Norme anti Covid-19, il Governo punisce sportivi ed esercenti perché incapace di colpire chi sbaglia

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14 ottobre 2020

PESARO – Una premessa è doverosa: personalmente, considero questo governo il migliore possibile, pure con la tara della presenza del PdR (Partito di Renzi), denominato Italia Viva, che voleva riaprire tutto dopo pochi giorni.
Penso che avere perso per strada Salvini sia stato un formidabile aiuto per affrontare una pandemia senza dovere fare i conti con chi al mattino avrebbe chiuso tutto e alla sera riaperto tutto.
I dati internazionali sulla pandemia collocano quella dell’Italia  fra le situazioni migliori. Basti vedere cosa sta succedendo in Francia, Gran Bretagna e soprattutto Olanda, dove a marzo ironizzavano sulle decisioni del governo italiano e oggi hanno il sistema sanitario al collasso, tanto che sono stati chiusi bar e ristoranti per un mese. Altrettanto ha fatto la Catalunya.

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Però, anche in Italia l’andamento dei contagi sta peggiorando di ora in ora. Le ultime notizie informano di 7.332 contagi in un solo giorno. Numeri da prima ondata del Coronavirus. Quindi è necessario fare sacrifici, tutti.
Dopo questa premessa, esprimiamo delusione per le ultime decisioni adottate dal Governo, che con l’ultimo DPCM di martedì 13 ha dimostrato di volere punire tutti essendo incapace di punire chi sbaglia. Non si riesce a capire perché a pagare deve essere chi pratica sport, perché i botteghini di un palazzo dello sport non possano aprire al pubblico in condizioni di sicurezza, quando assistiamo a scene che fotografano il disprezzo per la salute propria e degli altri.
Oggi, anche a Pesaro, tante persone, spesso gomito a gomito, talvolta con la mascherina sotto il naso, ma anche – per fortuna solo casi sporadici – sotto il mento hanno assistito al passaggio del Giro. Altrettanto all’arrivo della tappa a Rimini.
La Vuelle attende di sapere se potrà fare entrare mille spettatori alla partita di sabato sera con Trento, altrimenti dovrà aprire le porte del terzo impianto italiano a 200 persone.
Poi vai in giro e registri situazioni assai più pericolose. Ieri, alle ore 13, in Viale Trieste, calca alla partenza di un bus di linea. Solo un giovane osservava il distanziamento.
Quaranta minuti più tardi, alla fermata di Viale Fiume, decine e decine di studenti, almeno 1 su 4 con la mascherina abbassata o addirittura senza, insieme ad attendere l’arrivo dei bus. Assembramenti proibiti,  sulla carta, che abbiamo visto più volte. Assembramenti che gli esperti ritengono molto pericolosi perché così i giovani rischiano di portare il virus dentro casa.
Domanda: sono più pericolosi questi assembramenti o le partitelle fra amici? È più pericoloso riempire i bus o praticare calcetto o basket o volley, dichiarando ogni giocatore la propria identità?
E che dire della chiusura anticipata e indiscriminata dei locali? Perché punire tutti, anche chi rispetta le regole, anziché colpire, magari con decisioni drastiche, chi, pensando solo al proprio tornaconto, ignora ogni misura di sicurezza  e magari quando arriva la polizia prova a impietosire gli agenti, invitandoli a chiudere un occhio?
Sappiamo bene che dovremo convivere con il Covid-19, abbiamo il massimo rispetto per chi deve prendere decisioni difficili, ma ne avremo di più se le decisioni non fossero discriminatorie.

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