Anche ricercatori dell’ateneo urbinate chiedono al governo di bocciare il Mes

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7 dicembre 2020

Il premier Giuseppe Conte

Il premier Giuseppe Conte

URBINO – Il governo Conte-2 potrebbe cadere sul Mes, acronimo di Meccanismo europeo di stabilità, detto anche Fondo salva-Stati.

Molti gli italiani che sono decisamente contrari all’utilizzo del Mes. E sono numerosi gli studiosi che hanno firmato l’ennesimo appello contro la possibile scelta del governo.
Fra questi, due ricercatori dell’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino: Andrea Coveri, Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Economia, Società, Politica (DESP), e Federico Losurdo, Ricercatore Dipartimento di Giurisprudenza.
Oltre ai due esponenti dell’ateneo ducale, ci sono anche le firme di Mauro Gallegati, docente di macroeconomia nella facoltà di economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche, e Roberto Schiattarella, Università di Camerino, già professore associato presso l’Università di Urbino
Il governo italiano si appresta ad approvare la riforma del Meccanismo europeo di stabilità. Una riforma preparata prima dell’insorgere della pandemia e che risponde alla logica delle “vecchia” Europa, quella che ha drammaticamente fallito nella gestione della crisi greca e che ha sbagliato anche nell’affrontare le conseguenze della crisi del 2008, relegando una delle aree economiche più ricche del mondo ad una sostanziale stagnazione decennale…
Il Mes, derivante da un accordo intergovernativo, è estraneo all’ordinamento dell’Unione, e questa riforma rafforza il suo ruolo rispetto agli organismi comunitari, aumentando ulteriormente il carattere tecnocratico della gestione dell’Unione. Il dramma è che l’accrescimento di questo ruolo avviene a favore di una tecnocrazia che si è già dimostrata ampiamente inadeguata nelle scelte di politica economica.
Anche personalità di indiscutibile fede europeista, come il presidente dell’Europarlamento David Sassoli e l’ex presidente del Consiglio italiano Enrico Letta, si sono dichiarate a favore di un radicale ripensamento di questo meccanismo, che dovrebbe essere ricondotto all’interno dell’ordinamento comunitario. Altri, invece, come il membro lussemburghese del board della Bce Yves Mersch, hanno chiarito in modo esplicito che il Mes non serve a “salvare gli Stati” – cosa che sarebbe impossibile senza l’intervento della Banca centrale europea – ma a sottoporli a una sorta di “amministrazione controllata” attraverso le famigerate “condizionalità”.
Nel Movimento 5 Stelle, che finora è stato il solo partito della maggioranza di governo ad opporsi all’approvazione, sembra farsi strada l’orientamento di dare il via libera alla riforma a patto che poi l’Italia non faccia ricorso al Mes. È un errore. Il Mes va rifiutato senza se e senza ma, così come va respinta l’affermazione secondo cui il prestito sanitario avrebbe condizionalità leggere o persino inesistenti, cosa che non ha riscontro nelle norme, che non sono state in nulla modificate…
Il testo completo dell’appello, firmato da 70 fra economisti e giuristi di numerosi atenei italiani, è reperibile nell’ultimo numero di MicroMega.net

 

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