La morte di Nestore Morosini, un grande giornalista con una passione infinita per Fano, Pesaro e lo sport

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18 novembre 2020

PESARO – Oggi è uno di quei giorni in cui ti senti più piccolo, più povero, meno sicuro, più timoroso, e devi frugare nella memoria alla ricerca di un ricordo che ti sia di conforto. Che è ciò che ti serve nell’apprendere che è morto Nestore Morosini. Agenzie e siti web dei quotidiani ne danno notizia. La conferma ti piomba davanti al mare, sul molo di levante del porto, da un collega che con Nestore ha condiviso la passione per il mondo dei motori, che non era solo la Formula 1, ma anche le auto di serie. Il sole che illumina la giornata sembra finire in un eclissi quando Enzo mi saluta e chiede: “Hai saputo di Nestore?“.
Nestore aveva 83 anni, compiuti da poco. Era nato a Fano, da padre fanese e mamma pesarese. Quindi era anche cittadino pesarese, ma era milanese d’adozione e giornalista del mondo. Non solo un giornalista sportivo. Era così giornalista che, come racconta Bianca Carretto, altra firma delle pagine dedicate ai motori dal Corriere della Sera, “nel 1972, dopo il massacro terroristico, si fece dare una tuta da un giocatore di basket ed entrò nel villaggio per fare la cronaca, in diretta“. Il villaggio olimpico di Monaco di Baviera, dove un gruppo di palestinesi fece una strage di atleti israeliani.
Raccontando l’episodio, Bianca Carretto ha sfiorato un’altra grande passione di Nestore. Oltre che dell’Inter e della Ferrari, era innamorato della pallacanestro, soprattutto  della Victoria Libertas.
Vivendo a Milano, nella redazione di un giornale legato all’Olimpia, era in perenne guerra con i colleghi lombardi. Potete immaginare la sua gioia negli anni degli scudetti vinti contro Milano e Varese, la sua rabbia per la monetina che privò la Vuelle di uno scudetto quasi certo.

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Le domeniche pomeriggio incollato al telefono seguendo le radiocronache della VL Scavolini
Ogni volta che la Scavolini giocava in Lombardia, se non era in giro per il mondo al seguito della Ferrari, Nestore ci raggiungeva prima al ristorante, poi al palazzo dello sport. Ed erano ore da ricordare, racconti di vita e lezioni di giornalismo.
Sai come trascorro la domenica pomeriggio in redazione? Quando s’avvicinano le ore 17,15 (allora si giocava alle 17,30; ndr), entro in fibrillazione e invito i colleghi a non rompere perché sono impegnatissimo con un articolo. Chiamo mia sorella Alessandra, a Pesaro, che è già sintonizzata sulle frequenze di Radio Città e ascolto la cronaca della Vuelle“.
Una passione infinita, una competenza unica, un rapporto indissolubile con Fano, dove tornava in vacanza, e con Pesaro.
Nel 2013 ricevette la Spilla d’oro del Circolo della Stampa di Pesaro
Nel 2013 il Circolo della Stampa presieduto da Elio Giuliani gli aveva assegnato la Spilla d’oro, in memoria del giornalista Paolo Albini Riccioli. Il premio gli era stato consegnato dalla signora Vittoria Albini Riccioli. In quell’occasione, Nestore aveva confermato che “La mia grande passione è la Victoria Libertas, più Victoria che Libertas, perché sono ancora legato al ricordo di Agide Fava…“.
Quando arrivò a Campanara in elicottero portando con sé i due piloti della Ferrari
Un rapporto che – come ricorda Elio Giuliani – nel marzo 1988 lo aveva trascinato a un grande gesto. Campanara ospitava allora un Super Motor Show. Nestore arrivò in elicottero portando con sé i due piloti della Ferrari, Michele Alboreto e Gerhard Berger. Immaginate la sorpresa dei presenti, l’emozione degli organizzatori.
A Fano, dove abita il fratello Giancarlo, Nestore era tornato poco tempo fa, prima che il Coronavirus lo obbligasse al ricovero nell’ospedale Sacco.
Amici raccontano che stava meglio, tanto da ipotizzare un trasferimento dal reparto intensivo a uno meno  intensivo. Però è sopraggiunta una setticemia che lo ha ucciso.
Il ricordo di Leandro Castellani
Fano ha appreso con grande dolore la notizia della scomparsa di Nestore. Il regista Leandro castellani gli ha dedicato un ricordo.
Giorni tristi, quando le notizie e i pensieri che ci scambiamo tramite Facebook sono troppo frequentemente occupati dalla perdita di persone care. Nestore aveva frequentato da ragazzo il mio stesso Collegio, il glorioso Sant’Arcangelo. Allora ci eravamo incrociati più volte nei corridoi o in cortile ma da adulti non ci eravamo più incontrati. Un anno fa, o poco più, il comune amico Sergio Schiaroli ci aveva invitato entrambi a riannodare il filo della memoria e per qualche tempo ci eravamo scambiati ricordi e opinioni sul social sempre ripromettendoci di farlo, prima o poi, anche di persona. Ma ciò non è avvenuto. Con lui perdo un caro amico virtuale e Fano perde un intelligente, un professionista di rango, un uomo di aperta e solida cultura, un grande giornalista sportivo“.
Ciao Nestore, che la terra ti sia lieve.

 

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