Vuelle alle Final Eight, premiati quattro mesi di grande lavoro di Repesa

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11 gennaio 2021

esulta vuelle Pesaro BresciaPESARO – Giusto così, perché se la Vuelle non si fosse qualificata per la Coppa Italia, sarebbe stata una beffa, non solo per quello che ha fatto vedere ieri sera, ma per tutto quello che ha prodotto in questi quattro mesi, da quella Super Coppa settembrina che non importava a nessuno, ma dove già si intravedeva la qualità del gruppo, con quelle vittorie contro Brindisi e Sassari che magari non contavano niente, ma che ci avevano già fatto capire che l’aria stava cambiando, Banco di Sardegna che tra l’altro, sarà l’avversaria della Carpegna Prosciutto in Coppa, visto che Pesaro ha chiuso l’andata al sesto posto e si incrocerà coi sardi, terzi.

Giusto così, perché il buon lavoro va sempre premiato, ed è innegabile che quello prodotto da Jasmin Repesa finora sia di primissimo livello, perché non era facile prendere un gruppo completamente nuovo e trasformarlo in squadra, anche se di fatto, 7 dei 9 titolari li aveva scelti personalmente, nei limiti di un budget non astronomico e sicuramente limitato dalla mancanza di pubblico, ma non era così scontato che riuscisse a tirare fuori il meglio da ognuno, anche se siamo convinti che il lavoro non sia completato del tutto, e che ci siano ancora dei margini di miglioramento, sia individuali, che di squadra.

Giusto così, perché la Carpegna Prosciutto, intesa come sponsor, meritava di approdare a questa vetrina, dopo una stagione in cui, se avesse deciso di mollare tutto, avrebbe avuto tutte le ragioni del caso, visto che la Vuelle non le aveva dato nessuna soddisfazione, anzi, si era fatta umiliare in giro per l’Italia, e non è che uno sia molto contento di abbinare il suo marchio a dei record negativi.

Giusto così, perché convincere Repesa a sposare la causa della Vuelle non è stato facile, e Costa ed Amadori ci sono riusciti, in una stagione in cui finalmente non si sono fatti sentire più di tanto, lasciando parlare la squadra e i risultati, evitando di presentarsi ai tifosi nella versione “Calimero”, quella che “E’ un ingiustizia però..” perché lamentandosi sempre, non si va da nessuna parte, e si crea solo un clima pesante intorno. Quest’anno invece, in una stagione in cui avrebbero avuto più ragioni di lamentarsi rispetto al passato, sono rimasti dietro le quinte.

Giusto così, perché Pesaro in Coppa Italia non ci andava da nove anni, ma l’ha vinta per due volte e ha disputato diverse finali, e anche se i tifosi non potranno andare fino a Milano, avranno comunque l’occasione di tifare per la loro Vuelle, in un torneo dove non partirà da favorita, ma che ha sempre riservato sorprese, con una formula che ti permette di alzare la Coppa, vincendo “solo” tre partite in quattro giorni.

Giusto così, perché i 14 punti conquistati finora, verranno utili nel girone di ritorno, dato che ormai abbiamo capito che questo sarà un campionato equilibrato anche nei prossimi mesi, e che la salvezza rimane il vero obiettivo stagionale, da raggiungere il prima possibile, senza fare troppo i conti, anche se dalle prossime partite cominceremo a parlare di differenza canestri, di 2 a 0 negli scontri diretti, e di classifiche avulse, quella che verrà sbrogliata solo dopo i recuperi delle tre partite ancora da disputare di questo girone d’andata.

Giusto così, perché delle 14 partite disputate, Pesaro ne ha sbagliate di fatto solamente due o tre, quelle con Trento e Cantù, e in parte con Sassari, ne ha sprecate altre due, quelle con Treviso e la Fortitudo, e ha giocato alla pari con la Virtus e Milano, mentre le altre sette le ha vinte, anche con buon margine, salvandosi al supplementare contro Cremona, match che riteniamo possa rappresentare lo “sliding door” stagionale della Carpegna Prosciutto, quello che, una volta vinto, ha dato ulteriore fiducia ad un gruppo sempre coeso, ma che ancora non aveva realizzato il suo valore fino in fondo, ma che dopo aver vinto contro la Vanoli, ha compreso che in questo campionato, anche Pesaro avrebbe potuto dire la sua, giusto così.

I PIU’ ……

Marko Filipovity: Stavolta tutti si sono accorti del suo contributo, perché l’ungherese ha la capacità di produrre punti, senza essere troppo appariscente, ma contro Brescia, è salito in cattedra quando serviva, con un ultimo quarto da vero protagonista, coronando un girone d’andata in cui è stato il più costante dei suoi.

Ariel Filloy: Forse aveva bisogno di una partita da dentro o fuori, sulla falsariga delle tante giocate nella sua lunga carriera, di stimoli che finora non aveva trovato, contro Brescia disputa la sua migliore partita in maglia Vuelle, segnando triple decisive, prendendosi finalmente le sue responsabilità.

Tiro da tre: 42% dall’arco per una Vuelle che è la seconda squadra del campionato per triple tentate, conclusioni che spesso arrivano al termine di azioni ben congegnate, che puoi sempre sbagliarle, ma che hanno molte più possibilità di entrare rispetto a quelle forzate al 24esimo secondo.

Jasmin Repesa: Ci piacerebbe poter assistere dal vivo ai suoi allenamenti, perché è lì che è nata questa Vuelle, nei giorni passati a soffermarsi sui particolari, sugli errori, sulla preparazione delle partite, sull’insistere fino allo sfinimento su cose che sembrano insignificanti, ma che poi alla domenica risultano decisive, MVP della Carpegna Prosciutto in questo girone d’andata.

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BRESCIA

Gerald Robinson: E’ un peccato che Massenat non ci potrà essere in Coppa Italia, perché Robinson G. potrà dare una mano, ma non ha sicuramente la sicurezza e l’intensità in ambo i lati del campo, mostrata dall’haitiano fino al momento dell’infortunio.

Henri Drell: Non per la partita in sé stessa, ma perché “regalare” uno straniero, rimane in ogni caso un lusso, e non stupitevi se, quella contro Brescia, potrebbe essere l’ultima partita casalinga giocata dall’estone in questa stagione con la maglia della Vuelle, con il suo sostituto che potrebbe firmare già in settimana.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Le squadre si allenano anche fuori dal campo, non presentandosi alle conferenze stampa post partita, dopo aver perso contro la Virtus e Milano, due sconfitte che rientrano ampiamente nella normalità, ma che Repesa non aveva preso bene, conscio che con qualche disattenzione in meno, si potevano anche vincere, specialmente quella con l’Armani, e il coach croato, disertando le due conferenze, aveva mandato un segnale ai suoi giocatori: quello di non accontentarsi mai, e di provare a vincere le partite, senza preoccuparsi troppo di chi c’è dall’altra parte.

E Repesa non si accontenta mai, come dichiarato ieri sera in conferenza stampa, quella dove ha parlato di sogni ed obiettivi, perché l’obiettivo deve sempre rimanere quello di salvarsi il più in fretta possibile, ma i sogni aiutano a vivere, e dopo aver raggiunto la Coppa Italia è giusto non fermarsi qui. 

Il coach croato, abituato ai quartieri alti, ha sottolineato che alla sua Vuelle manca almeno una vittoria, forse due, punti che l’avrebbero portata addirittura tra le prime quattro, e riavvolgendo il nastro del girone d’andata, non ha tutti i torti, perché le sconfitte contro Treviso e Fortitudo potevano essere evitate, ma questo è un campionato strano, dove i valori sono livellati, non verso il basso, ma verso il centro, dove veramente può accadere di tutto ogni domenica.

Prendete il match di ieri pomeriggio contro Brescia, squadra solida, partita con ambizioni da playoff, che nel secondo quarto sembrava inarrestabile, con una potenza fisica superiore a quella pesarese, ma, come capita spesso, a risultare decisivi sono stati gli ultimi minuti del primo tempo, quelli dove la Vuelle è stata capace di risalire fino al meno cinque, risultato che lo stesso Repesa ha giudicato buono, per la cattiva qualità espressa dai suoi giocatori nei primi venti minuti.

Poi, usciti dallo spogliatoio, si è vista un’altra Vuelle, più attenta in difesa e meno caotica in attacco, con un terzo quarto giocato in maniera esemplare, anche se poi la Germani è tornata sotto nell’ultimo periodo, risalendo fino a meno uno, e a quel punto ha prevalso la maggiore lucidità dei pesaresi, con Filipovity e Filloy protagonisti, senza dimenticarsi del contributo di J.Robinson, Tambone e Delfino, capitano coraggioso di una Carpegna Prosciutto che senza tanti proclami, è tornata momentaneamente nell’élite del basket italico, con l’obiettivo di rimanerci il più a lungo possibile.

DAGLI ALTRI PARQUET

Giornata con sole cinque partite a referto, visto che oltre a Brindisi-Varese rimandata per covid-19, non si è potuta giocare neanche Cremona-Milano, con l’Armani bloccata a Madrid dalla neve, ma in ogni caso, questo quindicesimo turno ha stabilito sette delle otto squadre che parteciperanno alla Coppa Italia, con Trieste che, dopo aver vinto in casa della Fortitudo, è salita al settimo posto, mentre rimane da assegnare l’ottavo, che dovrebbe andare a Reggio Emilia, sconfitta a Venezia nel posticipo, che deve augurarsi che Milano vinca a Cremona, quando si riuscirà a disputare il match.

Non ci saranno in Coppa Italia né Trento, fermata in casa dalla Virtus, né Treviso, che dovendo osservare il suo turno di riposo, poteva sperare solo in risultati favorevoli dagli altri campi, mentre Sassari, superando con qualche affanno Cantù, ha mantenuto il suo terzo posto, quello che la farà incrociare con Pesaro nelle Final Eight.

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