Il Covid-19 trasforma l’Italia in un arcipelago: l’1,94% dei posti occupati, una schiaffo all’uguaglianza e alla Vuelle

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16 ottobre 2020

Adriatic Arena (foto tratta da Fb dalla pagina del sindaco Ricci)

VitriFrigo Arena

PESARO – Meglio chiudere i palazzi dello sport, le palestre e gli stadi che riempire i reparti di terapia intensiva dei ospedali pubblici, trasformati, come già a febbraio, marzo e aprile, in “nosocomi Covid-19″.

Crediamo che nessuno lo dubiti, a parte i negazionisti che non meritano neppure un pensiero, neppure di avere mai a che fare con le conseguenze del Covid-19, come è accaduto a Boris Johnson, premier inglese che da quando è stato contagiato ha cambiato decisamente parere.
Voi direte: c’è anche Trump. Beh, il più grande egoista della storia che ha avuto la fortuna di mettere le chiappe sul w.c. della Casa Bianca, rappresentando il paese che pure aveva abiurato quando si trattò di andare a fare la guerra nel Vietnam, preferendo fare l’imboscato grazie ai solidi di papà, ha fatto più danni di tutti gli uragani messi insieme. L’auspicio è che il suo tempo stia finendo. Dovesse proseguire, gli americani avrebbero quello che meritano.
Dunque, siamo convinti che la maggior parte di noi, dovendo scegliere tra un palasport chiuso e una terapia intensiva occupata in ogni posto, scelga di sbarrare le porte del palazzo dello sport, o di una palestra, o di uno stadio.
Detto questo, ribadiamo quando scritto già: le scelte peggiori sono quelle che discriminano. E non c’è alcun dubbio che l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il DPCM  del 13 ottobre, sia discriminatorio. Come pure l’ignavia del governatore delle Marche, che non si è neppure premurato di analizzare i dati oggettivi, come abbiamo fatto noi, entrando nel sito di Legabasket e verificando l’andamento dei contagi.
Purtroppo, fra le tante conseguenze, il Coronavirus ha stravolto la geografia del nostro paese. Prima era una penisola con due grandi isole, da febbraio è un “arcipelago”: venti regioni, altrettante isole, dove ogni presidente si sente in diritto di fare quel che gli piace, alla faccia del governo centrale, che spesso e volentieri tace e acconsente. Oppure si volta dall’altra parte.
Non ci credete? Osservate il quadro dei palazzi dello sport italiani dove si gioca nella serie A di basket:
Bologna Fortitudo (Unipol Arena: 8.400 posti)
Bologna Virtus (Segafredo Arena: 8.970)
Brescia (Palaleonessa: 5.200)
Brindisi (PalaPentassuglia: 3.534)
Cantù (PalaBanco Desio: 6.700 posti)
Cremona (PalaRadi: 3.511 posti)
Milano (Mediolanum Forum: 12.331 posti
Pesaro (VitriFrigo Arena: 6.119 posti, ma con un potenziale di 10.323 posti)
Reggio Emilia (Unipol Arena: 8.400 posti)
Roma (Palazzo dello Sport: 11.500 posti)
Sassari (PalaSerradimigni: 5.000 posti)
Trento (BLM Group Arena: 4.000 posti)
Treviso (Palaverde: 5.344 posti)
Trieste (Allianz Dome: 6.943 posti)
Varese (Enerxenia Arena: 5.100 posti)
Venezia (Taliercio: 3.506)
E adesso valutate cosa accadrà fra sabato 17 e domenica 18 ottobre, quando sono in programma le seguenti partite valide per la quarta giornata del girone di andata:
Vanoli Cremona – Openjobmetis Varese: ammessi 525 spettatori (notizia dal sito web de La Provincia di Cremona), pari al 14,95 per 100 della capienza.
Banco di Sardegna Sassari – Lavoropiù Bologna: ammessi 700 spettatori, pari al 14 per 100.
Segafredo Bologna – Unahotels Reggio Emilia:  grazie al decreto del presidente della Regione Emilia Romagna, che ha autorizzato a occupare il 15 per 100 dei posti, sarebbero ammessi 1.346 spettatori, anche se le cronache bolognesi scrivono 1.400. È evidente che  il presidente Bonaccini consente anche l’arrotondamento.
Armani Exchange Milano – Virtus Roma: come già per la partita di Eurolega di venerdì sera con il Real Madrid, al Mediolanum Forum possono entrare  700 spettatori, che fa   il 5,68 per 100.
Acqua San Bernardo Cantù – Umana Venezia: ammessi 700 spettatori, con una percentuale del 10,44 per 100 della capienza del PalaBanco.
Happy Casa Brindisi – De’Longhi Treviso: nel momento in cui scriviamo, la società brindisina è in attesa di conoscere il numero degli spettatori che potrà fare entrare nel PalaPentassuglia. L’Happy Casa ha chiesto la deroga al 15 per 100, che se fosse rispettato significherebbe 530 spettatori. A Brindisi confidano nel presidente della Regione, Emiliano, per arrivare a 1.000, che equivarrebbe al 28,30 per 100.
Germani Brescia – Allianz Trieste: come per le altre partite in Lombardia, sono ammessi 700 spettatori, il 13,66 per 100 dei posti a disposizione.
Carpegna Prosciutto Pesaro – Dolomiti Energia Trento: 200 spettatori, che fanno l’1,94 per 100. La percentuale peggiore di tutta la serie A, pure in un territorio che, come scrivevamo giovedì, nell’articolo dal titolo Covid-19: quanto si rischia a un evento sportivo?, ha una situazione meno preoccupante rispetto ad altre quattordici realtà. Solo la provincia di Brindisi, la meno a rischio contagi di tutta la serie A, sta meglio della provincia di Pesaro e Urbino.
Pure ribadendo la convinzione iniziale – meglio chiudere i palazzi dello sport che riempire le terapie intensive – in tutto questo c’è qualcosa che ci sfugge. A maggiore ragione dopo avere visto, stamattina, un gruppo di studenti, forse con professoressa, in giro  in gruppo, molti senza la mascherina.
Non si può non essere d’accordo con la Victoria Libertas, che, come potrete leggere in altri articolo, ha anticipato, stamattina, di essere pronta a trasferirsi a Rimini.

 

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