Un libro alla settimana: Lucky Luciano

di 

20 novembre 2020

9788879531276_0_200_294_75PESARO – Oggi raccontiamo la storia di un libro che dovrebbe essere in casa di ogni vero sportivo, di un libro che ha avute pochissime recensioni, pochi titoli e, a quanto ci risulta nel momento in cui ne scriviamo, nessuna presentazione in tv. Tutto il contrario di quanto accade per certi libri che invece hanno una passerella continua. Provate a guardare le trasmissioni che si occupano di libri e vi accorgerete che la maggior parte dei volumi recensiti sono di politici o di altri giornalisti. Per la serie oggi a me, domani a te.
Eppure Lucky Luciano è un libro che dovrebbe interessare anche quei tifosi che ritengono false le notizie pubblicate solo perché mettono in cattiva luce la squadra del cuore.
Leggerle servirebbe a farsi un’idea di cosa accadeva nei campi di calcio, ma anche negli spogliatoi o nel retrobottega quando il “signore del calcio” era lui, Luciano Moggi, detto Lucky, perché si è sempre ritenuto fortunato.
Uno straordinario conoscitore di calcio e di calciatori, nessun dubbio, reso immortale dalle ospitate o al Processo di Biscardi, dalle telefonate in diretta, da mille e più episodi che l’hanno coinvolto, nel bene e nel male.
Vi chiederete, perché proporre questo libro proprio oggi, a distanza di anni dalla pubblicazione?
Perché è meglio non dimenticare queste storie. E perché il Calcio, non conosce limiti e ha la spudoratezza di chiedere il contributo del governo per sanare una situazione gravissima provocata dal Covid-19.
Ora, se il governo pensasse ai lavoratori del calcio, come ai lavoratori di altri settori in difficoltà, niente s’avrebbe da dire. Ma salvare un’attività che ha perso il lume della ragione, pagando stipendi spropositati a calciatori e ai loro agenti, ci sembra un’offesa alla gente normale che non arriva a fine mese e stenta a metter in tavola un paso al giorno.
Il calcio non impara mai, neppure dai propri errori, che nel caso di Luciano Moggi non sarebbero poi solo errori, come è scritto in questo libro e leggendo alcune sentenze della magistratura ordinaria e di quella sportiva,
Un libro firmato Ala Sinistra e Mezzala Destra ed edito da Kaos Edizioni, da sempre attenta al  malcostume, al marciume che segna la nostra vita quotidiana.
Se cercate informazioni sul libro nel sito web della casa editrice potete leggere:
Lucky Luciano, Intrighi, maneggi e scandali del padrone del calcio Luciano Moggi.   Questo libro – la prima biografia del padrone del calcio Luciano Moggi – è stato censurato col silenzio, per anni, da giornali e tv. Terza edizione, aggiornata con lo scandalo delle intercettazioni.
È il racconto dell’incredibile carriera di Luciano Moggi, da ferroviere nullatenente a padrone miliardario del Calcio italiano, è scritto nell’ultima di copertina.
Luciano Moggi e un libro sono come il diavolo e l’acqua santa. Perché allora questa biografia? Perché Moggi è il padrone del calcio italiano (attenzione, la prima edizione è del 1998, quando era ancora il Signore che controllava il pallone tricolore; ndr)…  Se sia Moggi ad attirare gli scandali o gli scandali ad attirare Moggi è questione  controversa e irrisolta: sta di fatto che dove c’è lui ci sono loro.
Il libro ha avuto aggiornamenti in corso d’opera. Fino all’anno fatidico dell’esplosione di Calciopoli.
Vi proponiamo alcuni passaggi:
…fin da bambino Luciano Moggi è un vero patito di calcio. Il pallino del pallone glielo trasmette  Graziano Galletti, un panettiere di Grosseto, il quale la domenica si porta appresso Lucianino in giro per gli stadi della Toscana
In seguito, Moggi, che è nato a Monticiano, in provincia di Siena, viene assunto dalle Ferrovie dello Stato, ma lui pensa solo al mondo del calcio. Nel suo paese, ma anche a Civitavecchia, dove lavora alla stazione delle Ferrovie dello Stato, è noto come un tifoso della Juventus.
La sua carriera parte dal Torneo di Viareggio, campionato giovanile che si disputa in contemporanea al Carnevale. Moggi visiona ragazzi e fa il colpo con Paolo Rossi, che porta dalla Cattolica Virtus di Firenze alla Juventus. Lucianone entra in sintonia con Italo Allodi, “l’uomo che controlla il calcio mercato”. Dopo Paolo Rossi anche Claudio Gentile approda alla Juve. E Allodi affida a Moggi il compito di trovare una squadra ai giovani bianconeri che non avranno futuro sotto la Mole. Lascia Le Ferrovie dello Stato, ormai è lanciato nel mondo del calcio.
Pure da juventino sfegatato, s’accorge che la Juve, a cui porta – grazie alle intuizioni dell’amico Galletti – uno straordinario giocatore che si chiama Gaetano Scirea,  gli sta stretta. Attraverso un giornalista, entra in contatto con un altro Gaetano, Anzalone, presidente della Roma.  I due entrano in sintonia e l’anno dopo Moggi è artefice del primo grande colpo: porta a Roma Roberto Pruzzo, inseguito pure dalla Juventus.
Tutte le strade portano a Roma, si dice ancora oggi. Tutte le strade del calcio portavano a Luciano Moggi. Ma anche alle case dei giornalisti, omaggiati – come sostiene il nostro libro di oggi  – ora da una cassa di vini pregiati, ora da un biglietto aereo per una vacanza. “Un fuoriclasse delle pubbliche relazioni”.
La Roma passa a Dino Viola, che non sopporta il “costo” di Moggi, che comprende le note spese. “Non mi posso più permettere la tassa Moggi”, spiega Dino Viola.
“Nel tardo pomeriggio di domenica 25 novembre 1979, subito dopo la partita Roma-Ascoli vinta dai giallorossi, il presidente Viola si reca negli spogliatoi per salutare il presidente ascolano Costantino Rozzi. Quest’ultimo è infuriato con l’arbitro della partita, Claudio Pieri, e prende Viola a male parole: “La partita l’abbiamo vista tutti! Non mi faccia dire cose che non posso dire! Io credo che ci sia qualcosa da chiarire!”. Il presidente giallorosso cade dalle nuvole, allora Rozzi gli dice: “Si faccia spiegare la faccenda dal suo consigliere Moggi!… Sappia che l’Ascoli avanzerà una protesta ufficiale…”.
La sera prima Moggi è stato sorpreso a cena in un ristorante in compagnia della terna arbitrale.
Il resto è tutto da leggere.
Lucky Luciano, Kaos Edizioni, − pagg. 314 − € 16,00

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>