Cantù accende la spia rossa su un’altra stagione di tribolazioni per la Carpegna Prosciutto

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5 ottobre 2020

Match Report CantùPesaroPESARO – Inutile negarlo, la sconfitta rimediata ieri sera contro l’Acqua San Bernardo, ha diminuito in maniera considerevole, le speranze che in questa stagione, alla fine, non si dovesse soffrire come in quelle precedenti.

A Cantù infatti, la Vuelle doveva e poteva vincere, anche se bisogna dare merito ai giocatori di Pancotto di essere stati bravi ad imbrigliare l’attacco biancorosso, negandogli il pick and roll tra Robinson e Cain, che finora era stato uno dei punti di forza di coach Repesa.

Venuto a meno lo schema principale, Pesaro è ricorsa a quello secondario, sempre con Cain protagonista, servendolo almeno una trentina di volte in post basso, situazione da dove il pivot americano ha provato per 13 volte la soluzione individuale, trovando sei canestri, quasi tutti con il semi gancio destro, e due liberi, mentre nelle altre, ha riaperto il gioco sul perimetro, per cercare conclusioni dall’arco dei compagni, che purtroppo non hanno mai quasi trovato il fondo della retina, con Zanotti e Massenat troppo imprecisi al tiro per essere decisivi.

Decisivo invece è stato, ancora una volta, il blackout nell’ultimo quarto, dove, dopo essere salita sul più sei, la Carpegna Prosciutto ha finito le energie, fisiche e mentali, subendo nei restanti sette minuti, un parziale di 27 a 11, molto per merito degli avversari, ma con tanta complicità dei pesaresi, che si sono spenti sia in attacco che in difesa, forzando tiri quando non dovevano e lasciando troppa libertà a gente come Leunen e Smith, che hanno dato il via al break decisivo del match.

L’assenza di capitan Delfino, ha scoperchiato improvvisamente il problema di un roster troppo corto per sperare di arrivare indenni a fine stagione, sperando che l’argentino torni disponibile il prima possibile, ma, per un38enne, i guai muscolari sono da mettere in preventivo, così come ormai è chiara a tutti, l’inadeguatezza di Drell a questi livelli.

Il 20enne estone è rimasto in campo un paio di minuti, quelli iniziali, giusto il tempo di perdersi per un paio di volte il suo avversario diretto, e venir richiamato, non solo in panchina, da Repesa, che lo ha poi bocciato per tutto il resto del match, andando avanti con una rotazione di soli 7 uomini, troppo pochi per sperare di arrivare lucidi nel finale, soprattutto se nei tre quarti precedenti, sei sempre stato costretto ad inseguire.

Poi, per guardare le cose dal lato positivo, la Vuelle è stata brava a rimontare svantaggi anche in doppia cifra, ma è chiaro che se nessuno si erge al ruolo di salvatore della patria, questa squadra è destinata sempre a soffrire, perché di avversari veramente deboli non ce ne sono in questo campionato.

Ci ha provato Filloy ad ergersi a protagonista, ma l’argentino non era in una grande serata, né al tiro, dove ha rimediato 11 errori su 15 tentativi, né soprattutto in cabina di regia, dove i 5 assist non hanno compensato una organizzazione confusionaria, non riuscendo mai a mettere in ritmo i compagni, stesso problema avuto da Robinson, che deve imparare a selezionare meglio i tiri, a prenderseli quando la difesa avversaria glieli concede, e non solo quando si sente ispirato.

E se Robinson e Filloy non si esprimono al loro meglio, in questa Vuelle non ci sono tanti altri giocatori che possono togliere le castagne del fuoco, a parte Delfino, perché ormai sembra chiaro che Massenat e Filipovity sono due onesti gregari, bravini, ma non dei leader, che vanno trainati, senza essere in grado di prendere la testa del carro.

Un po’ come Tambone, che in ogni caso, dovrebbe prendersi più iniziative, mentre è chiaro che i vari Basso e Serpilli non vengono tenuti in grande considerazione dal loro coach, in una Carpegna Proscutto che domenica pomeriggio salirà a Venezia con pochissime possibilità di muovere una classifica, che si sperava fosse migliore dopo due giornate, anche se la possibilità di una partenza ad handicap era da mettere in preventivo, complice un calendario non proprio benevolo, che alla quarta giornata prevede il match casalingo contro Trento, ma per sapere quanto sarà veramente “casalingo”, dovremo aspettare le decisioni di governo e regione, attese in settimana.

I PIU’ …….

Tyler Cain: Non sono tanti i pivot puri che, nella storia della Vuelle, si sono presi 12 tiri, e soprattutto non sono stati tanti i “centri di gravità permanente” quelli che fanno da perno per l’attacco, ma Cain è stato preso anche per questo, oltre che per le sue doti difensive, anche se qualcuno magari avrebbe preferito un pivot più atletico, qualità che il buon Tyler non aveva neanche a 20 anni.

Rimbalzi: Pesaro è rimasta in partita nel primo tempo, soprattutto grazie al buon numero di rimbalzi offensivi catturati, ed alla fine ne prende 37, con Cain (15) sugli scudi, ma con il contributo di tutti i compagni.

Falli commessi: Col passare del tempo, la difesa pesarese sta cercando di usare meno le mani e più le gambe, un esempio per tutti, la sola penalità commessa da Cain, sperando che comunque, non cali l’intensità messa nei 40 minuti.

…. E I MENO DELLA SFIDA CANTU’ – PESARO

Tiro da tre: 10 su 31, con Filloy, Zanotti e Massenat, sul banco dei colpevoli, ma nessuno è esente da colpe, soprattutto nella selezione delle conclusioni, spesso estemporanee e mal consigliate.

Matteo Tambone: Sappiamo che è stato preso per fare il gregario, compito che sembra tagliato su misura per le sue qualità, anche se ieri sera è sembrato in difficoltà, sia quando è stato chiamato a schierarsi da numero tre, sia quando gli è stato chiesto di fare la guardia, in 25 minuti, il suo tabellino si è sporcato troppo poco.

Falli subiti: Dopo due giornate, la Vuelle è penultima nella classifica dei falli subiti, ed è seconda nel numero di triple tentate, le due cose dovrebbero essere collegate.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Se non ci fossero gli otto anni precedenti, la situazione attuale della Vuelle, non sarebbe drammatica, dato che in fin dei conti, sono arrivate due sconfitte più che dignitose, dove Pesaro ha giocato ad armi pari contro Sassari, e non è riuscita ad espugnare un campo sempre complicato come quello di Cantù. 

Ma è innegabile che servirà un cambio di ritmo, altrimenti, quel po’ di entusiasmo che si era creato dopo la Super Coppa, rischia di scomparire velocemente, travolto da sua maestà “il risultato”, quello che alla fine fa sempre la differenza, nel bene e nel male.

Contro Cantù si è vista ancora una volta, una Carpegna Prosciutto double face, un bene, se si riusciranno a risolvere tutti problemi, un male, se questo sarà il leitmotiv per il resto della stagione.

La sensazione è che il pallino sia sempre in mano ai ragazzi di Repesa, più che agli avversari, e quando tutte le cose girano nel verso giusto, può arrivare un filotto di belle giocate, sia in attacco che in difesa, ma appena si sbatte in un angolo, subentra il nervosismo, si commettono errori evitabili, e si consente agli avversari di condurre il gioco, e, in un’annata dove tutte sono competitive, non è consigliabile.

Il pallino così torna in mano a coach Repesa, che ieri sera si è fatto espellere per doppio fallo tecnico, e che, dopo aver sbagliato la mossa Drell nel finale contro Sassari, contro Cantù, ha deciso di non metterlo più in campo, scelta anche condivisibile, meno magari quella di stravolgere il quintetto che aveva compiuto la rimonta, anche se la logica ti diceva che nel finale si dovevano rimettere Cain e Robinson, ma il doppio cambio, invece di portare benefici, ha creato solo tanta confusione, facendo calare quell’intensità difensiva, che aveva consentito alla Vuelle di piazzare il parziale che l’aveva portata fino al più sei.

Errori di gioventù, o almeno lo speriamo, anche se questa squadra non è giovanissima, e non lo è neanche il suo allenatore, ma la Carpegna Prosciutto è viva e vegeta e fasciare la testa prima di romperla, non serve a nessuno.

DAGLI ALTRI PARQUET

Solo tre vittorie le vittorie casalinghe, in un turno dove, oltre a Cantù, tengono il servizio Milano, che rifila 40 punti a Treviso, e Brindisi, che ne rifila 25 ad una Roma alla ricerca di un sostituto per Evans. Nelle cinque vittorie in trasferta, spiccano quelle ottenute da Trieste a Sassari, e da Varese in casa della Fortitudo, con il Banco che ha fallito la tripla della vittoria, mentre rientrano nella normalità i successi di Venezia, senza grossi problemi a Cremona, e della Virtus Bologna, che invece ha rischiato grosso a Brescia, in una seconda giornata che si era aperta sabato sera, con l’importante successo di Reggio Emilia a Trento.

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