Vuelle, vittoria meritata e migliora l’identità difensiva

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26 ottobre 2020

122666788_4535440776527721_1001676667475501864_oPESARO – Non è mai semplice stabilire, dopo una vittoria con ampio margine, dove iniziano i demeriti della squadra che perde, e quanti sono i meriti della squadra vincente, e per analizzare la vittoria di ieri pomeriggio della Vuelle a Roma, è doveroso considerare tutte le varie sfaccettature.

Iniziamo da una cosa appurata, Pesaro ha meritato la vittoria, perché è sempre stata avanti, anche con 20 punti di margine, dando sempre l’impressione di controllare il match, anche quando gli avversari erano tornati a meno cinque, anzi, proprio in quel momento, i ragazzi di Repesa hanno tirato fuori gli attributi, riportandosi subito ad un rassicurante più 15, chiudendo di fatto il discorso sulla vittoria.

Ma, sulla bilancia, si deve sempre mettere il peso dell’avversario, ovvero il suo valore oggettivo, ed in questo momento, Roma è una delle formazioni più “leggere” da affrontare, con un roster privo di un americano, ed alle prese con problemi di stipendi, che non portano serenità ad un gruppo, che, dopo la sorprendente vittoria ottenuta contro la Fortitudo alla prima giornata, nelle successive quattro, ha rimediato quattro ventelli.

Poi magari, la Virtus risolverà i suoi problemi, e tra un mese sarà più competitiva, e la vittoria della Vuelle aumenterà di valore, ma, per adesso, questi due punti, sono da valutare con la giusta attenzione, anche se sono molto importanti, perché tolgono Pesaro dall’ultimo posto e perché, se non fossero arrivati, sarebbe stato il primo vero passo falso stagionale, contro un’avversaria che potrebbe rimanere nei quartieri bassi della classifica, fino alle ultime giornate.

Ma la partita di Roma non è stata esente da pecche, e ha messo in mostra pregi e difetti di una Vuelle che, dopo cinque partite, sta assumendo una sua fisionomia ben precisa, magari non ancora definita, ma un piccolo bilancio, già si può fare con gli elementi a nostra disposizione.

E’ evidente che coach Repesa abbia dato un’identità difensiva alla sua squadra, che in cinque partite ha subito 77 punti di media, usando poco la zona, affidandosi ad una difesa individuale, che ha in Cain il suo perno, ma dove tutti danno il loro contributo, pur con delle carenze tecniche e fisiche che ci porteremo dietro fino a maggio, perché anche in primavera, Robinson sarà alto 173 cm, e anche con i ciliegi in fiore, Zanotti continuerà a perdersi con regolarità il suo uomo, ma per il resto, le cose sembrano funzionare, grazie al contributo sostanzioso di Massenat e Tambone, all’esperienza del duo argentino e alla fisicità di Filipovity.

Poi, non è casuale, che le due vittorie siano arrivate nelle serate in cui il tiro da tre è entrato con buone percentuali, caratteristica che accomuna parecchie squadre di questa serie A, ma che assume maggiore valore in casa Carpegna Prosciutto, dato che Pesaro è una delle squadre più deboli sotto canestro, con il povero Cain che ad ogni giornata, assomiglia sempre di più ad un Don Chisciotte, lasciato da solo a combattere contro i mulini a vento, compito che finora ha comunque svolto in maniera egregia.

A Roma comunque, la Vuelle ha sfruttato il suo tiro da tre, senza abusarne troppo, merito anche di qualche maggiore giocata in contropiede, arrivate grazie ad una difesa brava a recuperare i palloni vaganti e a controllare la lotta a rimbalzo, due elementi fondamentali per evitare di affrontare la difesa schierata, situazione che spesso si cerca di risolvere con il tiro da tre, non sempre costruito in maniera esemplare.

Un’altra cosa positiva da sottolineare, arrivati ad un sesto del cammino, è che in questa Vuelle, a turno, tutti possono ergersi a protagonista, da Filloy a Filiovity, da Massenat a Delfino, da Robinson a Tambone, con il solito Cain, che magari non sarà spettacolare, ma che protagonista lo è quasi ad ogni azione.

Dopo cinque giornate, la Carpegna Prosciutto ha segnato 388 punti, e subiti altrettanti, statistica particolare, ma già abbastanza significativa, perché superare quota 77 punti segnati, non sarà sempre possibile per la Vuelle, e allora si dovrà continuare a non subirne più di 77, per sperare di non dover più tornare all’ultimo posto della classifica.

I PIU’…..

Frantz Massenat: Nelle due vittorie stagionali, ha segnato 22 e 17 punti, nelle tre sconfitte, 30 punti complessivi, perché in questa Vuelle, ci sarà sempre bisogno dei suoi punti, e a Roma, li ha segnati nel momento decisivo.

Tyler Cain: Difficilmente quest’anno li vedremo giocare insieme, sia perché Roma potrebbe risolvere i suoi problemi economici, sia perché Pesaro, di soldi da spendere non ne ha, ma il duello con Hunt, lo ha stravinto il buon Tyler, che ha chiuso con 16 punti e 10 rimbalzi, contro i 6 punti e 0 rimbalzi del pivot romano.

Rimbalzi: Roma non è la squadra più fisica del campionato, e Pesaro ne approfitta per vincere la lotta a rimbalzo (38-30), dove oltre al solito Cain, hanno dato il loro contributo anche Delfino, Robinson e Filipovity.

…. E I MENO DELLA SFIDA ROMA – PESARO

Assist: Solo 10 assist su 30 canestri segnati, per una Vuelle che non sempre ha fatto girare la palla in maniera produttiva, affidandosi maggiormente alle giocate individuali.

Tiri liberi: 13 su 22, sotto accusa soprattutto il 3 su 6 di Robinson, e gli errori di Filipovity e di uno specialista come Filloy.

Matteo Tambone: Non sarà un realizzatore puro, ma stavolta ha sbagliato troppi tiri “semplici”, quelli che di solito segna, senza che te ne accorgi.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Nella consueta analisi post partita, Repesa ha usato come sempre il bastone e la carota, elogiando la squadra per la bella prestazione, ma non mancando di sottolineare le manchevolezze dei suoi giocatori, e il coach croato non è uno di quelli che ci passa sopra, ma fa nomi e cognomi di coloro che, secondo lui, potevano fare qualcosina di più, cominciando dal buon Beniamino Basso, che in questa versione della Vuelle, potrebbe conquistarsi il suo spazio, quei 7-8 minuti sul parquet, per dare respiro a Tyler Cain, ma per riuscirci, dovrà togliersi la “scimmia dalle spalle”, come dicono dall’altra parte dell’Atlantico, dovrà sfruttare il suo fisico, senza preoccuparsi di chi ci sia dall’altra parte, altrimenti non diventerà mai un giocatore da serie A.

Repesa ha rivolto una frecciatina anche ai suoi argentini, ricordandogli che sono i giocatori più esperti del gruppo, e non possono permettersi di mancare di lucidità, ed ha avuto una parolina anche per Filipovity, abbastanza abulico nel primo tempo, per poi tornare ad usare la carota, rimarcando l’importanza dei due punti conquistati con pieno merito, e spostando l’attenzione al match di domenica prossima, quando in una Vitrifrigo deserta, arriverà la Vanoli Cremona.

La vittoria di Roma insomma, non deve fare abbassare la guardia, ad un gruppo comunque consapevole dei propri limiti, che sa di dover affrontare ogni partita con il giusto spirito, cercando di limitare i momenti negativi, quei break che anche ieri la Carpegna Prosciutto ha incassato per un paio di volte, rischiando di compromettere tutto quello di buono fatto in precedenza, e se contro Roma te lo potevi permettere, contro Cremona e Varese, ti costerebbe molto più caro.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano continua la sua marcia da imbattuta, anche se la Fortitudo ha provato a rendergli la vita difficile, ad inseguire l’Armani sono rimaste Venezia, che si aggiudica la spettacolare sfida contro Sassari, e Brindisi, che si conferma squadra ambiziosa, vincendo in extremis a Trieste, risalgono anche la Virtus Bologna, vittoriosa a Varese, e Trento, che solo all’overtime riesce a superare Cremona, mentre la sorpresa arriva da Reggio Emilia, che sale a quota 6, dopo la bella vittoria contro Brescia, in una quinta giornata, in cui non si è potuto giocare il match tra Treviso e Cantù, per i casi di positività in casa Acqua San Bernardo.

 

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