Troppa Virtus, la Vuelle si consola con l’affidabilità di Robinson. Il 2021 si riparte da Milano

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31 dicembre 2020

vuelle a bolognaPESARO – Ogni sconfitta, come qualsiasi vittoria, deve essere tarata anche sul valore dell’avversaria, e, onestamente, anche una Vuelle vicina alla perfezione, non sarebbe riuscita a vincere contro la Virtus vista ieri pomeriggio, una squadra dal roster infinto, dove Belinelli sembra quasi un lusso, con i play serbi che segnano e fanno segnare, una difesa che, quando decide di stringere le maglie, ti impedisce qualsiasi tiro pulito, e che, oltretutto, ha segnato 18 triple delle 33 tentate, percentuale contro la quale perderesti anche con l’ultima in classifica.

Intendiamoci, la Vuelle non è stata vicina alla perfezione, ma ha giocato la sua onesta partita, fatta di pazienza, alla ricerca del tiro più pulito possibile, cercando in ogni caso il gioco interno per Cain, che si è preso 13 tiri, sbagliandone parecchi per una diversa fisicità, ma dal punto di vista tattico, erano ben costruiti, così come le triple dei vari Tambone, Filipovity e Drell, per una volta non un corpo estraneo, ma partecipe nell’economia del match, segnale forse che la manata ricevuta domenica scorsa, non gli sia rimasta impressa solo sulla schiena, ma anche nella testa, visto che è apparso più libero e senza quelle paure mostrate fino all’altro ieri.

Ma la partita contro la Virtus, ha definitivamente sdoganato il talento di Justin Robinson, un playmaker vero, che non ha avuto paura di confrontarsi contro dei big come Teodosic e Markovic, affrontandoli a viso aperto, e mettendoli in difficoltà per due terzi del match, finendo poi le energie, ma fino al 25esimo, ha messo in mostra un repertorio di passaggi da piano superiore, stimolato magari dal confronto con due giocatori ex Nba.

Le note stonate sono arrivate dalla coppia argentina della Vuelle, che ha faticato più del dovuto, messa in grossa difficoltà da una difesa bolognese che non ha mai concesso a Delfino le sue penetrazioni, costringendolo a tiri fuori equilibrio e a diverse forzature, il capitano poi ha cercato di rendersi utile in altri modi, perché non è la volontà a fargli difetto, volontà che ancora non vediamo al 100% in Ariel Filloy, che non ha approfittato dell’assenza di Massenat, per compiere quel salto in avanti nel suo rendimento.

DSC_7195Passo in avanti invece, fatto ancora da Zanotti, che dopo aver segnato il suo carrier high contro Trieste, si è fatto valere anche contro la Virtus, pagando dazio sicuramente a rimbalzo, ma segnando canestri di opportunità in mezzo all’area, perché dove non arrivi con la tecnica, devi arrivarci con la furbizia ed il mestiere, anche se sono solo tre stagioni che giochi in serie A, mentre Filipovity deve ancora fare quel piccolo step, per competere ad un livello più alto.

Ma, come si dice in questi casi, non sono queste la partite da vincere, e non lo sarà neanche quella di domenica prossima, contro un Armani che vorrà anche riscattarsi dalla sconfitta di ieri sera contro il Cska Mosca di Daniel Hackett, match dove debutterà Gerald Robinson, giocatore che consentirà a coach Repesa di ruotare maggiormente i suoi esterni, in attesa della sfida contro Brescia del prossimo 10 gennaio, 40 minuti che decideranno l’accesso o meno della Vuelle alle Final Eight, una Carpegna Prosciutto che, dopo i due recuperi di ieri sera, è scesa al settimo posto, consapevole che anche 14 punti, potrebbero non essere sufficienti per qualificarsi alla Coppa Italia.

I PIU’ …..

Justin Robinson: Sfida gli esterni bolognesi senza nessuna paura, vincendo per qualche minuto anche il duello, pur se alla fine, ha dovuto cedere il passo al duo Teodosic-Markovic, ma dimostrando che a livello di talento cestistico puro, parla la stessa lingua di questi campionissimi.

Henri Drell: Per uno straniero, segnare 14 punti dovrebbe essere la norma, ma per il ventenne estone è una vera rarità, punti anche di buona fattura, confermando che avrebbe i mezzi per diventare almeno un giocatore da rotazione nei piani di coach Repesa.

Rimbalzi: Si pensava che la Virtus avrebbe dominato sotto canestro, invece Pesaro pareggia il conto a rimbalzo, catturandone ben 11 a livello offensivo, che le hanno consentito di rimanere in partita fino a metà del terzo quarto.

Tiro da tre: Pesaro tira dall’arco con un onestissimo 37% (10 su 27), ma nulla ha potuto contro il 57% della Virtus, che segna 18 delle 33 triple tentate, che valgono 54 punti e il 54%. 

  E I MENO DELLA SFIDA BOLOGNA – PESARO

Palle perse: Troppi i 16 palloni gettati al vento dall’attacco pesarese, alcuni anche con il contributo della difesa bolognese, ma almeno la metà per distrazioni altamente evitabili.

Ariel Filloy: 22 minuti senza nessuno acuto per Ariel, che non è mai riuscito ad ergersi a protagonista, faticando più del dovuto a liberarsi dalla marcatura della difesa bolognese.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coach Repesa ha disertato la conferenza stampa post Virtus, arrabbiato per i 100 punti presi dai suoi giocatori, anche se in cuor suo, sa che la sua Vuelle non ha giocato malaccio, ma giustamente, tra i compiti di un allenatore, c’è anche quello di non far mai calare la soglia d’attenzione, e, pur se il merito della Segafredo è superiore ai demeriti della Carpegna Prosciutto, quella contro Bologna è stata una partita dove non tutto ha funzionato alla perfezione.

Il brutto è che domenica si andrà a Milano, col serio rischio di prenderne un altro di ventello anzi, l’Armani ci appare ancora un gradino sopra alla Virtus, con i suoi nove stranieri, che già basterebbero ad essere competitivi per lo scudetto, a cui aggiungere italiani del calibro di Gigi Datome e Jeff Brooks, senza dimenticarsi di Paul Biligha, Andrea Cinciarini, Moraschini e Davide Moretti, vedremo chi manderà in tribuna coach Messina, in un reparto esterni extra lusso, da cui può pescare il chacho Rodriguez, il talento infinito di Delaney, o sfruttare le capacità balistiche di Roll o Punter, ma non è che sotto canestro le cose vadano tanto peggio, con pivot del calibro di Tarczewski e Kyle Hines, con dei jolly come Shavon Shields e Zach Leday, da tirare fuori da un mazzo pieno di carte buone da mettere sul piatto.

A Milano debutterà Gerald Robinson, non proprio la partita ideale, ma potremo valutare il suo impatto sulla squadra e vedremo quanto possa essere utile il suo contributo, in attesa del rientro di Massenat, mentre per il lungo, si sta sondando sia il mercato europeo che americano, anche se molto dipenderà dalla qualificazione o no della Carpegna Prosciutto alle Final Eight, visto che in caso di esito positivo, arriverebbe qualche soldino dallo sponsor, mentre in caso di esito negativo, si opterà per una operazione stile Gerald Robinson.

LA PARTITA IN PROGRAMMA:

AX ARMANI EXCHANGE MILANO (11 VINTE – 1 PERSA) – CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO (6 VINTE – 6 PERSE)

DOMENICA 3 GENNAIO – ORE 18 – MEDIOLANUM FORUM DI MILANO

Diretta streaming su Eurosport player

LA QUATTORDICESIMA GIORNATA IN PILLOLE

Sarà la sfida tra Cantù e la Fortitudo ad inaugurare il 2021 cestistico, unico anticipo al sabato, visto che gli altri sei match si svolgeranno tutti alla domenica, iniziando alla 17, con il duello tra Reggio Emilia e Sassari, mezz’ora più tardi, spazio al derby veneto tra Treviso e Venezia, mentre Varese è alla ricerca di punti utili per lasciare l’ultimo posto, ma Trieste non gli renderà il compito facile, visto che l’Allianz è ancora in corsa per le Final Eight, come Trento, che però dovrà fare i conti con la voglia di rivalsa di una Brindisi reduce da due sconfitte consecutive, in una quattordicesima giornata, che si chiuderà col posticipo tra Brescia e Cremona. Ad osservare il turno di riposo sarà la Virtus Bologna.

Buon anno a tutti i nostri lettori, per un 2021 che speriamo possa essere foriero di buone notizie, e non solo di quelle brutte, che per quelle ci è bastato il 2020.

 

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