Sinfonie di rinascita, il bel documentario di Rai Cultura ha ignorato il contributo del ROF

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2 ottobre 2020

La cambiale di matrimonio che ha aperto il ROF 2020 ignorato da Rai 5 (Foto Amati Bacciardi)

La cambiale di matrimonio che ha aperto il ROF 2020 ignorato da Rai 5 (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Rai Cultura come il presidente di Legabasket? (rileggi qui altro articolo Pu24). Guardando, grazie a Rai Play, la differita di Sinfonie di rinascita, lo speciale di Rai Cultura andato in onda giovedì sera su Rai 5, abbiamo provato prima fastidio, poi indignazione. Come quando abbiamo letto le parole di Umberto Gandini sulla volontà di Legabasket di trovare un posto più prestigioso, più capiente, più centrale (di Pesaro, ovvio, visto che le ultime si erano tenute, a febbraio, nella Vitrifrigo Arena) per ospitare le prossime finali di Coppa Italia.

Abbiamo scritto più volte che uno dei settori più colpiti dal Coronavirus è quello della musica. Un settore che è ripartito grazie all’ottimismo della volontà che ha avuto la meglio sul pessimismo della ragione che avrebbe potuto indurre a saltare la stagione 2021.
In verità, l’abbiamo pensato fino a quando il Rossini Opera Festival ha convocato una conferenza stampa per annunciare che il ROF 2020 sarebbe andato in scena. Ed è stato una gioia. Come pure assistere al concerto diretto da Riccardo Muti che ha inaugurato il Ravenna Festival. O leggere che anche Salisburgo, al contrario di Bayreuth, non avrebbe chiuso.
Andare avanti, pure con tutte le difficoltà, è stato un successo straordinario. E una gioia ascoltare nel centro di Pesaro le poche voci che parlavano inglese, francese, tedesco.
Quando le uniche note che si sentivano erano quelle delle sirene delle ambulanze che squarciavano il tragico silenzio che avvolgeva Pesaro, quando ogni giorno dovevamo fare i conti con le perdite di amici e conoscenti, o comunque di tante persone, quando la mattina, bandiera tricolore in mano, andavamo davanti all’ospedale di Muraglia a salutare chi se ne era andato, ucciso dal Covid-19, e l’ultimo viaggio lo faceva da solo, senza una cerimonia funebre e l’abbraccio dei familiari, non pensavamo che la musica avrebbe aiutato a ripartire.
La musica, il cibo dell’anima, ha aiutato Pesaro e tante altre città ad avere coraggio, a guardare avanti.
Così, accingendoci a leggere la nota dell’ufficio stampa della Rai, abbiamo pensato che sarebbe stato un ulteriore momento di ritorno alla normalità.
C’è l’Italia che riparte dalla musica dal vivo al centro dello speciale “Sinfonie di rinascita”, che Rai Cultura – dopo l’anteprima al recente Prix Italia – propone in prima tv giovedì 1 ottobre alle 21.15 su Rai5. Un percorso tra luoghi e atmosfere, curato da Roberto Giannarelli, alla ricerca di un incanto da ripristinare, dopo l’emergenza che così tanto ha gravato sullo spettacolo dal vivo. Un incanto che si materializza nell’apertura nottetempo del Teatro dal Verme di Milano, alle 00.01 del 15 giugno – per non perdere nemmeno un istante del ritrovato rapporto diretto col pubblico – e si diffonde nelle più grandi arene italiane, dal Circo Massimo di Roma allo Sferisterio di Macerata o a Piazza del Plebiscito a Napoli. Luoghi dove diventa di nuovo possibile raccogliere appassionati attorno a un palco. Tra i protagonisti di questa rinascita nel segno della musica ci sono Antonio Pappano, Beatrice Rana, Marco Angius, Nicola Piovani, Daniela Barcellona, Damiano Michieletto, Stefano Montanari e molti altri. Il viaggio attraverso l’estate italiana diventa, così, l’occasione per ragionare sulle direzioni in cui è bene lavorare per garantire un futuro alla musica e alle tante persone che di quest’arte hanno fatto un mestiere. 
Ohibò… ma Pesaro, il Rossini Opera Festival, una storia che dura da 40 anni, uno degli appuntamenti italiani più amati nel mondo?
Va bene, abbiamo pensato, il comunicato è una cosa (non è citato neppure Riccardo Muti), il documentario sarà un’altra.
E ci siamo messi davanti alla tv per rivedere Sinfonie di rinascita.
Dopo alcune immagini del concerto di Napoli, in Piazza del Plebiscito, un omaggio a Beethoven con l’esecuzione della Nona Sinfonia diretta da Juraj Valčuha (voci Maria Agresta, Daniela Barcellona, Antonio Poli e Roberto Tagliavini), ad aprire il documentario sono le parole di Nicola Piovani, impegnato nella meravigliosa cornice del Teatro Greco di Siracusa, ed Enrico Melozzi, protagonista al Macerata Opera Festival con la sua Orchestra Notturna Clandestina, Giorgio Battistelli, direttore artistico del Festival Puccini, e il regista Stefano Vizioli.
Poi la parola, anzi la musica, passa a Ravenna, al concerto diretto da Riccardo Muti che inizia con l’esecuzione dell’Inno di Mameli che è prologo ai “cori dal balcone”, al “Fratelli d’Italia” cantato a squarciagola, quando ci sentivamo tutti più buoni e rispettavamo le regole. Stavamo a casa, allora, e da casa numerosi artisti, fra i quali numerosi protagonisti al ROF, cantavano Nella testa ho un campanello di Gioachino Rossini nella “versione dalla quarantena”. Rossini delle Sinfonie di rinascita è tutto lì.
Non è mancata la Rumba Saraghina da 8 1/2 di Fellini e neppure il concerto in remoto dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. E ovviamente non poteva mancare il maestro Antonio Pappano, al pianoforte, con il suo “E ci siamo di nuovo!”, bellissimo.
Suggestive le immagini del concerto iniziato alle ore 0,01 del 15 giugno nel Teatro dal Verme, protagonista Vivaldi. Il direttore Stefano Montanari, come molti di noi, non pensava “sarebbe stato possibile ricominciare”. “Farlo alle 0,01 – spiega Maurizio Salerno, direttore artistico dei Pomeriggi Musicali – è un gesto simbolico”.
E quale gesto più simbolico di quello voluto dal ROF, primo festival a proporre un’opera al chiuso, in un teatro, nel Teatro Rossini?
Rai 5, che pure in passato ha dimostrato grande attenzione al Rossini Opera Festival, ha ignorato questo piccolo grandissimo gesto.
Così, Giannarelli e chi ha collaborato con lui hanno girato l’Italia con le immagini dei concerti: Torino, Auditorium Rai Arturo Toscanini; Ravenna, Rocca Brancaleone; Siracusa, Teatro Greco; Ferrara, Teatro Comunale; Roma, Cavea dell’Auditorium Parco della Musica; Padova, Palazzo della Ragione; Roma, Circo Massimo; Macerata, Sferisterio; Torre del Lago,  Teatro dei Quattromila; Lerici, Rotonda Vassallo; Napoli, Piazza del Plebiscito.
Il documentario ci è piaciuto, molto, e facciamo nostre le parole di Daniela Barcellona: “Vorrei che il mondo dello spettacolo, del cinema, del teatro, della musica, della danza, venisse tenuto in maggiore considerazione”.
Ma all’autore e a Rai Cultura ci permettiamo un rimprovero, proprio partendo dalle parole di Daniela Barcellona: Pesaro, il Rossini Opera Festival, e l’Arena di Verona, che ha organizzato un grande concerto di solidarietà, non meritavano uno spazio in Sinfonie di rinascita, visto che hanno dato n contributo significativo alla ripartenza?

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