La morte di Marcello Giombini, imprenditore e dirigente sportivo, un uomo generoso, una splendida persona

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13 gennaio 2021

imagePESARO – Il 2021 come il 2020, il Covid si è portato via un altro caro amico, Marcello Giombini.
Non lo vedevo da  mesi, ero preoccupato. Mi facevano compagnia il suono del clacson della sua Lancia Ypsilon, il suo saluto mentre camminavo o pedalavo sulla ciclabile del Lungofoglia e lui tornava a casa dall’uscita mattutina, le parole scambiate, di buon mattino, davanti al Moloco. Scambiare anche poche parole con Marcello era un piacere che durava da 47 anni e ogni mattina faceva incominciare bene la nuova giornata.
La nostra amicizia era iniziata con una… litigata. Esagero. Una discussione. Impossibile litigare con Marcello.
A fine anno 1973 abitavo all’11° piano del palazzo in Viale Mosca 6, a Baia Flaminia, porta a porta con il grande appartamento dei coniugi  Marta e Marcello Giombini. Per meglio seguire il basket d’oltre Adriatico e ascoltare, ogni sabato pomeriggio, le telecronache di Sergio Tavčar da TeleCapodistria, avevo chiesto a un  tecnico specializzato di installare un’antenna che catturasse il segnale proveniente da Capodistria, ma anche da TvZagabria. Qualche piano più in basso abitava Boris Sinković, allora allenatore della Vuelle, al quale potevo chiedere informazioni di prima mano sulle partite in programmazione nel fine settimana della lega slava.
L’antennista fece un ottimo lavoro, il segnale di TeleCapodistria (TvKoper) arrivava chiaro, senza interferenze. Poche mattine dopo, prendendo l’ascensore, fui affrontato da Marcello, che non me le mandò a dire. Lui era un esperto del settore: la ditta Giombini aveva realizzato l’impermeabilizzazione dei tetti di tutti i palazzi, e non solo di quelli di Baia Flaminia, punto di riferimento per tutti i costruttori durante gli anni d’oro dell’edilizia. Per sistemare il cavo, l’antennista aveva fatto qualche piccolo buco sull’impermeabilizzazione. Le mie scuse furono obbligatorie, come pure l’immediata rimozione dell’impianto. E pazienza se da quel giorno le immagini delle partite del campionato jugoslavo sarebbero state meno nitide.
Poco tempo dopo cambiai residenza e per qualche anno persi i contatti con Marcello.
Lo ritrovai nel 1981, quando Stereo Pesaro 103 mi affidò le radiocronache della Scavolini Baseball. Marcello era dirigente, un appassionatissimo dirigente. Amava lo sport, tutti gli sport, ed era amato da chi collaborava con lui. Un amico, che seguiva il calcio, anzi l’Adriatico, mi disse che Marcello era il migliore dei dirigenti, il più generoso.
Toh, quello che rovina i tetti“, mi disse, abbracciandomi subito dopo, quando ci incontrammo in Via Marsiglia, davanti al “diamante”, casa del Baseball Club Pesaro.
Marcello era una presenza importante, soprattutto nei momenti difficili. Sempre pronto a spendere una buona parola, a compiere un gesto di grande generosità. Marcello era un uomo molto generoso.
Mai dimenticherò una trasferta a Torino, con Marcello accompagnatore. Offrì alla squadra tutto e di più, ma s’indignò quando un giocatore americano aprì una bottiglia a sua insaputa, suscitando le proteste dell’albergatore che ospitava la squadra pesarese. Generoso e leale, non amava i  mezzucci.
Quando il Baseball Club Pesaro lasciò la Serie Nazionale, persi di vista Marcello. Le occasioni di incontrarsi si fecero sporadiche. Però ogni volta era una festa salutarlo, abbracciarlo,   ricordare i vecchi tempi, discutere di calcio e ironizzare sulla “sua” Juventus.
Era rimasto legato al baseball, alla vecchia guardia. Quando Dodo Furiassi, Maurizio e altri dirigenti gli portarono la targa dedicata al cinquantenario, si commosse. A conferma della sua generosità, potete leggere quanto ha pubblicato il Baseball Club Pesaro il 3 novembre 2018, anno in cui si è celebrato il 50° anniversario della società sportiva.
Allenamento alternativo quello di oggi per la Papalini Baseball Pesaro.
La squadra, infatti, si è ritrovata al campo con allenatori e dirigenti per festeggiare il compleanno di Luis (neo-manager della squadra) e Peppe (instancabile factotum del campo).
Tutti i presenti desiderano ringraziare Marcello Giombini, ex-dirigente della società durante gli anni d’oro e grandissimo amico del Baseball Pesaro, che ha offerto salsicce e costarelle a tutta la squadra.
Ovviamente invitiamo Marcello al campo per la prossima stagione a partecipare e a divertirsi con noi.
 MARCELLO SEI IL NUMERO UNO!!
Il Baseball Pesaro ti vuole bene!
All’inizio del Duemila, lo ritrovai, quasi per caso, sulla banchina di levante del porto, il suo quartiere.
Dietro la sua maschera, il suo sorriso, grande era il dolore per la scomparsa di Marta.
Da allora, quasi ogni mattina, fino a qualche mese fa, ci si vedeva davanti al Moloco, dove Marcello s’intratteneva con amici di sempre. Arrivava presto… “Dormo poco, non vedo l’ora di essere qui“, raccontava, parlandomi con orgoglio di Giovanni, suo figlio, e della sua famiglia.
Se pedalavo in mountain bike mi invitava ad andare piano, se camminavo, mi affiancava per una cinquantina di metri, sempre ricordandomi di prestare attenzione.
Ascoltando la sua tosse, lo rimproveravo per l’ennesima sigaretta accesa. “Marcello, smetti di fumare!”. Replicava, sorridendo, che gli era rimasto “questo piacere“.
Chi ha conosciuto il suo sorriso ha perso un grande amico, una splendida persona.
Ciao Marcello, che la terra ti sia lieve.

3 Commenti to “La morte di Marcello Giombini, imprenditore e dirigente sportivo, un uomo generoso, una splendida persona”

  1. Laura scrive:

    Splendido

  2. Secondini giorgio scrive:

    Bravo come sempre Luciano, Marcello era x me vero amico, grande dirigente Delfino basket persona squisita, andammo insieme a Bologna x divise nuove serie b

  3. Sei andato via anche tu. Abbraccia la Martina e Fifo per me. Marcella

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