Alte percentuali al tiro da tre, Cain solido, Zanotti in crescita: pollice in su alla Vuelle che ha domato Trieste

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28 dicembre 2020

Esultanza Vuelle nella vittoria con Trieste (Foto Luca Toni)

Esultanza Vuelle nella vittoria con Trieste (Foto Luca Toni)

PESARO – Quella contro Trieste era una partita tutt’altro che semplice, e l’84 a 74 finale non deve fare pensare, a chi non l’avesse vista, che per la Vuelle sia stato semplice conquistare la sua sesta vittoria, in un campionato, che si prospetta come uno dei più equilibrati degli ultimi anni.

Ma Pesaro ha vinto, con merito, sopperendo ad un’assenza come quella di Massenat, che a lungo andare sarà più pesante di quello che si pensi, perché l’haitiano era il metronomo della Carpegna Prosciutto, e senza di lui, tutti saranno costretti a dare qualcosina di più, e basterà che uno solo stecchi la partita, per complicare maledettamente le cose.

Per vincere Pesaro, ha dovuto tirare col 38% da 3, percentuale che non sempre potrà tenere in futuro, ma dalla quale difficilmente potrà prescindere, almeno finché non arriverà qualcuno a dar manforte a Cain, che si è preso ben 15 tiri, ma Tyler non è un vero e proprio terminale, e qualche errore di troppo inevitabilmente finisce per arrivare, soprattutto perché viene costantemente raddoppiato dalle difese avversarie, contro Trieste è salito in cattedra Zanotti, ma sappiamo che la costanza non è una delle sue principali qualità, e anche, e non solo per questo, il mercato della Vuelle sembra essersi spostato su un centro puro, con una verticalità maggiore rispetto a Cain, in grado di farlo riposare per una decina di minuti, anche se poi, c’è sempre da considerare la consistenza difensiva, e in quella Cain ha pochi rivali.

Ben venga comunque, la crescita di Zanotti, un giocatore che, quando gli entrano i primi due tiri, prende fiducia nei propri mezzi, che non sono pochi, almeno dal punto di vista fisico, e quei tap-in sono stati fondamentali, così come le triple, che le difese avversarie tendono a concedergli dalla sua mattonella preferita, triple che Delfino non ha trovato, Robinson non ha provato e Filloy ha segnato a tratti.

Ariel Filloy era il sorvegliato speciale del match contro Trieste, essendo il sostituto naturale dell’infortunato Massenat, e l’argentino ci è sembrato più intraprendente, con 10 tiri presi, 8 dei quali da oltre i 6.75, anche perché in entrata, non sembra avere più il passo di qualche anno fa, e finisce sempre per scaricare il pallone sul perimetro, tranne quando si trova a mezz’aria, senza avere bene idea di dove siano posizionati i compagni, con il serio rischio di consegnare il pallone agli avversari, ma siamo ancora lontani dalla costanza di Massenat, anche se l’argentino è stato preso più per la sua capacità di essere decisivo nel finale, che per la sua regolarità.

Regolarità che non manca a Filipovity, un altro come Massenat, poco appariscente, ma premiato dalle statistiche, con i suoi 13 punti e quelle triple segnate nel primo tempo, mentre di Tambone sappiamo che non è un realizzatore, ma anche lui, in una Vuelle con un uomo in meno, è chiamato ad aumentare il suo rendimento, soprattutto offensivo.

E se parliamo di rendimento offensivo, non possiamo esimerci dal parlare di Justin Robinson, che contro Trieste ha preferito dedicarsi alla regia, con i 10 assist distribuiti, a fronte di una sola palla persa, ma sappiamo che è in grado di fare di più, come abbiamo visto la scorsa settimana a Brindisi, anche se il newyorchese è quel tipo di giocatore che preferisce lasciare la scena ai compagni, complice anche il solo minuto di riposo concessogli da Repesa, che probabilmente gli avrà consigliato di non andare sempre a 100 all’ora, ma di alzare ogni tanto il piede dall’acceleratore, visto che di fatto, Filloy viene utilizzato da guardia, in alternativa a Tambone, e anche, e non solo per questo, che si sta parlando di un probabile arrivo di un play italiano, magari proprio quel Mussini che in questa stagione ha giocato solo un mesetto a Trieste, e che potrebbe ritornare a Pesaro, con un contratto di tre mesi, ovvero fino al rientro di Massenat, ma se ne parlerà nel 2021, visto che gli uffici della Legabasket sono chiusi per le festività, e dopodomani, a Bologna, si presenterà la stessa Vuelle vista ieri pomeriggio.

I PIU’ …….

Simone Zanotti: Di questo tipo di partite, ne fa almeno un paio a stagione, in quelle serate in cui sembra entragli tutto, e dentro l’area sembra inarrestabile, peccato che non abbia mezze misure, e che spesso finisca dietro la lavagna dei cattivi, ma contro Trieste, si è ampiamente meritato il titolo di Mvp.

Tyler Cain: 15 punti, 15 tiri, 15 rimbalzi per il solito generoso Tyler Cain, che nei 26 minuti passati sul parquet ha dato tutto, magari con qualche errore di troppo, ma se avesse lo stacco da terra di Lebron James, sarebbe titolare in una squadra d’Eurolega.

Tiri Liberi: 12 su 14 per la Vuelle, mentre Trieste ne ha segnati solo 6 dei 15 tentati, ed in una partita sempre sul filo dell’equilibrio, la precisione dalla lunetta ha fatto la differenza.

Tiro da tre: 12 triple segnate a testa dalle due formazioni, con Trieste più precisa rispetto ad una Vuelle che comunque, fino al 38esimo, stava tirando intorno al 50%

Rimbalzi: 41 a 21 per la Vuelle, che sui rimbalzi offensivi catturati (16), soprattutto nel finale, ha costruito la sua vittoria.

…..  E I MENO DELLA SFIDA PESARO – TRIESTE

Henri Drell: Ogni volta che lo vediamo sul parquet, ci sembra più giovane rispetto alla domenica precedente, e non è una cosa positiva, come potrebbe esserlo per il 38enne Delfino, mentre l’estone è un ventenne, che non sta compiendo quel necessario passo in avanti verso la maturità.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coach Repesa è uno di quei allenatori, che meriterebbero una telecamera dedicata, tipo quello che fa Sky nella serie A calcistica, perché oltre a non stare mai fermo, non sta mai zitto, lavorando ai fianchi la terna arbitrale, ma soprattutto non perdonando niente ai suoi giocatori, emblematica, sul 59 a 62, la lavata di capo preventiva fatta a Henri Drell, messo in campo quasi a forza, con una pacca non proprio amichevole sulla schiena, urlandogli contro, non sappiamo esattamente cosa, ma traducendo in pesarese, di non fare il patacca, di entrare convinto, senza fare troppi danni.

Ma il ragazzino estone non è stato l’unico ad essere cazziato dal coach croato, protagonista di un timeout che dovrebbero aver sentito anche al Rossini Center, perché parliamoci chiaro, i suoi giocatori ieri non sono stati perfetti, con tante, troppe disattenzioni difensive, specialmente nel primo tempo, con quei tagli in backdoor che non venivano raddoppiati a dovere, e quella libertà concessa a tiratori del calibro di Doyle e Henry, durante quel timeout, Repesa si è scatenato, tra urla, lanci di bottiglie e lavagnette, anche perché aveva visto i suoi ragazzi impauriti, e glielo ha fatto notare e pesare, dato che in fin dei conti, Trieste era ancora lì, e c’era tutto il tempo per ribaltare l’inerzia del match.

Nel post partita, Repesa ha voluto rimarcare la bella prestazione offerta da Zanotti, ma, nel suo stile, ha comunque sottolineato un paio di errori commessi dal torinese in fase difensiva, errori che tutti i suoi compagni hanno commesso, perché, come ha voluto ribadire, sono i giocatori che vanno in campo, e decidono le sorti del match, anche se in cuor suo, sa quanto possa essere decisivo il suo contributo dalla panchina.

Contributo che ha portato la Carpegna Prosciutto al quinto posto in classifica, in piena corsa per la Coppa Italia, anche se probabilmente è quella con il calendario peggiore da affrontare, con le trasferte proibitive di Bologna e Milano, e il match casalingo contro una Brescia in grossa crescita, ma essere arrivati a questo punto, con una concreta possibilità di presentarsi a Milano il prossimo febbraio, è già un grosso passo in avanti, anche se l’ultimo posto continua ad essere distante solo 6 punti, ed evitarlo, rimane il principale obiettivo stagionale della Vuelle e del suo coach.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano si aggiudica il big match, sbancando con merito il palazzetto della Virtus, partita che gli spettatori di Rai2 hanno potuto vedere solo fino al 37esimo, l’Armani stacca Brindisi, fermata da Cremona nel posticipo, e risale al terzo posto Sassari, che in rimonta, supera una volitiva Brescia, nel gruppone a quota 12, quello dove è presente anche Pesaro, rimangono Trento, che ha osservato il turno di riposo, Venezia, che non riesce a passare sul parquet di una rimaneggiata Fortitudo, e Reggio Emilia, superata in casa da Cantù nell’anticipo del sabato, e sale a 12 punti anche Treviso, vincente al fotofinish a Varese, che attualmente occupa l’ultimo posto in classifica, visto che Trieste deve ancora recuperare due partite.

 

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