Vuelle, domenica sera con Varese per sognare il tris

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6 novembre 2020

Vuelle Carpegna ProsciuttoPESARO – I numeri, per ora, sorridono alla Vuelle, che da nove anni, non si trovava nel lato nobile della classifica dopo sei giornate, numeri che raccontano anche che Pesaro ha tra le proprie fila, il miglior rimbalzista del campionato, ma questo era accaduto anche in tempi più recenti, con Anosike, Austin Daye, Jarrod Jones e Mockevicius, quattro lunghi però, dalle caratteristiche diametralmente opposte a quelle di Tyler Cain, che è un centro vero, uno vecchio stile, che fa del gioco spalle a canestro il suo marchio di fabbrica, con quei semi ganci, che ti chiedi perché non vadano sempre dentro la retina.

Ma è in difesa che Cain fa veramente le differenza, non solo nella marcatura individuale, dove magari, se la palla arriva mezzo metro sopra il ferro, ci può fare poco, e il suo avversario può schiacciare agevolmente, ma su tutto il resto, sulla chiusura del pick and roll, sullo “show” difensivo, che lo porta a disturbare il play avversario sulla linea dei tre punti, per poi ritornare velocemente a presidiare l’area, movimento ad esempio, che Zanotti non ha nel suo bagaglio tecnico, e ci si accorge subito della differenza.

I rimbalzi poi si possono prendere in tanti modi differenti, sfruttando l’atletismo, o sfruttando il senso del gioco e della posizione, due qualità che Cain possiede, e gli permettono, specialmente in fase difensiva, di arrivare mezzo secondo prima degli altri, di fare il tagliafuori – altro marchio di fabbrica – e di servire subito un compagno per il contropiede, mentre in attacco, accusa più difficoltà, perché lì servirebbe maggior atletismo, ma qualche tap-in arriva dai suoi polpastrelli.

Ma un pivot moderno, deve saper leggere anche le varie situazioni tattiche, e anche qui, il nostro Cain, fa il suo dovere, riaprendo il gioco per i suoi compagni appostati sul perimetro, spesso anche ribaltando il pallone sul lato debole, e le due triple di Delfino nel supplementare contro Cremona, sono scaturite proprio da queste situazioni.

Ma, nonostante la presenza di Cain, il reparto lunghi rimane il punto debole di questa Carpegna Prosciutto, situazione ribadita ancora una volta da coach Repesa, con quella frase “non mi stanno a sentire”, pronunciata domenica sera, rivolta ad una società conscia del problema, ma che non se la sente di fare il passo più lungo della gamba, anche se magari in giro, c’è chi lo sta facendo, e che aspetta buone notizie, da un governo alle prese con tanti problemi da risolvere, e che non ha nello sport una delle sue priorità.

Domenica sera, alla Vitrifrigo Arena si presenterà Varese, altra squadra appartenente alla stessa fascia della Vuelle, fascia che sembra allargarsi ad ogni giornata, sia dall’alto, che dal basso di una classifica ancora molto ballerina, condizionata dai rinvii, e da una generale mediocrità del nostro campionato, termine che però stavolta non assume un valore negativo, ma sottolinea l’estremo equilibrio che lo contraddistingue. 

L’Open Job Metis ha trascorso una settimana travagliata, ma proprio per questo, è una squadra da temere e non sottovalutare, con un paio di americani sotto osservazione, e Ruzzier che non sta convincendo il suo staff, guidato da quel Massimo Bulleri, subentrato a Caja durante la pre-season, si dice per volontà di Luis Scola, Mvp indiscusso di questo primo quinto di campionato, con i suoi 24 punti di media.

E tornando a parlare di numeri, non era mai successo, negli ultimi dieci anni, che la Vuelle non avesse nessun giocatore tra i primi dieci realizzatori del campionato – attualmente il migliore è Massenat, 17esimo – statistica non necessariamente negativa, che rimarca come questa Carpegna Prosciutto sia una squadra, nel vero senso del termine, non troppo dipendente dalle lune di un singolo giocatore, ma dipendente invece da tutto il resto, dalla voglia di dare tutti il massimo, e di non far calare mai l’intensità, soprattutto in fase difensiva, il rovescio della medaglia è che potrebbe mancare il salvatore della patria, ma un compito di un allenatore, è anche quello di tirare fuori il meglio dal materiale a sua disposizione.

LA PARTITA DELLA SETTIMANA

CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO (3 VINTE – 3 PERSE) – OPEN JOB METIS VARESE (2 VINTE – 4 PERSE)

DOMENICA 8 NOVEMBRE – ORE 20.45 – VITRIFRIGO ARENA DI PESARO

Diretta su Raisport e su Eurosport Player

L’AVVERSARIA DELLA SETTIMANA

Qualche assenza importante per coach Bulleri, che non potrà contare su Niccolò De Vico e solo all’ultimo saprà se sarà utilizzabile capitan Ferrero, alle prese con un problema al piede, sul fronte stranieri, Jalen Jones non è stato tesserato in tempo, e allora andrà a referto ancora lo svedese Denzel Andersson, ala che non ha convinto finora, anche se sembra che possa rimanere a disposizione per il futuro, come è sul banco degli imputati anche la guardia Tony Douglas, poco produttivo rispetto alle attese, chi non sta tradendo è naturalmente Luis Scola, 40enne gagliardo come pochi altri, che non sembra accusare l’età, rimanendo in campo per 30 minuti di media, con una percentuale del 50% dall’arco.

Ma Varese non è solo Scola, con una coppia di playmaker complementare, come quella composta da Michele Ruzzier e Giovanni De Nicolao, anche se il primo rischia di essere scavalcato dal secondo nelle gerarchie del suo coach, che invece sta avendo tanto da Arturs Strautins, eccellente tiratore, così come non è da sottovalutare il rendimento del centro Anthony Morse, in una Open Job Metis, che fa uscire dalla panchina, un giocatore importante come il lettone Ingus Jakovics e che verrà a Pesaro intenzionata a portare via i due punti.

IL DUELLO CHIAVE: 

Justin Robinson vs Michele Ruzzier: Due playmaker che non stanno vivendo un momento felice, con il pesarese che sta faticando a produrre sia punti che gioco, ed il varesino che “rischia” di perdere il posto in quintetto, e scalare indietro nelle gerarchie del suo coach, Robinson dovrà curare l’aspetto difensivo, evitando le penetrazioni ed il gioco in velocità dell’avversario.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Si va avanti a braccio, con partite rimandate causa Covid-19, e turni infrasettimanali di Coppe, che difficilmente si completano, e allora, la proposta di Ettore Messina, potrebbe essere meno peregrina di quello che sembra.

Il coach di Milano infatti, ha proposto di sospendere le Coppe fino al prossimo marzo, dando più spazio ai rispettivi campionati nazionali, che senza le coppe, potrebbero proporre turni infrasettimanali per velocizzare il tutto, finendo la regular season a febbraio, e disputando i playoff a marzo, a quel punto, le Coppe riaprirebbero i battenti, con un tour de force fino a maggio-giugno, magari disputando le fasi finali in una bolla stile Nba.

 

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