Il peggio (le disuguaglianze, Renzi e noi moriremo democristiani) e il meglio (la Vuelle e una piazza per Kobe)

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30 gennaio 2021

Mister Pressing
Il peggio: Renzi che esalta l’Arabia Saudita. “È un grande onore essere qui” ha detto Renzi, intervistando il degno erede del re di uno dei paesi più illiberali al mondo. Poi ha toccato il cielo con un dito: “Non mi parli del costo del lavoro a Ryad, come italiano sono molto invidioso. In Arabia Saudita ci sono le condizioni perché sia la culla di un “neo-rinascimento“. Mai avevo provato tanta nausea nel leggere parole di quest’uomo. L’Arabia  Saudita e Mohammed bin Salman, il principe amico di Renzi, sono un connubio che è accusato di numerosi reati, a incominciare da quello che ha portato all’assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, compiuto in modalità atroci nei locali del consolato saudita di Istanbul, dove non entra chiunque se non è autorizzato dai servizi segreti sauditi. Finora, Mohammed bin Salman è stato coperto dall’amministrazione Trump. Avril Haines, direttrice dell’intelligence nazionale della nuova amministrazione Biden, ha annunciato durante la cerimonia di investitura al senato che il governo declassificherà una nota segreta della Cia a proposito dell’assassinio. Come può Renzi difendere un paese – l’Arabia Saudita – che non ha libertà di stampa e i giornalisti liberi li incarcera o li fa uccidere? E come può invidiare chi basa il proprio sistema economico sullo sfruttamento della manodopera (quasi tutta straniera)? Secondo World Report 2020 su Saudi Arabia, “i lavoratori stranieri vivono in condizioni di lavoro forzatoI lavoratori che lasciano il loro posto senza il consenso dell’autorità possono essere accusati di fuga e pertanto imprigionati e deportati“. Ma tutto questo Renzi non lo sa.
Il peggio: Ettore Rosato e gli invidiosi. Prova a sostenere il suo impegno il mitico Ettore Rosato, quello del Rosatellum, che non è un vino anche se può sembrarlo. “Il senatore Renzi è andato (in Arabia Saudita) a dare un contributo culturale. Confrontarsi con gli altri sistemi è normale. Nei confronti di Renzi solo invidia“. Al suo confronto il Credo dei cattolici è una barzelletta. E noi, purtroppo, moriremo democristiani.
Il peggio: i cosiddetti grandi giornali, Renzi e l’Arabia Saudita. Hanno dedicato pagine su pagine a un piccolo abuso edilizio del padre di Di Maio, ma hanno taciuto, o quasi, su Renzi che intervista, nel modo in cui gli piace essere intervistato, senza domande, possibilmente con tanti salam…elecchi, ed esalta il presunto mandante dell’omicidio di un giornalista. Dal 27 al 29 gennaio il Corriere della Sera non ha dedicato un titolo, un commento indignato al viaggio di Renzi in Arabia Saudita. La Repubblica di venerdì 29 gli dedica un taglio basso a pagina 4 con il titolo “L’Arabia è il Rinascimento”. L’ex premier sotto attacco. Nell’articolo si legge dei soldi che Renzi riceve annualmente dalla fondazione araba, ma nessuna parola di commento su Mohammed bin Salman e le accuse che gli fanno la organizzazioni umanitarie. Nessuna traccia di Jamal Khashoggi, né dello sfruttamenti dei migranti, tanto meno di come l’Arabia saudita tratta le donne. La Stampa è strepitosa: dedica la pagina 8 di giovedì 28 a Fenomenologia del “casalinismo”, ascesa e caduta di un format di successo, sul portavoce di Conte, già concorrente del Grande Fratello. Niente titoli e articoli e neppure una virgola su Renzi che esalta l’Arabia Saudita, uno dei paesi peggiori al mondo. Però ha Il graffio, la rubrica – ironica ma non si capisce fino a che punto – firmata da Francesca Paci, un francobollo a fondo pagina dal titolo Matteo d’Arabia. Stica..i, direbbe Schiavone. E i giornalisti di questi tre quotidiani sono spesso in tv a pontificare, a farci la morale. Con quale faccia. Mi ricorda quanto accadeva nelle redazioni alla notizia di arresti per  spaccio di droga. Se gli arrestati erano poveri diavoli o figli di poveri diavoli il loro nome era pubblicato per esteso, spesso accompagnato dalla “testina”, la fotografia formato tessera. Se erano figli di “famiglie bene”, come informavano le forze dell’ordine, neppure le iniziali. Signori, questo è il giornalismo italiano, con l’eccezione, sempre, de Il Fatto Quotidiano e, nel caso di Renzi d’Arabia, del Domani.
Il peggio: chi è contro la riforma della prescrizione.”Sono totalmente amareggiato per il verdetto sulla strage di Viareggio – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione -. Ferisce profondamente il fatto che la prescrizione impedisca di rendere giustizia alle famiglie delle 32 vittime e all’intero territorio viareggino, alla Lucchesia, alla Toscana tutta, che quella notte fu squarciata dall’esplosione“.
Chi ha voluto Giani alla guida della Toscana? I dati sono quelli ufficiali forniti dal sito della Regione: Partito Democratico, Svolta!, Sinistra Civica Ecologista, Italia Viva + Europa, Europa Verde Progressista Civica, Orgoglio Toscana per Giani presidente. Con quale faccia potranno parlare ancora ai familiari delle vittime della strage di Viareggio?

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Il peggio: “I giochi di palazzo”. “Trovo incredibile  che mentre questo Paese è travolto dalla pandemia  i suoi rappresentanti pensino ai giochi di palazzo“. Parole di Marco Piagentini, presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage di Viareggio che ha scritto una lettera al ministro Bonafede, nel mirino di renziani, centrodestra e una parte del PD per la riforma della prescrizione, compresa nei provvedimenti sulla giustizia che si doveva discutere mercoledì 27 gennaio. “La verità è che la sua riforma della prescrizione non va giù a quasi tutte le forze politiche… È una legge che nasce dal sangue dei nostri cari…“. Piagentini aggiunge: “All’indomani dei processi Eternit, Renzi aveva dichiarato che bisognava mettere mano alla prescrizione. Salvini era venuto a dirci che era a nostra disposizione, ma poco tempo dopo il suo ministro Giulia Bongiorno ha definito la riforma sulla prescrizione una “bomba a orologeria“. A tutte queste persone adesso chiediamo coerenza. Non si può scrivere in privato una cosa e farne in pubblico un’altra“.
Il meglio: la prescrizione in Europa. Basta informarsi per capire che all’estero i processi non si bloccano, con la tattica dilatoria che si utilizza in Italia, con i certificati medici, con i legittimi impedimenti. All’estero non si ottiene la prescrizione per reati di strage. Da anni l’Europa sollecita l’Italia ad adeguarsi, ma mille interessi di parte impediscono  di diventare un paese normale. Fior d’avvocati, la categoria più rappresentata in parlamento, si sgolano in difesa di una giustizia giusta. Avete mai saputo del pover’uomo che ha scansato una condanna con la prescrizione? Andate a leggere le sentenze dei processi che riguardano Berlusconi e capirete la differenza.
Il peggio: Silvia Vono, parlamentare passata dai M5S a Italia Viva. Letta su quotidiano.net: Renzi: “In Parlamento scandalo gruppi improvvisati“. Fa ridere, detto da chi ha lasciato il PD, portando via senatori e deputati eletti grazie al voto di sostenitori del PD. E fra i Dem, smemorati, c’è ancora qualcuno che lo sostiene. Qual è il vero scandalo? Per Renzi, ovvio, è normale che una eletta da gente che lo disprezza abbia trasferito i suoi voti al piccolo partito che vorrebbe rappresentare l’Italia viva. Silvia Vono ha rilasciato una dichiarazione che merita di essere letta attentamente: “Matteo Renzi ha dimostrato coraggio, lungimiranza e determinazione. Se ha sbagliato qualcosa nel suo percorso precedente, ne ha fatto tesoro, sapendo farsi da parte, rispettando l’impegno preso con gli italiani…”. Forse abbiamo capito male… Rileggiamo… Sì, ha detto proprio “Rispettando l’impegno preso con gli italiani“. Silvia  Vono, per sua memoria: “Se perdo il referendum, lascio la politica“. L’ha perso, il referendum, ma è ancora qui,  purtroppo.
Il peggio: il PDt. Acronimo di “Peggio di tutti”. Mercoledì 13 aprile 2011, l’allora presidente della Regione Toscana (dal 2010 al 2020), Enrico Rossi, rilasciava la seguente dichiarazione: “Pdl e Lega, nella foga di far evitare a Berlusconi i processi che lo riguardano, hanno deciso di trasformare l’Italia nel paese delle tragedie impunite“. Così il presidente Enrico Rossi commentava il voto negativo della Camera all’emendamento sul processo breve presentato dal gruppo del Pd, che chiedeva di stralciare dalla normativa i reati di omicidio colposo.  “Personalmente sono e sarò sempre accanto alle famiglie colpite dalle tragedie a partire da quelle di Viareggio“. La prescrizione della… memoria. Molti ex colleghi di Rossi sono contro la riforma, insieme con ex PDL e Lega, quelli che Rossi contestava nove anni fa.
Il peggio: Conte a casa, Berlusconi al Quirinale.  Lo propone Matteo Salvini. È un suo diritto. Resta che, pure con le critiche che si possono avanzare a Conte, non ha subito condanne, quindi non è pregiudicato, non ha potuto contare sulla prescrizione e tantomeno ha presentato leggi che hanno favorito le proprie aziende e gli amici. Però Conte, un galantuomo, rischia di andare a casa, mentre c’è chi vuole Berlusconi al Quirinale, dove, in un paese normale, non avrebbe diritto d’accesso neppure per le consultazioni. Ma noi non viviamo in un paese normale. Tanto è vero che niente vieta a un pregiudicato di essere eletto Presidente della Repubblica.
Il peggio: Emma Bonino, Berlusconi e Ursula. Dopo il colloquio con Mattarella, in  rappresentanza di Azione e + Europa, 44 gatti in fila per due, ha cancellato, con poche parole, tutto il nostro affetto per le battaglie condotte nei decenni dal Partito Radicale, in prima fila per i diritti civili, di tutti noi. Emma Bonino ha proposto un governo, senza Conte, allargato a Berlusconi, come con Ursula. Che sarebbe  Ursula Gertrud von der Leyen, presidente della Commissione Europea. Si può immaginare che il Berlusca, sentito il nome Ursula, abbia telefonato al ragionier Spinelli, quello che pagava le olgettine delle cene eleganti, per chiedergli: “Ragioniere, mi consenta una domanda: ma questa Ursula è nel suo elenco?“.
Il meglio: La cattiveria, Fico e Berlusconi. È bellissima La cattiveria di sabato 30 gennaio di spinoza.it sulla prima pagina de Il Fatto Quotidiano: Mattarella invita Fico al Quirinale. Deve avere inteso male le indicazioni di Berlusconi.
Il peggio: la Lombardia e il Covid. Ha fatto di tutto per dimostrare di essere la peggiore regione nella gestione della pandemia. Eppure nelle intenzioni di voto raccolte dai sondaggi pare che gli italiani vogliano al governo del paese gli stessi partiti che  amministrano tra camici dei cognati del presidente, vaccini fatti a chi non gli spetta e dati sbagliati.
Il peggio: il vaccino a chi non è in prima linea nella lotta al Covid-19. In Spagna, i funzionari che si sono vaccinati senza averne priorità si sono dimessi. In Italia? Sono tutti lì, dove stavano prima di fare il vaccino.
Il peggio: Il virus delle diseguaglianze: a farne le spese sono sempre i più poveri. Lo sostiene l’ultimo rapporto Oxfam, un movimento globale di persone che vogliono eliminare l’ingiustizia della povertà. Anche il Covid aiuta i super ricchi. Mille super-ricchi recuperano le perdite generate dal COVID in soli 9 mesi, mentre per i miliardi di persone più povere del pianeta la ripresa potrebbe richiedere oltre dieci anni. Il virus della disuguaglianza mostra come la pandemia abbia acuito le disuguaglianze economiche e sociali, razziali e di genere preesistenti: grazie a un sistema economico iniquo un’élite di miliardari ha continuato a accumulare ricchezza nel corso della più grave crisi dai tempi della Grande Depressione, mentre miliardi di persone sono state spinte sull’orlo della povertà.
Il peggio: i titoli dei quotidiani di destra sui Giochi Olimpici senza “Italia”.  Martedì 26 gennaio, giornali uniti contro il governo Conte che rischia di fare perdere all’Italia la partecipazione ai Giochi Olimpici – ammesso e non concesso si faranno, aggiungiamo noi – con bandiera e inno. Fra i titoli più indignati spiccano quelli dei giornali di destra. Il Giornale berlusconiano: Italia senza bandiera, specchio della politica. Con l’aggiunta: Il rischio ai Giochi di Tokyo dopo il pasticcio sul CONI.  La Verità: Il governo cancella persino inno e bandiera. Il Tempo: Giochi a rischio per l’Italia. Tutto questo perché? Per una riforma messa in atto dal precedente governo, quello con la Lega di Salvini. Una riforma voluta e firmata soprattutto dall’allora sottosegretario Giancarlo Giorgetti, leghista. Ora, a parte lo spreco di cellulosa, dire che questi hanno la faccia come il didietro è un insulto al didietro.
Il peggio: si salva Malagò. Martedì il governo ha firmato il decreto che ha salvato non solo inno e bandiera, anche Malagò. Pure meritevole di tante critiche la riforma Giorgetti aveva punti degni di attenzione, anzi di condivisione. A incominciare dal no a incarichi vita natural durante, come abbiamo più volte sottolineato, accusando i dirigenti sportivi di avere pensato che lo sport è il loro diamante, per sempre. C’è gente diventata presidente subito dopo il… battesimo.
Il meglio: Vuelle, un piacere per gli occhi: Commento di #robydinamoss# letto su Sportando: “Vedere questa Pesaro è un piacere per gli occhi“. È il piacere che abbiamo provato anche noi, domenica pomeriggio, seguendo la sfida con Cantù.
Il peggio: Ibra e Lukaku. La loro lite in diretta tv è una vergogna. Il loro comportamento indegno di due professionisti.
Il peggio: l’arbitro Valeri. Ha fatto come le tre scimmiette sagge: non vedo, non sento, non parlo, anzi non fischio. Cos’altro avrebbero dovuto fare Ibra e Lukaku per rimanere definitivamente negli spogliatoi a fine primo tempo? Comportamento tutt’altro che saggio quello di Valeri. La conseguenza? Una giornata di squalifica ai due. Un’altra vergogna.
Il peggio: preti, social, Codacons e politici contro Ibrahimovic. Sono intervenuti all’unanimità per sollecitare il no alla presenza di Ibrahimovic ospite fisso del Festival di Sanremo. Ora, che cosa ci faccia lo svedese al festival non lo capiamo, ma non ci interessa… il festival. Però, dargli del razzista ci sembra folle.  Folli sono stati sia Zlatan sia Lukaku. Non a caso, Paul Pogba è intervenuto per respingere ogni accusa: “Ibrahimovic razzista? Non scherziamo!“.
Il peggio: Cristiano Ronaldo. Per l’ennesima volta, andando in Valle d’Aosta, zona vietata ai residenti in altre regioni viste le restrizioni per combattere la pandemia, ha dimostrato disprezzo per le regole, che non rispetta, anzi calpesta, tanto la conseguenza è al massimo una multa, dell’importo pari a quanto guadagna in un secondo mentre dorme. Ma proprio questo sancisce il suo disprezzo: sono ricco e posso fare ciò che voglio, sembra affermare con il proprio comportamento. In perfetta linea con un omino che qualcuno vorrebbe al Quirinale.
Il peggio: i tifosi dell’Inter e le forze dell’ordine. Le cronache – asettiche, non sia mai che si prenda posizione – raccontano che in più di mille scortano la squadra che va a San Siro per il derby di Coppa Italia. Le forze dell’ordine vanno a fare i controlli negli esercizi pubblici e puniscono comportamenti scorretti. Facile, eh, punire singoli ristoratori e baristi che, pure sbagliando, vogliono solo lavorare, ma fare finta di non vedere migliaia di tifosi in strada che non rispettano le più elementari norme anti Covid. E non si tratta di interisti. Era accaduto già con milanisti, laziali, romanisti e napoletani.
Il meglio: una piazza per Kobe. Gliela ha dedicata Reggio Emilia, dove Kobe ha vissuto quando suo padre giocava lì. Sarebbe bello gliela dedicasse anche Pesaro, una città che vive di basket. Di sicuro nessuno avrebbe da ridire come per i giardini dedicati a un latitante.

 

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