Il meglio (Crisanti e lo sci, Varotti e i ristoranti) e il peggio (József Szájer, Giorgia Latini e noi italiani)

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4 dicembre 2020

Mister Pressing
Il peggio: József Szájer, europarlamentare ungherese: omofobo, difensore della famiglia tradizionale e dei valori cristiani: partecipava a un’orgia gay a Bruxelles. È stato tra i fondatori di Fidesz, il partito di destra dell’ultra conservatore Viktor Orban, presidente ungherese che ha cari amici in Italia. Indovinate chi? In politica da 30 anni, József Szájer, eletto sia parlamentare sia europarlamentare, ha preteso che nella costituzione ungherese approvata nel 2012 venisse inserito che “l’Ungheria tutela l’istituto del matrimonio tra uomo e donna, rapporto matrimoniale volontariamente instaurato, nonché la famiglia come base per la sopravvivenza della nazione”. Qualche sera fa, a Bruxelles, è stato fermato dalla polizia belga. Partecipava a un’orgia clandestina a base di alcol e droga, in violazione delle restrizioni sul Covid. Quando la polizia ha fatto irruzione, ha tentato di fuggire e si è pure ferito. Poi ha invocato l’immunità. Mi ricorda qualcuno…
Il peggio: Giorgia Latini, assessore regionale. Ha deleghe a pari opportunità, spettacolo, Università e diritto allo studio, istruzione, valorizzazione dei beni culturali, biblioteche, promozione e organizzazione delle attività culturali, partecipazione e volontariato, piste ciclabili, politiche giovanili, sport e promozione sportiva, musei. Insomma, a quasi tutte le materie della scibile umano, ma non a quella sui diritti delle donne. Intervistata dal Tg3 Marche, Giorgia Latini ha dichiarato: “Sono stata sempre contraria all’aborto”. Sicuramente è una donna che non conosce la sofferenza delle donne  che devono abortire.
Il peggio: noi italiani. Cosa pensare, avendo visto le scene del precedente fine settimana, dopo che alcune regioni hanno cambiato colore, passando dal rosso al giallo? Assalti ai centri commerciali, alle vie dei negozi, folle, assembramenti, nessun distanziamento, molti senza mascherina. Noi italiani e il rispetto delle regole viaggiamo in opposte direzioni.
monte-catria-cabinovia-1Il meglio: il professor Crisanti e lo sci. “Rimango senza parole che si parli di sci con 600 morti al giorno. Andare a sciare per divertirsi sapendo che questo causerà un aumento dei contagi e dei morti? Penso che questo non sia un Paese normale”. Come dicevamo.
Il peggio: il governo. Conte e Speranza si rivolgono a noi italiani, invitano, si raccomandano. Ma dove vivono?
Il peggio: l’opposizione. Appena si parla di “patrimoniale”, insorge. Eppure qualcuno è legato alla memoria di un periodo in cui si donava l’oro per la Patria. Peggio ancora i giornalisti che sbraitano: “Vogliono mettere le mani nelle tasche degli italiani!”. Diamine, ma chiedere un contributo a chi ha patrimoni superiori ai 50 milioni di euro (circa 3.000 persone) è mettere le mani nelle nostre tasche?
Il meglio: Nino Cartabellotta. Intervistato da La7, il presidente della Fondazione Gimbe, organizzazione indipendente che dal 1996 promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni politiche, ha affermato: “Per impedire assembramenti le raccomandazioni non bastano, servono decisioni e regole”.
Il peggio: Salvini e il Natale. Il ministro Boccia,  per evitare possibili assembramenti notturni la sera del 24 dicembre, ha ribadito che il “coprifuoco” sarà tenuto fermo alle ore 22. “Fare nascere Gesù Bambino due ore prima non sarebbe un’eresia”. Con in mano il rosario e le immaginette di tutte le madonne del mondo, Matteo Salvini non ha perso l’occasione per fare sentire la sua voce: “Non mi sembra normale che un ministro, che si dovrebbe occupare delle emergenze, proponga una nascita anticipata di Gesù Bambino”. Non ci sono certezze sulla data della nascita di Gesù Cristo. È certo, invece, che il 25 dicembre, in seguito diventato per convenzione (?) il compleanno di Cristo, era una festa pagana. Si adorava Mitra, il dio celeste del Bene, celebrando il Dies Natalis Solis Invicti, il giorno della nascita del Sole invincibile. Non è una novità che molte feste della cristianità siano state copiate dalle feste pagane. Basta studiare, leggere, informarsi, prima di parlare.
Il peggio: Luca Barbareschi, il Covid-19 e il modello Israele. Non risparmiando alcuna critica al governo italiano, l’attore, regista, produttore televisivo, produttore cinematografico, autore e conduttore televisivo, eccetera e eccetera, intervistato da La Verità lo scorso 29 giugno, ha indicato il “modello israeliano nella gestione del coronavirus: è vincente. È un modello cazzuto: ci si prende il rischio, con responsabilità, e si torna a vivere”. Il 24 settembre, il corrispondente del Corriere della Sera da Tel Aviv, scriveva: “Il governo di Israele ha deciso di imporre misure ancora più dure di quelle introdotte una settimana fa: ora è il primo Paese ad aver imposto un secondo lockdown”. La Stampa del 6 ottobre: “Israele in ginocchio per il Covid: quasi 300mila contagi e ospedali nei parcheggi”. SkyTg24 delle ore 19,30 di mercoledì 2 dicembre: “Contagi in salita in Israele. Tel Aviv rafforza i controlli. Secondo le autorità la situazione è critica”. Chissà se a Tel Aviv conoscono “il modello vincente” esaltato da Barbareschi: “Un modello cazzuto”. Gli israeliani cazzuti, e Barbareschi?
Il meglio: ristoranti e centri commerciali, Varotti ha ragione. Il Direttore generale Confcommercio Pesaro e Urbino – Marche nord è sceso in campo contro “le resse, le code e gli assembramenti di consumatori e curiosi davanti alle vetrine di qualche centro commerciale. Nessuno si è mosso. E invece assistiamo ancora  allo scandalo della chiusura dei ristoranti o delle palestre”. L’abbiamo scritto più volte: colpire tutti perché si è incapaci di punire solo chi sbaglia è la confessione della propria incapacità. Abbiamo notato, anche questi giorni,  che in qualche bar c’è chi legge i giornali come prima del Covid. E in un centro commerciale abbiamo visto decine di acquirenti con la mascherina sotto il naso, senza che alcuno intervenisse. Però tutti i ristoranti restano chiusi. Si colpisca chi sbaglia, si faccia lavorare chi rispetta le regole.
Il peggio: esercenti e clienti che azzerano le norme. Visto non più tardi di venerdì mattina in alcuni bar di Pesaro. Clienti che sorseggiano il caffè, dentro il locale, mentre leggono il giornale. Altri con il bicchiere (di carta) di caffè in mano fare comunella all’entrata, anche se alla porta è scritto che le bevande non si consumano davanti al bar.
Il peggio: i fermignanesi che non hanno rispettato le norme anti Covid-19. Il sindaco Feduzi, che tra l’altro è stato contagiato a inizio marzo, ha stigmatizzato i comportamenti dei concittadini che hanno reso possibile che a Fermignano ci siano quasi 100 contagiati. Colpa di cene plurifamiliari, ma anche della folla registrata nei supermercati nel fine settimana. Comportamenti irresponsabili.
Il peggio: i ciclisti sul marciapiede. È accaduto intorno a mezzogiorno di martedì’ 1 dicembre, in Via Montegrappa. Marciapiede stretto, strettissimo. Un pedone, diretto in centro, rischia di essere investito da un ciclista straniero, presumibilmente nordafricano, che pedala velocemente verso il sottopassaggio che conduce al Miralfiore. Il pedone si rivolge, gentilmente, al ciclista: “Questo è un marciapiede riservato ai pedoni”. Lo straniero risponde alzando la voce: “Se andassi contromano a farmi ammazzare dalle automobili, tu ti preoccuperesti?”. Ogni giorno di più, in questo paese, l’opzione rispetto delle regole non è contemplata.
Il peggio: se anche gli scout non conoscono le regole. Domenica 29 novembre, strada Panoramica San Bartolo, ore 10,40. Un gruppo di scout cammina ai margini dell’asfalto. Lo fa seguendo la direzione di marcia dei veicoli. È vero che la strada è chiusa al traffico, ma chi è autorizzato può transitare. Quindi sarebbe opportuno che gli scout, come tutte le persone civili, rispettassero il codice della strada e soprattutto la più elementare norma di autotutela di chi cammina. A (dis)onore del vero: durante la mattinata, contati 9 camminatori contromano, quindi nel rispetto delle regole, e 77 che ignoravano l’articolo 190 del Codice della Strada. Solo l’11 per 100 rispetta le norme. Ma che bel Paese!
Il peggio: Thomas Bach, presidente del CIO, e i suoi adoratori italiani. Nel momento di maggiore frizione tra il ministro dello Sport, Spadafora, e i rappresentanti del CONI e delle federazioni sportive, era tutto un invocare Thomas Bach, il signore tedesco presidente del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale. “Bach mette in riga Spadafora”, scrivevano, all’unisono, i giornalisti italiani legati allo sport. Bach, descritto come un Dio nordico, dava lezioni di tutto al ministro Spadafora, praticamente uno scappato di casa, secondo gli italici adoratori. Bach che garantiva tutto e dava i numeri su tutto, meno quelli del lotto. Poi succede che… le spese per i prossimi Giochi Olimpici di Tokyo stanno crescendo. L’unica certezza è che, se si svolgeranno, costeranno almeno 800 milioni di euro in più per garantire le misure anti Covid-19. Lo slittamento dal 2020 al 2021 costerà – stimano i giapponesi – 1,6 miliardi di euro. Herr Bach, presidente del CIO, era stato più modesto: solo 669 milioni di euro. Che gli frega dei tanti milioni che mancano, mica paga lui. E gli italici adoratori come l’hanno presa? Con un trafiletto a una colonna.
Il peggio: Malagò e i mandati. “Posso condividere l’allarme sullo scarso ricambio a livello dirigenziale. Ma aver cambiato le regole in corsa e con la legge che già metteva il limite dei tre mandati, durata giusta per governare e guadagnarsi credibilità internazionale, è stato controproducente. Chi ha alle spalle una lunga militanza o pochi avversari si è fatto eleggere subito per evitare sorprese”. Parole del presidente del CONI. Per il “signore dello sport italiano” il presidente degli Stati Uniti d’America, che può essere eletto al massimo due volte, per una durata complessiva di otto anni, non ha “credibilità internazionale”.
Il peggio: Golem Palmi e Recordare. Di Roberto Recordare, sponsor, con la Golem Software, di Palmi, squadra di serie A2, ricordavamo un duro intervento contro chi era contrario all’utilizzo di Tifanny Pereira de Abreu, che aveva cambiato sesso e da giocatore di pallavolo maschile era diventata giocatrice del volley femminile, a Palmi. Nella stagione 2017/18, da Palmi la Golem era andata a sponsorizzare Olbia, stesso campionato. E in molti s’erano chiesti perché. Interessi dell’azienda in Sardegna, si scrisse. Lo scorso fine settimana, di Recordare sono emerse caratteristiche che hanno richiamato l’attenzione della magistratura calabrese. “Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Roberto Recordare, un imprenditore di Palmi, era la mente economica-finanziaria di ‘ndrangheta, camorra e mafia. Considerato un colletto bianco al servizio del clan, un “soggetto riservato della ‘ndrangheta“, l’imprenditore è indagato per il riciclaggio di 36 miliardi di euro. Secondo gli inquirenti Recordare gestiva un fondo da 500 miliardi di euro: praticamente dieci leggi di bilancio”, ha scritto Il Fatto Quotidiano.
Il peggio: il Cyber Monday. Dà già fastidio scriverlo. Peggio ancora doverlo subire, il lunedì dell’interazione tra l’uomo e il computer. Ho un amico, appassionato di tanti sport, che ha un abbonamento alle tv web per ogni campionato che segue. Ha pagato all’inizio della stagione il prezzo richiesto e in questi giorni è preso d’assalto da chi, in nome del Cyber Monday, gli propone lo stesso abbonamento con lo sconto del  50 per cento. Scatenando la sua legittima arrabbiatura. “Almeno ignorassero il mio indirizzo email. Così mi sento preso in giro”, ha commentato.
Il peggio: l’informazione italiana. All’ultimo posto, come la sua autorevolezza. Tutti gli organi d’informazione – giornali, radio TV (comprese le loro edizioni internet) – hanno dato per scontato che la notizia del marito che cammina per 450 km in una settimana fosse vera. Nessun dubbi io, nessuna verifica. Speriamo abbiamo più attenzione quando dovranno pubblicare notizie riguardanti la nostra salute, la nostra sicurezza, il nostro futuro.

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