Attacco da triple, difesa registrata e per la Vuelle è arrivata a Venezia la vittoria che mancava da gennaio

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12 ottobre 2020

PESARO – Vallo a raccontare ai tifosi pesaresi che il passato non conta, a tutti quelli che ieri pomeriggio erano davanti ai loro pc e alle loro smart Tv, pronti ad assistere all’ennesima sconfitta della loro Vuelle, quelli che “tanto adesso arriva la rimonta”, adesso facciamo qualche cazzata e ci facciamo fregare.

Così, aver chiuso il primo tempo avanti di tre, rientrava nella logica delle cose, tanto nel secondo tempo Venezia avrebbe aggiustato la mira e avrebbe preso il largo, poi arriva il terzo quarto, dove Pesaro segna 7 triple, chiudendolo con nove punti di vantaggio, ma anche nelle due precedenti partite di questo campionato, finite con due sconfitte, la Carpegna Prosciutto aveva iniziato l’ultimo periodo avanti, alimentando la convinzione che questa squadra finisse le energie, facendosi regolarmente rimontare e superare.

121348294_4473647442707055_4274110920570802863_oCosì, anche sul più 15, nessuno pensava di farcela, sul più 20, si guardava il cronometro e ci si chiedeva quando Venezia avrebbe iniziato la rimonta, rimonta che però non è mai arrivata, vuoi perché l’Umana non ha giocato la sua migliore partita, e questo è innegabile, vuoi perché dall’altra parte c’era una Vuelle intenzionata a vincere, a non lasciarsi rimontare, e a fare vedere, prima di tutto ai suoi tifosi, e in seconda battuta, a tutto il campionato, che quest’anno, la musica è cambiata in riva al Foglia.

E così, senza rendersene quasi conto, è arrivata la vittoria, quella che mancava dallo scorso gennaio, togliendo quello zero in classifica, che poteva diventare un problema, ed è arrivata in maniera roboante, su un campo comunque complicato come quello veneziano, con pieno merito, al termine di una partita dove tutti e 8 i giocatori scesi in campo hanno dato il loro contributo, in un match giocato tra l’altro senza Carlos Delfino, che di questa Vuelle è il capitano e l’anima, basta vedere come si sbracciava in panchina e i consigli che dava ai compagni durante i timeout.

E’ arrivata la vittoria, perché Pesaro ha segnato 13 delle 27 triple tentate, mentre Venezia solamente 7 su 28, alcune anche senza grossa opposizione, perché non abbiamo il prosciutto sugli occhi, e sappiamo riconoscere quando un’avversaria non gioca la sua migliore partita, ma se Stone, Daye, Chappell e Bramos hanno bucato il match, qualche merito alla difesa biancorossa si dovrà pur dare, difesa che ha scelto di chiudere l’area, di non concedere contropiedi facili e di rientrare in maniera ordinata, e per riuscirci Repesa ha dovuto ruotare i suoi uomini in maniera oculata, schierando quintetti che si adattavano a quelli avversari, dove quello che ha giocato meno è stato Drell, con i suoi 13 minuti, schierando nel quintetto iniziale Tambone al posto di Massenat, mossa magari da ripetere in futuro, perché ci sono giocatori che preferiscono entrare in corsa.

E se la difesa ha concesso solo 72 punti, l’attacco ne ha prodotti 90, con le 13 triple segnate che certamente hanno contribuito in maniera considerevole al bottino, ma quello che vorremmo evidenziare sono i 45 punti segnati dalla coppia Massenat-Filipovity, quella che già era stata messa sotto processo, anche giustamente magari, ma c’era già qualcuno che li aveva bocciati in maniera definitiva, non dando loro il tempo di adattarsi ad un campionato nuovo, senza evidenziare le cose positive che avevano comunque messo in mostra.

Massenat non è un tiratore puro, ma sa fare canestro in tante maniere, con un fisico che non teme i contatti, ed in difesa può marcare indifferentemente i play e le guardie avversarie, con qualche problema magari quando è chiamato a fare il regista, ma, nel complesso, ci troviamo di fronte ad un giocatore solido, che fa della continuità il suo punto di forza.

Discorso diverso magari per Filipovity, che in una Vuelle con un ala grande titolare “vera”, sarebbe quasi un lusso, mentre in questa versione deve adattarsi, soprattutto in difesa, dove fatica a contrastare giocatori più possenti, ma se ne facciamo una questione di atletismo, il ragazzo ungherese sa farsi rispettare, ha un tiro che può far male, e non è casuale, che nelle gare di triple svolte in allenamento, ne esca vincitore due volte su tre, ma la voce statistica a cui siamo più attenti è quella dei rimbalzi, dove gli manca solo un po’ d’esperienza e di furbizia, per essere veramente un fattore.

I PIU’……

Tiro da tre: Per vincere in questa pallacanestro, la percentuale dall’arco fa tutta la differenza del mondo, e quando segni 13 delle 27 triple tentate, il compito si fa sicuramente più agevole, in una Vuelle che non avrà tiratori puri nel suo roster, ma dove tutti, tranne Cain, possono dare il loro contributo.

Frantz Massenat: Partita di grande sostanza, in cui ha fatto vedere che è in grado anche di produrre punti, se serve, ma l’haitiano è un giocatore completo, capace di rendersi utile in ogni lato del campo, e di lasciare spazio ai compagni, quando serve.

Marko Filipovity: Se volevate un’ala grande capace di giocare anche da cinque, dovete cercare altrove, ma se volete un’ala moderna, atletica, con un bel tiro da fuori e in grado di correre in contropiede, l’ungherese potrebbe fare al caso vostro.

Ariel Filloy: In una serata dove Robinson non è stato decisivo, avere un play di riserva del valore dell’argentino è stato certamente un valore aggiunto per la Vuelle, con Filloy che ha condotto per mano la squadra, nel break decisivo, con la ciliegina sulla torta dei cinque punti consecutivi messi a segno, nel momento in cui Venezia provava l’ultima rimonta.

… E I MENO DELLA SFIDA VENEZIA – PESARO

Palle perse: 14 palloni gettati al vento, di cui 8 dal solo Robinson, che nel tentativo di velocizzare il gioco, ha buttato via qualche pallone di troppo, soprattutto in palleggio.

Simone Zanotti: Sul suo impegno poco da dire, con 7 rimbalzi catturati frutto del solito entusiasmo messo sul parquet, ma in difesa, la differenza tecnica tra lui e Cain è troppo evidente per non essere segnalata, con il buon Simone che si fa regolarmente battere negli uno contro uno spalle a canestro.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coach Repesa è un vecchio volpone, sa quando è ora di usare il bastone, ma sa anche quando è il caso di usare la carota, ed era forse l’unico a non essere preoccupato delle due sconfitte, arrivate contro due avversarie di sostanza, al termine di due match dove la sua Vuelle comunque non aveva mai sbragato, finendo le energie nell’ultimo quarto.

Energie che sono probabilmente mancate a Venezia ieri sera, reduce dalla sconfitta in Coppa, ma considerando che sono nove le squadre italiane impegnate in Europa, potrebbe ricapitare spesso di incontrare squadre scombussolate dai viaggi, e allora questa Carpegna Prosciutto dovrà sfruttare il vantaggio di giocare una sola volta a settimana, il vantaggio di potersi allenare e studiare il sistema di gioco altrui.

Il bastone, il coach croato, lo sta usando con i giocatori più emotivi, quelli che magari si lasciano prendere dallo sconforto, e rischiano di uscire dal match dopo qualche errore, vedi la gestione di Filipovity contro l’Umana, quando dopo due minuti non proprio perfetti, è stato richiamato in panchina, con tanto di “cazziatone”, rimprovero che ha prodotto i suoi frutti, visto che poi l’ungherese ha tirato fuori una prestazione super.

Non hanno bisogno invece di essere guidati i giocatori più esperti, che anzi fungono da allenatore in campo, vedi Ariel Filloy, l’Mvp occulto contro la Reyer, quello che ha guidato i compagni con autorità, prima con Robinson al fianco, e poi da solo, quando il folletto americano è andato a riposare in panchina.

L’argentino non è mai stato un tiratore puro, anche se il 4 su 17 da tre di questo inizio di stagione è sicuramente migliorabile, ma non si è mai tirato indietro quando il pallone scotta, non ha mai avuto paura di prendersi le sue responsabilità e gli oltre 4 assist distribuiti di media finora, sono un bel valore aggiunto per la Vuelle.

Vuelle che Repesa dovrà gestire al meglio questa settimana, perché una vittoria insperata ha il potere di esaltare un gruppo che invece deve continuare a lavorare sodo, a non farsi prendere dall’entusiasmo, con la consapevolezza però, di avere le stesse chanches delle altre squadre di questa serie A, di non essere stata invitata al ballo per rimanere a sedere in un angolo, ma per farsi trovare pronta a prendersi anche il “centro” del palcoscenico.

DAGLI ALTRI PARQUET

Sapete chi è l’unica squadra imbattuta dopo tre giornate? E’ facile, perché Milano è stata costruita per dominare in Italia, ed arrivare alle Final Four d’Eurolega, e l’ennesimo ventello rifilato all’avversaria di turno – stavolta è toccato a Trieste – sarà una costante anche per le prossime partite. Ma se l’Armani veleggia sicura, non si può dire altrettanto delle altre pretendenti al titolo, con la Virtus Bologna che perde in casa contro una Cremona trascinata da Peppe Poeta, in un sabato sera dove invece l’altra bolognese aveva superato senza problemi Trento, unica formazione rimasta ferma al palo dopo tre giornate.

Sassari passa senza affanni in casa di una Virtus Roma falcidiata dagli infortuni, e trova i primi due punti anche Brescia, che però non ha avuto vita facile a Treviso, stessi problemi avuti a Reggio Emilia da Brindisi, brava comunque a conquistare i due punti nel finale, in una terza giornata che si è chiusa con la bella vittoria ottenuta a Varese da Cantù.

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