Un libro alla settimana: Il piccolo Raffaello

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30 gennaio 2021

0001-3PESARO- La rubrica precedente, pubblicata sabato 23 gennaio (rileggi qui), mi ha consentito di raccontare la bella iniziativa di Crocifisso Dentello, scrittore che ha pubblicato per La nave di Teseo Finché dura la colpa (2015) e La vita sconosciuta (2017). Dentello, che tra l’altro collabora con le pagine culturali de Il Fatto Quotidiano, ha ideato  quella che mi è parsa una bellissima iniziativa: in memoria di sua madre Melina, morta a 62 anni per un tumore al seno, desidera festeggiare quello che sarebbe stato il 63esimo compleanno della donna, il prossimo 15 febbraio, donando libri ai pazienti oncologici di alcune strutture sanitari Milano, dove lo scrittore vive. E ha invitato chi volesse partecipare a inviare i libri scelti al suo indirizzo: Crocifisso Dentello, Via Jan Sibelius 28 – 20161 Milano.
Ho aderito all’iniziativa e martedì mi sono recato in Via Castelfidardo, nella libreria il catalogo. Ad Alessandra e Giovanni ho chiesto consiglio sulla scelta del libro. Giovanni me ne ha proposto uno che sta avendo un grande successo: Il piccolo Raffaello. Una favoletta che Girolamo Allegretti, storico, ha scritto “per ingannare il corona-virus”, racconta la terza di copertina. Finito di stampare lo scorso ottobre per i tipi di Bookstones di Rimini, Il piccolo Raffaello è ambientato nel settembre 1489.
Un pesantissimo carro trasporta da Urbino a Montefiorentino, nel cuore degli Appennini, lungo strade improbabili o addirittura inesistenti, la sacra conversazione di Giovanni Santi e la sua monumentale cornice. Insieme all’opera e alle maestranze c’è anche il piccolo figlio del pittore, Raffaello: ha  solo sei anni, e già nello sguardo il suo destino. Sarà per lui un viaggio di iniziazione e scoperte.
La storia – avverte Allegretti – è tutta inventata, e anche i caratteri dei personaggi, che però sono, quasi tutti, veri“.
Sono veri i luoghi, raccontati magistralmente. E che tenerezza si prova leggendo del piccolo Raffaello, come pure di Robertino, il figlio del conte, il contino. Sono 54 pagine impareggiabili, molto teobaldiane, nel senso che sono ricche di termini dimenticati, scarsamente utilizzati. Alzi la mano chi conosce il significato di combarbio. Ebbene, leggendo la fiaba dedicata al piccolo Raffaello, impariamo anche questo. Grazie, professor Allegretti, non vediamo l’ora di leggere la storia dei conti Oliva di Piagnano e Piandimeleto, a cui sta lavorando. Intanto rileggiamo, con i nostri lettori, alcuni passaggi a pagina 33:
È mezzogiorno. A palazzo, Robertino fruga tra le sottane della cuoca per stupire l’amico, che non si stupisce. Allora lo porta nella stanza della madre dove non dovrebbe entrare, perché vuole mostrargli – aperto sull’inginocchiatoio – il libro d’ore appartenuto al nonno Gianfrancesco. È tutto miniato, una meraviglia, Raffaello è rapito, e anche un po’ sconcertato: perché la Madonna e l’Angelo non si guardano negli occhi? e la colomba dello Spirito Santo ha la pesantezza di un pollo? perché l’acqua del bagno di Betsabea non è trasparente come dovrebbe? Bellissimo e al tempo stesso maldestro. Il piccolo Raffaello si fa dei propositi senza saperlo: da grande dipingerà gli sguardi.
Il piccolo Raffaello, di Girolamo Allegretti (Bookstones, 12 euro).

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