Il DPCM chiude anche la piscina di Via Togliatti. La rabbia degli utenti: “Nessuno rispetta le regole come voi”

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26 ottobre 2020

PISCINA VIA TOGLIATTIPESARO – “In ottemperanza al DPCM del 24 ottobre 2020 e presumibilmente fino al 24 novembre o al sopraggiungere di nuove disposizioni del Governo, il Centro Federale A. Facchini di Pesaro resterà chiuso al pubblico per qualsiasi attività“.
Lo comunica la Federazione Italiana Pentathlon Moderno che di conseguenza ha chiuso la piscina di Via Togliatti.
Avevo messo già la sveglia, puntata alle ore 7 di lunedì. Alle 8 dovevo raggiungere Via Togliatti perché alle ore 8,15 mi attendeva il primo appuntamento con la piscina. Una prenotazione fatta venerdì mattina, con l’intenzione di abbonarmi a 20 ore, al costo di 170 euro, convinto dalle modalità anticipatemi dalla segreteria del centro gestito dalla Federazione Italiana Pentathlon Moderno. E il mio medico mi aveva rilasciato il certificato di idoneità. Intanto, sia la prima volta, giovedì, quando mi ero recato a chiedere informazioni sulla struttura, sia venerdì, quando appunto avevo prenotato, mi ero reso conto dell’attenzione dedicata ai fruitori della piscina. All’entrata, un percorso guidato, con la misurazione della temperatura e la sanificazione personale. Quindi la spiegazione delle modalità d’uso: “Avrà un posto numerato sulla panca dove sedersi, un armadietto dove mettere la sua roba, con tanto di chiave. Porterà l’accappatoio, le ciabatte sanificate da utilizzare solo in piscina, metterà la cuffia e farà la doccia prima di entrare in acqua. Si presenti un quarto d’ora prima dell’inizio del tempo a sua disposizione“. L’uscita dalla parte opposta all’entrata. Una sicurezza in più.
In tempi in cui tutti dichiarano, a parole, che rispettano le regole, ma poi t’accolgono con la mascherina sotto il naso, se non sotto il mento, il comportamento degli addetti del centro “A. Facchini” mi aveva convinto, tanto che, lunedì mattina, finita la prima ora, avrei fatto l’abbonamento per altre diciannove.
Sono in buona compagnia nell’apprezzare chi si occupa della piscina di Via Togliatti. Basta leggere i commenti.
Scrive Maria Letizia: “Nooo, ma non è possibile!!! Uno dei luoghi più sicuri !!! Tra l’altro siete sempre stati bravissimi e molto attenti nel far rispettare le regole !!! Non ho parole!!! È vergognoso!!!“.
Il dispiacere di Giorgia: “Che peccato. Speriamo finisca presto questa situazione“.
L’augurio di Stefania: “Mi dispiace tantissimo! Speriamo di poterci rivedere presto!“.
La protesta di Andrea: “E’ una VERGOGNA! Il vostro modo di gestire il distanziamento e l’igiene è stato ESEMPLARE; era più facile prendere il virus al polo sud che alla Facchini“.
Ale Raffy non ha dubbi: “Siete stati impeccabili nel seguire le linee guida, uno dei posti più sicuri e controllati, speriamo di ritornare al più presto“.
La delusione di Marta: “Un vero peccato! Siete così precisi…“.
Commenti che rafforzano una nostra convinzione: si punisce chiunque, a prescindere, non conta come ci si è comportati, come si lavora. Sei di questa categoria e noi ti chiudiamo. Un’ingiustizia, perché mette tutti alla pari, chi ha rispettato le norme e chi ha pensato esclusivamente al meglio un uovo oggi che la gallina domani, cercando di guadagnare il più possibile, disinteressandosi del rispetto delle regole. Basta pensare alle cronache della scorsa estate su quanto accadeva in zona mare, nei bar come negli stabilimenti balneari.
Alla riapertura dopo il confinamento di primavera, abbiamo visto comportamenti indecenti. Diverse famiglie allo stesso tavolo di un locale, tante persone, adulti e minori senza rispettare alcun distanziamento. E che dire di quanto accade nei centri commerciali, dove si fanno gli annunci per invitare a rispettare le norme, ma non  i controlli.
Sabato, al Centro Miralfiore, i distanziamenti all’interno dell’Ipercoop erano inesistenti. Numerosi i clienti, soprattutto quelli di una certa età, con le mascherine calate sotto il naso.
E che dire del Rossini Center. All’entrata lato fiume, una guardia, seduta, controlla gli accessi, ma all’interno dei negozi non solo clienti, ma anche dipendenti con la mascherina sotto il naso.
Però, lunedì mattina, questi centri aprono regolarmente, mentre la piscina di Via Togliatti deve rimanere chiusa. In Italia funziona così. Ma è un’ingiustizia.

 

Un commento to “Il DPCM chiude anche la piscina di Via Togliatti. La rabbia degli utenti: “Nessuno rispetta le regole come voi””

  1. Simone scrive:

    In Italia mancano i controlli, chi rispetta le regole, viene punito anche per quello che non le rispetta. Sennò era troppo difficile! Chi è a norma va aventi, chi non è a norma, si adegue per cercare di stare al passo con le regole.

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