dall’8 al 20 agosto – segnati da un continuo stupore davanti alle meraviglie distribuite ogni sera da quel meraviglioso mondo che è il Rossini Opera Festival. È mancato l’ingrediente che ha per nome Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”, rinviata, ma non cancellata dal Covid-19.
Nel pieno della pandemia, erano saltate le audizioni di marzo” ha ricordato, stamattina, il sovrintendente Ernesto Palacio. Ricordiamo che la maggior degli allievi arriva da tutto il mondo e in primavera viaggiare era impossibile, mentre era possibile rischiare di essere contagiati.
Di conseguenza – ha aggiunto Palacio -, avevamo dovuto rinunciare forzatamente all’organizzazione dell’Accademia, al concerto finale e quindi anche al Viaggio a Reims”, che negli anni ha registrato tante nuove e belle voci.
Facendo gli scongiuri del caso, obbligatori visti certi comportamenti, non ultimi quelli in manifestazioni sportive come il Tour de France, ma anche i festeggiamenti di massa di alcune squadre  promosse dalla serie B alla serie A di calcio, l’Accademia si farà. E gli allievi saranno a Pesaro fra qualche settimana.
Inizieremo il 19 ottobre – aggiunge il sovrintendente -. Come docenti avremo grandi nomi che verranno a insegnare o a collaborare con noi. Ci saranno, come sempre, Frank Musarra, Franco Fussi, Federico Agostinelli, Marco Mencoboni, Daniele Carnini. E debutteranno, come docenti, Giampiero Solari e Roberto Abbado, direttore d’orchestra“.
Solari, drammaturgo, regista teatrale, autore televisivo, un personaggio molto conosciuto a Pesaro, incomincia la collaborazione facendo un interessante trattato sul Viaggio a Reims oppure il viaggio del piano.
Roberto Abbado, che al ROF ha diretto quattro opere (Ermione nel 2008, Zelmira nel 2009, Mosè in Egitto nel 2011 e Le siège de Corinthe nel 2017, “si è detto gioioso di partecipare“.
Il concerto finale è in programma il primo novembre, nel Teatro Sperimentale, la “casa dell’Accademia”.
Gli allievi saranno protagonisti delle due recite de Il viaggio a Reims, diretti da Alessandro Cadario con l’Orchestra Sinfonica Rossini. Appuntamento il 26 e 28 novembre nel Teatro Rossini.
Come già quella estiva, l’edizione autunnale sarà molto ricca.
Per commemorare la morte di Rossini (13 novembre 1868; ndr) – spiega Palacio – era già in programma il concerto del pianista Alessandro Marangoni (14 novembre, ore 20,30, Teatro Rossini) che suonerà i Péchés de vieillesse. Inoltre saranno eseguite due vere rarità, mai proposte al ROF: la Messa di Milano e il Miserere (15 novembre, ore 20,30, Teatro Rossini) che saranno dirette da Alessandro Sulla, che ne cura la revisione dell’edizione critica, alla guida della Filarmonica Gioachino Rossini. Il Miserere sarà interpretato da Manuel Amati, Antonio Garés e Grigory Shkarupa; ad essi, nella Messa di Milano, si aggiungerà Svetlina Stoyanova. Parteciperà il Coro del Teatro della Fortuna di Fano (maestro del c oro Mirca Rosciani). Grigory Shkarupa e Svetlina Stoyanova sono due novità per il ROF“.
Un programma affascinante, con la torta finale.
“Il barbiere di Siviglia (25 e 27 novembre alle 20 e il 29 novembre alle 17 al Teatro Rossini) nell’allestimento curato da Pier Luigi Pizzi per il ROF 2018, vedrà Michele Spotti dirigere l’Orchestra Sinfonica G. Rossini e il Coro  del Teatro Ventidio Basso (Maestro del Coro Giovanni Farina) ed un cast composto da Juan Francisco Gatell (Conte d’Almaviva), Marco Filippo Romano (Bartolo), Aya Wakizono (Rosina), Iurii Samoilov (Figaro), Michele Pertusi (Basilio), Elena Zilio (Berta) e William Corrò (Fiorello/Ufficiale)“.
Il cast presenta alcune variazioni: confermati Wakizono, Pertusi, Corrò e Zilio, Samoilov prende il posto di Davide Luciano; Romano quello di Pietro Spagnoli; Gatell sostituisce l’allora applauditissimo Maxim Mironov. Due anni fa a dirigere l’Orchestra  Sinfonica Nazionale della RAI c’era Yves Abel.
Daniele Vimini, presidente del ROF, sottolinea un aspetto importante:
Il Festival estivo conserverà la sua struttura consueta, ma ogni opportunità di estendere direttamente o indirettamente la sua attività (produzioni liriche, concerti, corsi di formazione, creazione di opportunità di lavoro, indotto economico) produce effetti molto positivi“.
E ribadisce:
Il ROF è una macchina culturale che può e deve produrre anche tanto altro. Direttamente e indirettamente. Sia per quanto riguarda la propria attività, sia per le opportunità che crea a favore degli artisti ma anche di tutte le altre categorie interessate.  A tal proposito, ringraziamo gli sponsor per il contributo economico e per l’iniezione di fiducia”.
Poi l’annuncio particolarmente atteso. Dopo quindici anni, che sembrano un secolo, dovrebbe riaprire il PalaFestival, che si chiamerà PalaScavolini. Il vecchio hangar di Viale dei Partigiani, che ci sta nel cuore per gli scudetti del basket e del volley, ma anche per le meravigliose opere allestite dove c’era il parquet o il taraflex, dovrebbe riaprire per l’inaugurazione del 42° ROF. Vi abbiamo anticipato, lo scorso agosto, che dovrebbe inaugurarlo un gala con Juan Diego Flórez, che pure non sarà protagonista del ricco cartellone del 2021.
Contiamo di inaugurarlo con un gala celebrativo“, annuncia Vimini.
“Nel 2021 avremo in programma – anticipa Palacio – ben ventiquattro rappresentazioni, tre in più delle solite ventuno. Tre nuove produzioni: Moïse et PharaonElisabetta regina d’Inghilterra e Il signor Bruschino, che poi porteremo in Oman”.
Tornerà sul podio Michele Mariotti?
“Gli ho proposto il gala di apertura del PalaScavolini. Ci sta pensando”, risponde Palacio.
Il PalaScavolini aprirà le porte a nuove possibilità.
“Ci darà una spinta per proporre  produzioni invernali,  purché non obblighino a dividere il budget. Però è certo che continueremo a ricordare la nascita e la scomparsa di Rossini, che continueremo a investire nella cultura”.
Lasciamo i temi artistici e proviamo a entrare nei dettagli tecnici. Il 41° ROF, pure con tutte le limitazioni dovute al Covid-19, è stato un grande successo.
Pensate sarà possibile di avere più spettatori in teatro?
“Confidiamo di averne trecento, ma occorre aspettare di capire cosa sarà permesso e cosa no. In linea di massima manterremo l’impianto estivo, però confidiamo di aprire il loggione. Tutto o quasi dipenderà dall’andamento della pandemia, da decisioni che devono prendere altri”, spiega Palacio.
Sarà un festival autunnale estemporaneo oppure confidate di riproporlo sempre da quest’anno in poi?
“Sappiamo cosa è accaduto quest’anno e perché sono avanzati dei soldi. Se ne avremo da spendere in autunno, lo riproporremo, ma non voglio togliere un solo euro all’appuntamento di agosto”.

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