Vuelle, pagata la lunghezza del roster di Venezia. Si guarda già a Trento

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1 febbraio 2021

PESARO – Ci sono partite che, ragionando con la testa, sai di avere pochissime chances di vincere. Soprattutto quando dall’altra parte c’è una squadra più forte e completa della tua, ma si sa, al cuor non si comanda, e siamo certi che i tifosi pesaresi, sulla schiacciata del più 10 di capitan Delfino, un pensierino alla vittoria l’abbiano fatto ieri sera, dato che in quel momento, mancavano meno di otto minuti al termine.

Ma le partite non sempre si vincono con il cuore, servono freschezza fisica e determinazione, quelle che sono mancate alla Vuelle negli ultimi minuti, quando ha subito un parziale di 29 a 5 che avrebbe steso chiunque, figuriamoci una Carpegna Prosciutto con rotazioni corte, dove Tambone ha fatto solo una breve apparizione e Drell ha tenuto botta solo nel primo quarto.

delfinoDall’altra parte c’era una Venezia dal roster infinito, dove coach De Raffaele ha potuto schierare il suo quintetto migliore quando contava, con il secondo quintetto che era sprofondato a meno 10, perché comunque la Vuelle la sua parte l’ha fatta, ma Pesaro non ha un secondo quintetto da schierare per far riposare i titolari, ne ha malapena uno di quintetto, soprattutto quando qualcuno buca la partita come è accaduto ieri sera, con Justin Robinson evanescente e Filipovity meno incisivo del solito, con Delfino che se ne stava in panchina con la felpa, non per il freddo, ma per preservare una schiena che continua a dargli fastidio, con Filloy che è passato ai margini del match senza incidere, stessa situazione di Zanotti e Drell, mentre non si poteva pretendere di più dal rientrante Tambone.

Così, gli unici a fare in pieno la loro parte sono stati Tyler Cain e Gerald Robinson, ma non sono bastati per portare a casa i due punti, anche perché se hai solo due carte da giocarti, è più facile per la difesa avversaria adeguarsi, ed infatti anche loro sono spariti nel finale, raddoppiati costantemente dai veneziani, che hanno scelto di lasciare liberi gli altri sul perimetro, in una serata in cui il tiro da tre ha fatto cilecca, e sappiamo che se non segna almeno dieci triple, la Vuelle non può arrivare a quota 80 punti, e quando è rimasta sotto a tale quota, la Carpegna Prosciutto non ha mai vinto.

Nell’economia di un campionato, perdere contro Venezia non è un peccato mortale, ma lo diventerebbe se si giocasse così anche per le prossime 11 partite, dato che la classifica è molto corta, e ci vuole un attimo per essere risucchiati verso il basso, e sarebbe il caso di non fidarsi del vantaggio su Varese, dato che i lombardi devono ancora recuperare tre partite e acquisiranno una maggiore forma fisica col passare delle giornate.

Domenica il calendario propone la trasferta di Trento, reduce da sei sconfitte consecutive, e che ha appena esonerato coach Brienza, promuovendo Lele Molin a capo allenatore, e se vi ricordate, nell’altra occasione in cui Pesaro ha affrontato una squadra in apparente crisi, nella giornata del debutto del nuovo allenatore, ha rimediato una sonora sconfitta dalla Fortitudo del nuovo coach Dalmonte, perché squadre veramente deboli non ce ne sono. C’è un gruppone di formazioni medie, capaci di battere anche Milano, vedi il caso di Trieste ieri pomeriggio, anche se riteniamo l’Allianz una squadra d’alta classifica, e se Pesaro a maggio, avesse più punti dei giuliani, sarebbe qualificata sicuramente per i playoff.

Ma ai playoff non si deve pensare, si deve guardare la classifica e sottolineare che la Vuelle ha solo sei punti di vantaggio sull’ultima, aspettando i recuperi di Varese, e che per stare tranquilli, si dovrà salire a 22, o meglio 24 punti, poi si potrà parlare di tutto il resto.

 

I PIU’……

Tyler Cain: Il suo tabellino è macchiato solo dai due liberi sbagliati e da un errore dal campo, con una valutazione complessiva di 24, impreziosita anche da 5 assist, il problema di questa Vuelle non è lui, ma quello di non avere un cambio nel suo ruolo.

Gerald Robinson: Saluta la Vitrifrigo Arena con una bella prestazione, quella di un giocatore esperto, che si adatta velocemente alle richieste del coach, gli rimangono altre due partite, molto importanti, per lasciare un bel ricordo anche nei tifosi pesaresi.

Austin Daye: Libero dal “timore” psicologico di fare uno sgarbo alla sua Pesaro, tira fuori tutta la sua immensa classe, con canestri di alta scuola, segnando anche quando la palla cominciava a scottare, una gioia per gli amanti della bella pallacanestro.

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VENEZIA

Tiri liberi: Già ci vai poco in lunetta, visto che Pesaro è l’ultima nei falli subiti dell’intero campionato, se poi, quando ci vai, sbagli 6 dei 12 liberi concessi, i conti non potranno mai tornare.

Tiro da tre: E i conti non tornano nemmeno se segni solo 5 delle 26 triple tentate, e col 19% dall’arco, nel basket moderno, non puoi mai vincere, e non è casuale che le migliori partite della Vuelle siano coincise con una percentuale da tre superiore al 40%.

Justin Robinson: Sembra aver perso la fiducia nei propri mezzi, e quando sei alto 173 cm, la fiducia è fondamentale, altrimenti rischi di demoralizzarti e di portare giù con te anche i compagni di squadra, visto che sei il play ed il regista di questa Vuelle.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Non saremo al livello del calcio, ma anche nel basket si inseguono le voci del mercato, e basta un qualsiasi tweet, per dare per certo un affare nemmeno iniziato. La situazione in casa Vuelle è più semplice di quella che sembra, e si può racchiudere nelle parole di Costa: “siamo alla finestra, aspettando l’occasione giusta”, che tradotto, significa che i soldi sono pochini, il passaggio al 6+6 avverrebbe solo se si raggiunsero 2000 Vuelle Card, e che se non capiterà un’altra occasione alla Gerald Robinson, il rischio di continuare con questo roster fino a maggio è alto.

Ma l’allenatore di questa Vuelle è Justin Repesa, uno che non ce la fa a stare zitto nell’angolino, e che quando vede le squadre avversarie prendere dei rinforzi, chiede alla sua società di potere fare altrettanto, e non è casuale che le voci di mercato abbiano riguardato due suoi connazionali, perché Repesa è tutto meno che uno sprovveduto, e sa che un punto di forza della sua squadra è il gruppo, quello che si è formato in questi mesi, con gerarchie ben delineate che hanno portato ad un equilibrio interno che sarebbe un peccato rompere.

Così, prendere un rookie americano, od un qualsiasi straniero, intenzionato a venire a Pesaro per fare la prima donna, sarebbe da “patacca”, per dirlo alla pesarese, anche perché le vere prime donne costano, e la Vuelle non ha i soldi per prenderli, e allora si continua a scandagliare il mercato europeo, soprattutto quello delle tante formazioni eliminate dalle varie coppe, alla ricerca dell’incastro giusto, leggasi un lungo capace di far rifiatare Cain, che si accontenti di partire dalla panchina, senza la certezza di rimanere in riva al Foglia anche la prossima stagione.

Perché, per il campionato 2021-22, i rinforzi sono stati già individuati, almeno da coach Repesa, intenzionato a ripetere l’operazione Filipovity, prendendo un paio di giocatori – un regista ed un lungo sotto i 25 anni – pronti a sfruttare Pesaro, per lasciare i campionati minori, ma con le qualità tecniche e morali per fare subito la differenza, il problema è che attualmente sono sotto contratto, e sappiamo che in Via Bertozzini non amano pagare dei buyout, ma gli piace cogliere le occasioni al balzo, sfruttando i problemi economici che tante squadre europee hanno in questo momento, e la voce su Ivica Radic è stata messa in giro, proprio perché la squadra polacca era indietro con gli stipendi, e i procuratori amano smuovere le acque.

Siamo arrivati a febbraio, mese in cui Pesaro giocherà solo 2 partite, e che sarebbe il momento ideale per inserire il nuovo innesto, lo sanno sia il coach che la società, ma questo non vuol dire che qualcuno arriverà al 100%, diciamo che si sta lavorando sotto traccia, al di là delle smentite di rito, alla ricerca dell’incastro giusto, senza aspettarci un fenomeno, uno che per intenderci, avrebbe fatto vincere la Carpegna Prosciutto contro Venezia, ma uno alla Gerald Robinson, capace di dare una mano subito, ma senza rompere un giocattolo che, finora, sta funzionando abbastanza bene.

DAGLI ALTRI PARQUET

La sconfitta di Milano in campionato era nell’aria, visto che l’Armani nelle ultime uscite aveva vinto solo al fotofinish, con la concentrazione e le energie che sono state trasferite in Eurolega, dove è salita fino al terzo posto, ma si devono fare ugualmente i complimenti a Trieste, capace di segnare 100 punti con sorprendente facilità. Rimangono comunque otto i punti di vantaggio della capolista, visto che Sassari ha riposato, ed è stata raggiunta, oltre che da Venezia, dalla Virtus, vittoriosa senza problemi a Cremona, potrebbe salire a quota 22 anche Brindisi, impegnata stasera nel posticipo contro Reggio Emilia, mentre sale al settimo posto Treviso, capace di resistere alla rimonta di Brescia. La sconfitta casalinga contro la Fortitudo è costata la panchina a Nicola Brienza, con Trento che affronterà Pesaro domenica prossima, guidata da Lele Molin, mentre Cantù fa un passo importante verso la salvezza, superando Varese, con il 2 a 0 negli scontri diretti.

 

 

Un commento to “Vuelle, pagata la lunghezza del roster di Venezia. Si guarda già a Trento”

  1. Giorgio scrive:

    Se anche altri facessero come Amadori del consorzio che ha acquistato 60 card x i suoi dipendenti i soldini ci sarebbero perché oltre le carenze occasionali non si può continuamente giocare con uno straniero in meno

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