Un libro alla settimana: Clamoroso, di Gianmarco Pozzecco

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6 ottobre 2020

Scansione 2PESARO – Qualche giorno fa, camminando sul San Bartolo, ho incontrato un amico che ha domandato: “Perché non scrivi più Un libro alla settimana?”. Più che una domanda era un rimprovero.
Lo ringrazio. E per dimostrargli gratitudine riprendo la rubrica che durante il confinamento era Un libro al giorno, poi è diventata, appunto, Un libro alla settimana.
Riprendo con un argomento che è da sempre nel mio cuore: la pallacanestro, uno dei miei sport preferiti.
A darmi l’occasione è l’uscita del libro autobiografico firmato da Gianmarco Pozzecco con Filippo Venturi.  Il titolo è Clamoroso, la mia vita da immarcabile. Sì, proprio così, perché non ci sono dubbi  che Pozzecco sia stato “clamoroso” da giocatore e continui a essere “clamoroso” da allenatore.
Letto, in due sole sere, è clamorosa anche la sua autobiografia.
Racconti di una passione unica, anzi di un amore infinito per il suo sport. Ripagata, sul campo, dall’affetto con cui il pubblico di tutti i palazzi dello sport salutò il suo addio al basket giocato. Pesaro non fu da meno, riservando al giocatore un applauso interminabile che continua a dedicargli anche da allenatore. Un giusto riconoscimento all’affetto che Gianmarco ha dimostrato sempre per la Vuelle e per i suoi tifosi.
C’è tanto Pesaro anche in Clamoroso, in vendita nelle librerie di tutta Italia. Non solo perché ad allenare la Vuelle è Jasmin Repeša, un coach con il quale il Poz ha avuto scontri “clamorosi”.  Ma con il quale è in rapporti splendidi, avendo avuto modo anche di lavorare con il figlio di Jasmin, Dino.
Scontri che Pozzecco racconta con grande sincerità. Ecco, uno dei tanti pregi di Pozzecco è la sincerità. Una rarità nel mondo dello sport, impregnato di falsità e ipocrisia.
Il libro racconta episodi noti e sconosciuti, ma rileggerli è stato fonte continua di risate, impossibili da trattenere.
Credeteci, ogni pagina è un episodio clamoroso, anche se non manca qualche momento di stanca quando il Poz si immerge nelle citazioni di filosofi… Vi anticipiamo solo un episodio, legato a quando provò a trovare uno spazio nella Nba.
Di quel periodo fa parte la grande leggenda della mia palla recuperata a Michael Jordan. Andò così: tramite la Nike ero riuscito a entrare in quel piccolo club che si allenava alla House Gym, la sua palestra, in cui lavorava Tim Grover, che era il suo personal trainer, nonché un po’ il suo guru. C’erano una trentina di giocatori che si allenavano, la maggior parte dei quali Nba. E che, dopo il work out, facevano una sorta di playground. Io ero uno di loro. A un certo punto arrivò anche lui, MJ in persona. Quando entrò vide ventisei giocatori che si scaldavano sul parquet. Venticinque grossi, di colore, più uno bianco smunto. Si mise a ridere chiedendo chi fosse quello sfigato. Prese parte all’allenamento. Stavamo giocando contro quando gli passarono una palla difficile. Si lanciò per salvarla. La ributtò all’indietro, a due mani, senza potere guardare chi ci fosse alle sua spalle. Caso ha voluto che io fossi lì. In pratica me la passò. Lo guardai e gli dissi: “Be’, Michael, pensavo fossi un po’ più forte”.
Clamoroso, Mondadori. 262 pagine, 18 euro.

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