Vuelle, Filloy e tiro da tre le note dolenti dopo il ko con la Fortitudo

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14 dicembre 2020

vuelle FortitudoPESARO – E’ un campionato strano, e questo lo sapevamo prima di iniziarlo, reso ancora più particolare dall’esclusione di Roma, e la conseguente riduzione a 15 squadre, con una sola retrocessione, e in questi giorni abbiamo compiuto un piccolo sondaggio su chi, a questo punto della stagione, sia la principale candidata alla serie A2, e la risposta più gettonata è stata: Non lo so.

Non lo sono certamente la Fortitudo e Brescia, che ancora possono puntare ai playoff la prossima primavera, potrebbero esserlo Cantù, Cremona e Trieste, anche se quest’ultima deve recuperare parecchie partite, e nel novero delle pericolanti è doveroso inserire anche la nostra Vuelle, che rimane una delle principali candidate, per dirlo con le parole di coach Repesa, che anche sabato sera ha voluto ribadire questo concetto, nel post partita della gara con la Fortitudo.

Match che Bologna ha vinto con pieno merito, e che la Carpegna Prosciutto non ha mai dato la sensazione di potersi aggiudicarsi, anche se a quattro minuti dalla sirena era avanti di uno, per poi crollare nel finale, dove non ha più segnato, arrivando stanca e scarica quando sarebbero servite più energie, quelle spese nell’inseguire l’avversaria, con una rotazione ad otto che si paga a lungo termine, rotazione dove Repesa qualche errore l’ha commesso, dimenticandosi Massenat in panchina fino a due minuti dalla fine, per dare fiducia ad un Ariel Filloy che la fiducia non la merita più, perché anche stavolta la sua prestazione è stata ben al di sotto delle aspettative, mai protagonista, se non in senso negativo, 20 minuti dove ha trovato il tempo di segnare un paio di canestri estemporanei e poco altro, troppo poco per uno che solo 18 mesi fa guidava la nostra nazionale ai mondiali cinesi.

E anche i 36 minuti concessi a Delfino, hanno fatto arrivare il nostro capitano con le batterie scariche nel finale, anche se l’argentino è un generoso, e quando rimane sul parquet cerca sempre di fare la cosa giusta, e non è colpa sua se i due playmaker hanno entrambi bucato la partita, costringendolo a fare il boia e l’impiccato, ad essere la principale bocca da fuoco, e il regista occulto, considerando anche che in difesa, gli è toccato sempre l’avversario più pericoloso, l’unico a dargli una mano è stato Massenat, che però non è un vero e proprio leader, così come non possono esserlo né Filipovity, diligente come al solito, né Cain, dimenticato troppo spesso dai compagni, che lo hanno servito solo per sei volte, sei occasioni dove ha segnato 4 volte, e per due ha subito fallo con relativo viaggio in lunetta, mentre per il resto del tempo, è stato cercato a cinque metri dal canestro, con la difesa bolognese che lo raddoppiava, e talvolta triplicava, e quando scaricava la palla sul perimetro, i compagni steccavano regolarmente i ferri della Vitrifrigo Arena, e con 70 punti all’attivo si vincono poche partite.

E se subirne 78 sembra una cosa buona, lo è solo in parte, perché anche la Fortitudo ha sbagliato tante conclusioni facili, e a fare la differenza alla fine è stata una variabile imprevista, quel Leonardo Totè che Sacchetti lasciava regolarmente in panchina, su cui probabilmente Repesa non aveva preparato a dovere i suoi, mentre ad esempio, su Happ la difesa ha funzionato, a Totè infatti è stata lasciata la libertà di eseguire i suoi movimenti, che non sono molti, ma che a Pesaro avremmo dovuto conoscere dalla scorsa stagione, ed è chiaro che Cain e Zanotti non avevano il passo per tenerlo, così come Filipovity, e qui torniamo alla mancanza di un’ala grande atletica, con gioco interno, e alla presenza inutile di Henri Drell.

Una squadra che lotta per non retrocedere, non può permettersi il lusso di uno straniero che finora ha giocato 59 minuti in 9 partite, e speriamo che lo abbiano capito anche in Via Bertozzini, visto che radio mercato dà l’estone in partenza per la Russia, con la Vuelle che aspetta gli ultimi tagli Nba, per valutare la situazione, visto che in America il campionato inizierà tra una settimana, e entro domenica le 30 formazioni chiuderanno i loro roster, liberando parecchi giocatori, che con la G-League che non si sa quando partirà, potrebbero decidere di varcare l’oceano ed accettare le offerte di qualche squadra europea.

Per Pesaro sarebbe un’operazione abbastanza onerosa, diciamo intorno ai 60-70mila euro, tra ingaggio e tesseramento, soldi che potrebbero arrivare anche tramite la Vuelle Card, che proprio da oggi i tifosi possono sottoscrivere pagando 100 euro, soldi che i pesaresi magari darebbero più volentieri, se servissero veramente a rafforzare la squadra, ma come sempre, i dirigenti biancorossi non esprimono fino in fondo le loro sensazioni, al di là delle dichiarazioni di rito.

Se arriverà veramente il nuovo straniero, non potrà giocare fino ai primi di gennaio, tra pratiche burocratiche da espletare e quarantena da rispettare, e fino ad allora ci saranno ancora 4-5 partite da giocare con questo roster, partite tutte complicate, con Brindisi, Milano e Virtus che difficilmente ci concederanno i due punti, la sconfitta con la Fortitudo ha fatto tramontare tutti i sogni di approdare alle Final Eight, e dal punto di vista psicologico potrebbe essere anche positivo, per un ambiente che si era forse montato la testa, pensando che il peggio fosse passato, mentre potrebbe ancora arrivare, lo sa bene coach Repesa, che è sempre rimasto coi piedi per terra, e che anche sabato ha ribadito che questa Vuelle, per budget e per roster, rimane una delle più serie candidate alla retrocessione, difficile dargli torto purtroppo.

I PIU’……

Carlos Delfino: Punti, rimbalzi, assist e leadership, difficile chiedere di più ad un 38enne, costretto a rimanere sul parquet per 36 minuti, troppi per pretendere che potesse arrivare lucido nel finale, dove, come tutti i compagni, non è riuscito più ad incidere.

Frantz Massenat: E’ tornato a disputare il suo tipo di partita, dove, senza strafare, porta a casa 17 punti con buone percentuali al tiro, applicandosi anche in fase difensiva, ma sappiamo che, per indole, non è un trascinatore, anche se nel finale ci sarebbe piaciuto vederlo in campo al posto di Filloy.

Assist: 16 assist su 22 canestri realizzati dal campo per la Vuelle, e avrebbero potuto essere molto di più, se la percentuale da tre fosse stata migliore, e se da un lato è un fattore positivo, dall’altro è un sintomo che, quando il pallone non gira a dovere, l’attacco fatica maledettamente a produrre punti negli uno contro uno.

…..E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BOLOGNA

Tiro da tre: 7 su 30, percentuale con cui per vincere, devi fare gli straordinari dentro l’area colorata e in fase difensiva, e la Vuelle è mancata in entrambi questi fondamentali.

Justin Robinson: Se il tuo play titolare, in 27 minuti realizza 4 punti, con 1 di valutazione, le cose si complicano maledettamente, e purtroppo per Justin, non è la prima volta che incappa in una serata storta, e che, soprattutto, non riesce ad essere il leader che servirebbe alla Vuelle.

Ariel Filloy: E parlando di leader mancati, Filloy è in cima alla lista, visto che nelle 10 partite fin qui disputate, non ci ricordiamo una sola occasione in cui abbia fatto veramente la differenza in maniera positiva, mentre ce ne ricordiamo almeno un paio, in cui il suo apporto è stato addirittura deleterio.

DAGLI ALTRI PARQUET

Cambio al vertice del campionato, con Brindisi che espugna il Forum e spodesta l’Armani dal primo posto, ad inseguire le due capolista, rimangono la Virtus, che passa facilmente a Trieste, e Trento, che supera solo al fotofinish Cantù, a quota 10 punti salgono Sassari, brava a superare una coriacea Treviso, e Reggio Emilia che si conferma squadra da playoff, dopo il convincente blitz a Varese, risale la china anche Brescia, che batte di misura Venezia, appaiandola a quota 8 punti in classifica. Ha riposato Cremona.

 

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