Vuelle, da Treviso un brusco ritorno coi piedi per terra

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7 dicembre 2020

PESARO – Forse ci eravamo tutti illusi che questa Vuelle fosse veramente una squadra da quartieri alti, e dopo aver perso a Treviso, si dovrà tornare a parlare solamente di quello che rimane il vero obiettivo stagionale, ovvero salvarsi il prima possibile.

Ma non sarebbe giusto nemmeno aprire un processo, perché la Carpegna Prosciutto è sembrata comunque una squadra viva, che ha pagato a caro prezzo la serataccia di Massenat e Delfino, i due leader di questa squadra, magari non dal punto di vista realizzativo, ma certamente dal punto vista difensivo, e ormai dovremmo aver capito che senza difesa non si va da nessuna parte.

Pesaro infatti i suoi 80 punti li ha anche segnati, ma ne ha subiti 91, 28 nel primo quarto, 47 nel primo tempo, quello dove Treviso si è conquistata la vittoria, contenendo poi il tentativo di rimonta di una Vuelle che al massimo è arrivata a meno tre, non dando però mai la sensazione di poter veramente conquistare i due punti, perché per riuscirci, avrebbe dovuto avere una percentuale migliore da tre punti, avrebbe dovuto essere più attenta nei rimbalzi, e soprattutto, non avrebbe dovuto concedere agli avversari il 68% da due, canestri facili che la De Longhi ha trovato con troppa semplicità.

Treviso è una squadra ben costruita, con un veterano come Logan che è sempre una garanzia, e un regista come Russell che ieri è stato determinante, con i suoi 11 assist e i suoi canestri da quattro metri all’apparenza semplici, ma che ormai quasi nessuno esegue più, ed è un peccato, perché arrivano in una specie di terra di nessuno, dove i lunghi avversari non escono a contestare il tiro.

Tiro che ad esempio, potrebbe prendere tranquillamente anche Robinson, alternandolo alle triple e alle penetrazioni, ma il buon Justin rimane un oggetto ancora misterioso, e forse lo rimarrà fino al prossimo maggio, intendiamoci il talento c’è, e si vede in tante fasi del match, e anche a Treviso, per alcuni minuti, è stato una spina nel fianco per coach Menetti, con i suoi assist e le sue triple, ma purtroppo, ogni tanto sbraga, perdendo palloni in maniera puerile, intestardendosi a servire Cain con palloni troppo telefonati, o cercando di scaricare il pallone, quando sarebbe stato più utile prendersi una conclusione, o subire un fallo, che non fosse un campione lo sapevamo, ma siamo ancora convinti che non lo abbiamo visto esprimersi al suo 100%, col serio rischio che ciò non accadrà mai, e continueremo a sperarlo invano fino alla trentesima giornata.

Quello che speriamo invece è che Frantz Massenat si riprenda pienamente, perché l’haitiano rimane il vero metronomo della Vuelle, quello che con la sua abnegazione difensiva rimedia alle lacune fisiche e tecniche dei compagni, quello che sembra sempre che faccia il compitino, ed invece te lo ritrovi con 15 punti segnati, e ieri sera il suo consueto apporto è mancato in maniera evidente, complice anche la contemporanea serataccia di Delfino e Tambone, in una Carpegna Prosciutto dove hanno giocato praticamente in tre, e se da una parte questo le ha impedito di portare a casa i due punti, dall’altra le ha confermato che, anche in una serataccia, ha le potenzialità per rimanere comunque sempre in partita, con il pallone del possibile meno quattro sprecato nell’ultimo minuto da Filipovity, e la consapevolezza che una volta smaltiti i postumi del virus, questa Vuelle potrà dare ancora delle soddisfazioni al suo pubblico.

I PIU’….

Marko Filipovity: Sta diventando una delle ali più produttive del campionato, sia alla voce punti realizzati, che alla voce rimbalzi, anche se dovrebbe migliorare nel palleggio e nel controllo di palla negli uno contro uno.

Justin Robinson: Per alcuni minuti ha dato spettacolo, con triple, assist al bacio ed entrate funamboliche, anche se nell’arco dei 40 minuti, ha accusato qualche pausa di troppo.

… E I MENO DELLA SFIDA TREVISO – PESARO

Rimbalzi: Se i lunghi hanno fatto il loro dovere, non si può dire altrettanto dei compagni, che hanno lasciato troppi rimbalzi lunghi a trevigiani, palloni che poi la De Longhi ha trasformato quasi sempre in due punti facili.

Difesa: Concedere 21 assist e il 68% da due agli avversari, non ti dà mai la possibilità di portare a casa la vittoria, a meno di avere 100 punti tra le tue mani.

Carlos Delfino: Una serata complicata per il capitano, fermato prima dai falli e poi dalla difesa trevigiana, bravo a toglierlo dal match, complice anche una prestazione sottotono dell’argentino.

Matteo Tambone: Con Massenat a mezzo servizio, ci aspettavamo qualcosina di più da Matteo, che invece è incappato in una pessima serata al tiro, e in una complicata in fase difensiva.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

REPESAL’analisi post partita di Jasmin Repesa è sempre piacevole da ascoltare, perché si può dire tutto del coach croato, ma non è uno che si tira indietro, e sentirlo dire che Pesaro rimane la “favorita” per la retrocessione, ci deve far rimanere coi piedi ben saldi per terra. Poi, naturalmente, il compito di un allenatore è anche quello di fare il pompiere, e ha ragione quando dice che intorno a questa Vuelle si era creato un clima troppo ottimistico, facendo pensare ai tifosi pesaresi che si stava tornando ai tempi della Scavolini, ma non siamo neanche più nel 2019-20, quando Pesaro rimediava 20-30 punti ovunque, siamo nella terra di mezzo, in una sorta di limbo da cui si rischia di scivolare in basso, se non si tornerà saldamente coi piedi per terra.

Quei piedi che a Treviso sono rimasti anche per troppo tempo incollati a terra, su tutti quei rimbalzi o palloni vaganti finiti regolarmente nelle mani della De Longhi, permettendogli di segnare tanti punti facili, e se concedi cose facili, non ti rimane che segnare canestri difficili per compensare il tutto, cosa tutt’altro che semplice per questa Vuelle, che fatica ad arrivare a quota 80 punti anche quando gioca bene.

Repesa poi ha parlato di due giocatori in particolare, chiamando in causa Filloy e Zanotti, rei di scelte sbagliate, e se per il lungo è una cosa abbastanza naturale, lo è meno per il regista argentino, autore di un’ennesima prova luci ed ombre, capace di segnare canestri complicati, ma anche delle solite forzature, della consueta mancanza di lucidità in cabina di regia, confermando quella sensazione che abbiamo da inizio stagione, ovvero che Filloy non si senta completamente coinvolto in questa sua nuova avventura.

Il coach ha poi ricordato che Massenat, oltre ad essere stato fermo, si era anche scavigliato, e che Delfino non si è allenato negli ultimi dieci giorni, due problemi che speriamo si possano risolvere entro sabato, quando arriverà a Pesaro la Fortitudo, ultima in classifica, col nuovo coach Dalmonte al posto dell’esonerato Sacchetti, una partita che in tempi normali, avrebbe richiamato alla Vitrifrigo Arena, 6-7000 persone, pubblico che invece non tornerà almeno fino al prossimo 15 gennaio, quando dovrebbe cominciare il girone di ritorno della serie A, e per quella data si dovrebbe avere anche l’elenco delle otto partecipanti alla Coppa Italia, obiettivo che la Carpegna Prosciutto potrebbe ancora raggiungere, ma che non deve essere causa di distrazione per Repesa e i suoi ragazzi, che rientrano ancora nel lotto dei “favoriti” per la retrocessione.

DAGLI ALTRI PARQUET

Due sole squadre al comando, per una classifica che, complici anche le partite ancora da recuperare, presenta un inusuale distacco tra la seconda e la terza, dopo appena 10 partite disputate. Milano prosegue imperterrita la sua corsa da imbattuta, espugnando Varese senza nessuna difficoltà, con Brindisi che ottiene la nona vittoria consecutiva, superando nettamente Cantù, nel gruppone a quota 10, insieme alla Vuelle, rimane anche la Virtus Bologna, che attendendo Belinelli, rimedia la sua quarta sconfitta casalinga, superata con pieno merito da Sassari, salita a sua volta a 10 punti, come Trento, che espugna Venezia, raggiungendola in classifica.

Dopo un mese di pausa per il Covid-19, Cremona torna alla vittoria, e lo fa in maniera roboante, rifilando 30 punti a Reggio Emilia, mentre nell’anticipo del sabato, Brescia si era aggiudicata la sfida contro la Fortitudo, sconfitta che è costata la panchina a Meo Sacchetti, in una decima giornata in cui non si è giocato il match tra Trieste e Roma, che proprio domani saprà se potrà continuare la sua avventura in serie A, o sarà costretta a dire addio alla pallacanestro di vertice, con conseguente riduzione a 15 delle partecipanti al massimo campionato.

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