Un libro alla settimana: Per mare e per terra di M.J. Kaplan

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12 dicembre 2020

Un libro alla settimana: Per mare e per terra di M.J. Kaplan

Un libro alla settimana: Per mare e per terra di Mitchell J. Kaplan

PESARO – E’ il primo romanzo di Mitchell James Kaplan, statunitense che si laureato con il massimo dei voti e la menzione d’onore in Letteratura Inglese a Yale, il college culla della cultura classica americana. William Clark Styron, autore di romanzi e novelle di successo, tra cui il celebre La scelta di Sophie, sul tema dell’Olocausto, che nel 1982 è diventato un film interpretato da Meryl Streep e Kevin Kline, ha incoraggiato Kaplan a scrivere novelle. L’ha fatto così bene che ha vinto numerosi premi, incluso il prestigioso Paine Memo­r­i­al Prize.

Terminati gli studi, si è trasferito in Francia, a Parigi, dove ha vissuto e lavorato a  lungo, prima di tornare negli USA, a Los Angeles. Traduttore, sceneggiatore, consulente editoriale, Kaplan ha pubblicato nel 2010 By Fire, by Water, il suo primo romanzo che in italiano è diventato Per mare e per terra.
E’ un romanzo ambientato in Spagna, in quella di Ferdinando e Isabella, los Reyes Católicosi Re Cattolici.
Siamo nel periodo in cui Cristoforo Colombo, ma gli spagnoli lo chiamano Cristóbal Colón e i portoghesi Cristóvão Colombo, s’accinge a partire per le Indie Occidentali.
Sono anche gli anni di Tomás de Torquemada. Domenicano, confessore di Ferdinando il Cattolico e di Isabella di Castiglia, che gli affidano il compito di organizzare il Tribunale dell’Inquisizione, fu inquisitore generale di Castiglia e León, Aragona e Catalogna e Valencia. Fu lui a stabilire la Compilación de las Instruciones de la santa Inquisición, le norme dell’Inquisizione. Uno dei periodi più bui della storia   spagnola, che ne ha vissuto un altro nel secolo XX.
L’anno scorso, camminando sul Camino del Norte, da Irun a Santiago de Compostela, mi sono fermato a dormire a Santillana del Mar, “la Villa de las tres mentiras”, la città delle tre bugie. Scomponendo il nome, non è santa, non è llana (in piano) e non ha il mare, visto che la spiaggia più vicina è a 5 chilometri. Il suo nome deriva dall’antico monastero di Santa Juliana, ora collegiata, una delle più importanti costruzioni romaniche.
Questo piccolo paese cantabrico ha un museo che racconta gli orrori della religione cattolica: l’Inquisizione. Sono esposti più di 50 strumenti di tortura utilizzati come punizione, umiliazione, morte. Si va dalla ghigliottina alla garrota, dalla “donzella di ferro” alla cintura di castità.
Un periodo durato dal secolo XIV al XIX quando il Tribunal del Santo Oficio aveva potere assoluto.
Si può immaginare l’uso e l’abuso, pensando alle coperture, anche recentissime, dei casi di violenze sessuali nei seminari e nelle parrocchie di tutto il mondo.
Un museo che offre spunti di riflessione su ciò che è stata la Chiesa cattolica, su come poteva essere diversa la sua, e la nostra, storia se avesse avuto il coraggio di rinunciare a pratiche indegne di chi si richiama agli insegnamenti di Cristo.
Tomás de Torquemada avviò “una persecuzione senza pari degli ebrei e dei conversos, i cattolici provenienti da famiglie giudaiche convertite.
In quell’epoca di tumulti e sconvolgimenti, la vita di Luis de Santángel, cancelliere alla corte spagnola, scorre tra mille insidie e difficoltà. Uomo ricco e di successo, Santángel tiene nascoste le proprie origini di converso con grande apprensione, poiché il prestigioso ruolo che ricopre rende ogni gesto ancor più visibile agli occhi degli inquisitori. Quando nelle sue mani capitano dei misteriosi testi ebraici, la prima reazione non può quindi essere che di terrore. Latore degli antichi testi è un giovane navigatore genovese, che ha accompagnato Santángel a Roma per cercare di convincere il Papa a frenare la  follia di Torquemada…”.
Provate, se riuscite, a immedesimarvi in Luis de Santángel, a convivere con la paura. Provate a chiedervi cosa fareste, come vi comportereste. Lui ha paura, ma vuole approfondire.
Il romanzo di Mitchell James Kaplan, con la traduzione di Chiara Brovelli, ci accompagna in un viaggio che – scrive Ha’aretz, quotidiano israeliano – “trova posto di diritto tra i più importanti romanzi storici contemporanei di argomento ebraico”.
Per mare e per terra di Mitchell James Kaplan (Neri Pozza Editore, 350 pagine, euro 17).

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