Finali di Coppa Italia, le dichiarazioni inopportune del presidente della Legabasket sono uno schiaffo a Pesaro

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27 settembre 2020

VitriFrigo Arena

VitriFrigo Arena

PESARO – “Non torneremo a Pesaro. Prenderemo una decisione nelle prossime settimane. Pensiamo a una location prestigiosa, capiente e centrale per il movimento“. Sono parole di Umberto Gandini, presidente di  LBA Lega Basket Serie A, riportate dalla Gazzetta dello Sport in edicola il 25 settembre.

Alle Final Eight di Coppa Italia parteciperanno ancora le prime otto squadre in classifica al termine del girone d’andata. La sede verrà comunicata più avanti, ma sarà sicuramente una città prestigiosa per il basket e con un impianto di grande capienza“. Ancora Gandini, ma sulle pagine di venerdì del Corriere dello Sport.
Attendevamo una presa di posizione della città che lo scorso febbraio ha ospitato nella Vitrifrigo Arena le ultime finali di Coppa Italia, vinte dalla Reyer Venezia davanti a un grande pubblico. Non abbiamo trovato una sola parola sulle dichiarazioni, a dire poco ineleganti, di Gandini. Domanda: ma siamo solo noi a indignarci?
Ora, è scontato che Pesaro e la Vitrifrigo Arena non vantino un diritto acquisito sulla scelta della sede che ospiterà le prossime finali di Coppa Italia, ma quelle parole, “una location prestigiosa, capiente e centrale per il movimento“, sono uno sgarbo, se ci è  permesso una villania, alla città di Pesaro. Lo sa, Gandini, che le Final Eight 2020 hanno scatenato una marea di contagi a Pesaro e provincia? La colpa, è chiaro, non è di chi ha organizzato le finali (LBA) e di chi le ha ospitate (Pesaro e la Vitrifrigo Arena). Ma che bisogno c’era, dottor Gandini, di usare parole che suonano come uno schiaffo alla nostra comunità? Poteva limitarsi a spiegare che s’era deciso di cambiare sede per dare un’opportunità a un’altra realtà e sarebbe stata una decisione comprensibile. Ma tirare in ballo “una città prestigiosa per il basket” – inevitabile il paragone con Pesaro – è offensivo.
Se andiamo a fare i conti, solo due città – Milano e Roma – hanno impianti (Forum di Assago 12.331 posti, PalaEur 11.500) più capienti di Pesaro (Vitrifrigo Arena: nel sito di Legabasket le assegnano 6.119 posti, ma la sua capienza è di 10.323, quasi raggiunti nelle Final Eight 2020, malgrado la mediocre organizzazione della LBA).
Pesaro non è città prestigiosa neppure se registra circa 10.000 spettatori per una partita ospitata da una città che ha meno di 100.000 abitanti, ma vive di basket 24 ore al giorno?
Ci dica, dottor Gandini: quante città possono vantare altrettante qualità
Intendiamoci, vista la situazione ogni giorno più preoccupante, siamo ben felici di sapere che Pesaro e il suo territorio non dovranno sopportare ancora i rischi, e soprattutto le conseguenze, di un’ulteriore Final Eight di Coppa Italia, almeno fino a quando il Covid-19 sarà in circolazione, ma affermare che le prossime finali si terranno in “una città prestigiosa per il basket e con un impianto di grande capienza” è inopportuno e di cattivo gusto, o quanto meno di una scarsa conoscenza della realtà della pallacanestro italiana. A maggiore ragione se da parte del massimo rappresentante delle società di serie A.

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