Covid-19, il basket sempre più in difficoltà. Timori per una serrata di tutti gli sport meno il calcio

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17 ottobre 2020

Kyle Hynes al tiro contro il Real Madrid in un Forum vuoto (dalla pagina Facebook dell’Olimpia Milano)

Kyle Hynes al tiro contro il Real Madrid in un Forum vuoto (dalla pagina Facebook dell’Olimpia Milano)

PESARO – Nell’Italia che, causa la pandemia che ha cambiato le nostre vite e in troppi casi le ha tolte, abbiamo scritto ieri che quella che era una penisola con l’appendice di due grandi isole è stata trasformata in arcipelago, dove ogni regione – le isole artificiali – prende decisioni opposte e contrarie alle altre, anche alle vicine di casa. Decisioni che si inseguono, talvolta preceduta da voci che sembrano terroristiche e poi si dimostrano veritiere.

Ieri abbiamo fatto il punto sulla situazione pubblico nelle partite della serie A di basket e della A2 girone Est della pallavolo femminile.
Neppure il tempo di andare a dormire che le nostre certezze, peraltro mutuate dagli organi ufficiali delle società interessate, sono state spazzate via.
Raccontando l’ingiustizia perpetrata ai danni della Carpegna Prosciutto Pesaro, impossibilitata a occupare un solo posto in più dell’1,94 per 100 della disponibilità della Vitrifrigo Arena per l’incontro di stasera con Trento, abbiamo confrontato la situazione in casa Vuelle con quella delle altre società. Pensate che la Happy Casa Brindisi, che confidava di fare entrare 1.000 persone, se non di più, avrà soltanto 200 spettatori in virtù, o per colpa, dell’ordinanza della Regione Puglia, che non ha autorizzato l’estensione del numero previsto dal DPCM del 13 ottobre.
In nottata, una nuova ordinanza della Regione Lombardia ha azzerata la possibilità di avere 700 spettatori: solo 200. Così, Milano, che ha un palazzo dello sport da 12.331 posti, avrà una percentuale di riempimento dell’1,62 per 100.
S’annunciano giorni difficili per gli sport che non sono il calcio. Gian Luca Pasini, giornalista della Gazzetta dello Sport che cura il seguitissimo blog Dal 15 al 25 dedicato alla pallavolo, ha scritto oggi: “Sempre più forti le voci che parlano di una chiusura dello sport (extra calcio) a partire dalla prossima settimana per cercare di contenere l’ondata di nuovi contagi”.
Ribadiamo un concetto espresso ieri: meglio chiudere stadi e palazzi dello sport che riempire le terapie intensive di pazienti contagiati dal Coronavirus, ma – dovesse essere vera l’ipotesi avanzata da Pasini – si confermerebbe la nostra convinzione su un governo che non ama lo sport, praticato (che poi è lo sport vero) ma anche guardato, a meno che non sia il calcio. Non a caso siamo il paese dove tutti capiscono di calcio e si sentono commissari tecnici, ma praticano soprattutto lo sport del divano.
Non resta che attendere, ma i segnali sono davvero preoccupanti, purtroppo, perché il governo, incapace di colpire chi sbaglia, finisce per punire tutti.
Domanda: a palazzo Chigi hanno visto la cronometro di oggi del Giro d’Italia? Folla a bordo strada, con tanta gente senza mascherina, oppure con la mascherina calata sotto il naso, addirittura sotto il mento. Quanti gli interventi delle forze dell’ordine? Accade puntualmente anche nei centri commerciali e in molti negozi, come ha raccontato brillantemente, ieri, Davide Eusebi in un articolo del Resto del Carlino.
Noi possiamo aggiungere solo un’ulteriore testimonianza alle nostre denunce quotidiane: stamattina, Tra i Due Porti, gruppi di ragazzi uno attaccato all’altro, quasi tutti senza mascherina. Quando è arrivata un’automobile della polizia, le mascherine sono spuntate come per miracolo, ma quando gli agenti si sono allontanati, le mascherine sono sparite subito. Perché questo siamo noi italiani, incapaci di rispettare le norme.
Però il governo punisce tutti, in particolare lo sport.

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